lunedì 26 settembre 2016

L'anno prossimo vieni anche tu a guarire il SEVESO.


Invece di interrare  la RHO-MONZA da noi al Nord interrano il Fiume Seveso.

L'infinita stupidità del genere umano.



Hanno trovato di tutto i numerosi cittadini che con LEGA AMBIENTE sabato scorso a Paderno Dugnano hanno pulito un tratto del Seveso.












Di certo il fiume non genera rifiuti e plastica, essi rappresentano il risultato dell'incivile considerazione che abbiamo del nostro ambiente.

Purtroppo negli ultimi anni riscontriamo sempre più rifiuti abbandonati anche ai bordi delle strade, nei prati e nei canali,  migliaia e migliaia di bottiglie di plastica sono abbandonate nell'ambiente.


Scompaiono con l'erba alta e ricompaiono con i tagli dell'erba e questo per i prossimi 1000 anni.

Un ringraziamento ai cittadini e a tutte le associazioni che hanno aderito all'iniziativa.

Riportiamo i link disponibili dell'iniziativa.



UN POMERIGGIO DI SOLE E IMPEGNO... E IL SEVESO E' PIU' PULITO

Si è svolta oggi pomeriggio, su iniziativa del Circolo Grugnotorto di Legambiente, la ben nota manifestazione PULIAMO IL MONDO, che per noi padernesi dallo scorso anno (vedi post del 27 settembre 2015 e 29 settembre 2015) si è caratterizzata come l'occasione per ripulire il letto e le sponde del fiume Seveso.

Quest'anno all'invito lanciato da Legambiente hanno risposto numerosi cittadini, tra cui molte "coccinelle" di Insieme per cambiare

La zona scelta per la pulizia è stata il tratto di fiume compreso tra via Coti Zelati e via Lungo Seveso nella zona retrostante il parco del Borghetto (Palazzolo).

"Abbiamo pulito un piccolo tratto del nostro fiume", ha detto un partecipante che indossava guanti e casacca gialla. "Se questa iniziativa fosse sostenuta e condivisa dal Comune, dalle scuole, dalle parrocchie, da altre associazioni e partiti politici... l'effetto della nostra azione sarebbe certamente più incisivo. E la città ne guadagnerebbe!".

Grazie agli amici di Legambiente!    

L'anno prossimo vieni anche tu ;-)

INSIEME PER CAMBIARE


per un paese più pulito e accogliente









L'anno prossimo vieni anche tu.

SI L'ANNO PROSSIMO CI SARO' ANCH'IO

A PRESTO CARA TERRA MIA




domenica 25 settembre 2016

REVNION di Dario Vergari: “la recente inaugurazione, lì dove da tempo immemore avrebbe dovuto essere costruito un ponte, di un tunnel”




Spesso la letteratura anticipa la visione del futuro. Lo scrittore ha immaginato la costruzione di un tunnel sottomarino bello, sicuro, adatto non solo ai veicoli, ma anche ai pedoni e ai ciclisti, con un’aria pulita e la presenza di alberi e siepi.

Parlare di ciò a Paderno Dugnano, la Città che “non è Capri”, secondo un’illuminata espressione di Giovanni De Nicola, già assessore alla mobilità della Provincia di Milano esplicitata proprio in una Commissione Mobilità e Trasporti nel luglio del 2010 per avallare il progetto in superficie di 14 corsie, e depennando quindi ogni ipotesi di interramento.


Intanto le 14 corsie, lentamente (si pensi che l’opera doveva essere finita prima dell’apertura dell’EXPO 2015), ma inesorabilmente, avanzano.

Non solo l’assessore De Nicola, ma probabilmente anche molti cittadini non hanno pensato che si potesse fare nel nostro territorio qualcosa di così bello, come immaginato dallo scrittore. Nessuno avrà pensato a trasparenze nel passaggio sotto il fiume Seveso, ma tanti però hanno sperato nella costruzione di un normale tunnel interrato, al posto di un mare di asfalto, ponti, sopraelevate e muri mastodontici, costruzioni anacronistiche nel nostro tempo in un ambito urbano fortemente antropizzato.


REUNION di Dario Vergari
Cap. XXIX
-Silenzi-


Prese un ritaglio di giornale dallo zaino, l’articolo riguardava la recente inaugurazione, lì dove da tempo immemore avrebbe dovuto essere costruito un ponte, di un tunnel sottomarino. Il lungo budello era stato realizzato in massima parte con materiali plastici trasparenti. Un sistema di ammortizzatori idraulici avrebbe assorbito eventuali scosse telluriche in modo da rendere innocuo anche un forte terremoto. Si scrollò di dosso quel pensiero. Seguì i cartelli luminosi che indicavano l’ingresso pedonale, poco più di tre chilometri per scarpinare attraverso quel lembo di mare. Dall’esterno non sembrava niente più di un ingresso di una qualunque metropolitana, scale mobili e luci al neon. All’interno coloratissimi murales dipinti da bambini delle scuole locali abbellivano le pareti dei lunghi corridoi, era tutto un fiorire di pesci e persone che nuotavano tra gli alberi. Quando la scala mobile terminò nella cupola trasparente da dove iniziava il tunnel le cose cambiarono. La costruzione era imponente, un arcata alta quanto una casa di sei piani, illuminata a giorno da luci che scintillavano come diamanti incastonati nel blu notturno. Uno schermo televisivo circolare correva tutto intorno alle pareti, riproduceva immagini dell’intera lunghezza del tunnel, dall’ingresso fino all’uscita della parte opposta. Un sentiero di led luminosi che si snodava nel pavimento guidava i visitatori all’ingresso della galleria vera e propria, larga a sufficienza per contenere una parata militare, se ancora fossero esistite. Si incamminò guardandosi intorno affascinato. La lontana volta dello scavo lasciava intravedere le cieche acque notturne, si ripromise di tornarci di giorno per vedere che effetto faceva con il sole. La struttura del tunnel che collegava il continente all’isola era costituita da sezioni lunghe una cinquantina di passi unite tra loro da giunzioni fatte di un metallo dall’aspetto poroso, gli faceva venire in mente un bruco addormentato. Sfiorò con le dita le pareti trasparenti, erano scivolose al tatto e si increspavano lievi. La superficie sembrava liquida, quasi unta, ma non ne restava alcuna traccia sui polpastrelli. La pista pedonale affiancava quella ciclabile, accanto a queste, ma separate da una barriera dello stesso materiale viscido e trasparente, correvano le corsie per gli autoveicoli. C’erano filari di alberi e siepi e l’aria odorava di verde. Stava camminando da almeno quindici minuti, dietro di sé nient’altro che un bianco serpente translucido circondato dal blu. Una coppietta lo superò a passo di jogging salutandolo, lui in risposta gli sorrise lanciandogli un bacio. In vari punti lungo il percorso alcune lampade all’esterno del tunnel rischiaravano le acque circostanti, poteva così scorgere numerosi pesci curiosi che lo guardavano come se fosse lui, ora, quello nell’acquario. Una gioia sottile lo percorse, il futuro luminoso che fin da bambino si era immaginato era finalmente giunto

Si consiglia la lettura.

Dario Vergari, poliedrico artista pesarese, è da anni radicato nel territorio a nord di Milano.




Buona lettura!


A presto Cara Terra Mia

giovedì 22 settembre 2016

Domenica 25 settembre: Associazioni in Festa a Palazzolo Milanese






Viene comunicato che, purtroppo, il numero scritto per le info e prenotazioni sulla cena solidale di domenica 25, è sbagliato. 
Il numero corretto è
Rosella al 347 0484022 
A presto Cara Terra Mia