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domenica 14 febbraio 2016

Mercato immobiliare residenziale: nel 2015 prezzi scesi del 5,1%. -2,9% nel II° semestre



Se il 2015 è stato un anno positivo per il mercato immobiliare – grazie alla forte ripresa dei mutui, che ha rimesso in moto tutto il settore – per quanto riguarda i prezzi di vendita è stato contraddistinto da una ulteriore contrazione: -5,1% in un anno, con un -2,9% solo nel secondo semestre 2015. È questo il dato principale dell’Osservatorio sul mercato immobiliare residenziale italiano condotto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it).
A dicembre 2015 il prezzo medio ponderato richiesto per gli immobili residenziali italiani è sceso a 2.056 euro per metro quadro (era 2.166 un anno prima). Il dato che spinge all’ottimismo è, invece, quello relativo all’ultimo trimestre, contraddistinto da una vera e propria frenata della discesa prezzi: -0,4% da ottobre a dicembre.
Il calo degli importi richiesti per metro quadro è il principale responsabile della stazionarietà dell’offerta immobiliare, che nel corso dell’anno ha subito una variazione minima: a dicembre 2015 l’offerta immobiliare residenziale in vendita era, secondo i calcoli del portale, nell'ordine di 1.250.000 unità; a questi immobili vanno aggiunti i circa 450.000 immobili in offerta di affitto.
«La discesa dei prezzi di vendita – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.itpur in fase d’arresto nell’ultimo trimestre dell’anno, non ha certamente stimolato la volontà di mettere in vendita i propri immobili, portando molti proprietari ad attendere tempi migliori
Nord, Centro e Sud; grandi e piccole città
A differenza di quanto registrato nel corso del 2014 – anno contraddistinto da un calo maggiore dei prezzi nelle regioni del Centro e del Sud Italia e da una maggiore tenuta a Nord – il 2015 vede la situazione ribaltata: nel corso dell’anno è proprio al Nord del Paese che si è registrata la riduzione più consistente dei prezzi richiesti, -5,7%. Il picco è in Liguria, che ha perso in media il 7,6% dei prezzi a metro quadro, seguita da Friuli Venezia Giulia (-7,3%) e Sicilia (-7,0%).
Questa discrepanza non varia anche isolando i dati del secondo semestre, visto che i prezzi delle case del Nord Italia sono scesi del 3,5% da giugno a dicembre – contro i -2,2% e -2,4% delle altre zone del Paese.
Interessante notare come, nel corso dell’anno, i cali registrati nelle grandi città (quelle con più di 250mila abitanti) e nei piccoli centri siano percentualmente simili, benché in termini assoluti costi sempre di più comprare casa nelle metropoli rispetto ai piccoli centri (2.699 euro/mq VS 1.684); a livello semestrale, invece, sono i centri di dimensioni maggiori a vedere un calo leggermente più elevato dei prezzi medi richiesti (-3,1% vs -2,7%).


Fonte:





A presto Cara Terra Mia

sabato 6 febbraio 2016

ISTAT: nel III° trimestre del 2015 diminuiscono ancora i prezzi delle abitazioni esistenti


L’ISTAT (L'Istituto nazionale di statistica è un ente di ricerca pubblico presente nel Paese dal 1926), nel secondo trimestre 2015, sulla base delle stime preliminari, rileva che l'indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e diminuisce del 2,3% nei confronti dello stesso periodo del 2014.
L’incremento è dovuto unicamente al rialzo delle abitazioni nuove (+1,4% rispetto al primo trimestre 2015,) mentre per le abitazioni esistenti si registra un’ulteriore, seppur lieve, diminuzione (-0,1%).
Si conferma invece la diminuzione su base annua dell’indice generale dei prezzi delle abitazioni (-2,3%), dovuto alla diminuzione dei prezzi delle abitazioni nuove (-0,5%), e soprattutto alla diminuzione più consistente di quelle esistenti (-2,9%).
Il modesto aumento congiunturale complessivo dello 0,2% (il primo dal seondo semestre del 2011), imputabile solo alle abitazioni nuove, si manifesta in un quadro di ripresa del mercato immobiliare residenziale in termini di numero di compravendite (+10,8% su base annua nel terzo trimestre 2015 secondo i dati diffusi dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle entrate). A fronte di maggiori compravendite si registra un’ulteriore diminuzione dei prezzi delle abitazioni esistenti.

Naturalmente, a differenza di quanto considerato dalle stime per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, le abitazioni 167 di Paderno Dugnano non sono nuove, ed oltre che da considerarsi economiche e popolari, vantano una vetustà ormai pluridecennale. Ricordiamo che secondo l’ISTAT (e secondo Cara Terra Mia) si intendono per  “abitazioni nuove” unicamente quelle “di nuova costruzione o esistenti ristrutturate e vendute dalle imprese operanti nell’edilizia”.


Il differenziale in valore assoluto tra la variazione tendenziale dei prezzi delle abitazioni esistenti e quella dei prezzi delle abitazioni nuove risulta pari a 2,4 punti percentuali, tornando ad ampliarsi dopo il minimo raggiunto nel secondo trimestre quando fu pari a 1,7.
In media, nei primi tre trimestri del 2015, i prezzi delle abitazioni diminuiscono del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sintesi di un calo dei prezzi dell’1,4% per le abitazioni nuove e del 3,5% per quelle esistenti.
Con le stime preliminari del terzo trimestre 2015 la diminuzione dei prezzi delle abitazioni rispetto al 2010 raggiunge il -13,7%. Alla riduzione concorrono principalmente le abitazioni esistenti i cui prezzi sono scesi rispettivamente del 19,0%, mentre i prezzi delle abitazioni nuove hanno subito una contrazione dello 0,1%.


Il comunicato, oltre alle stime preliminari per il terzo trimestre 2015, fornisce quelle definitive relative al secondo trimestre 2015. Le stime preliminari e definitive relative al primo trimestre 2015 sono riepilogate nel seguente prospetto.



La base di riferimento delle serie degli indici IPAB, totale, per le abitazioni nuove e per quelle esistenti è il 2010=100.

Gli atti notarili di compravendita immobiliare costituiscono, la fonte informativa su cui l’Istatbasa la costruzione degli indici dei prezzi delle abitazioni. I dati dei rogiti hanno acquisito soltanto di recente una rilevanza statistica ai fini del calcolo dei nuovi indicatori; questo grazie agli effetti di importanti innovazioni normative che determinano una maggiore coerenza tra il prezzo dichiarato e quello effettivamente pagato (art. 1, comma 497, Legge Finanziaria 2006; art. 1, comma 309, Legge Finanziaria 2007; art. 1, commi 164 e 165, Legge Finanziaria 2008).

La fonte informativa corrente utilizza la banca dati del Registro, di cui è responsabile l’Agenzia delle entrate, come fonte primaria per determinare soggetti acquirenti e venditori e relativi oggetti compravenduti; queste informazioni sono integrate con i dati desunti dal Catasto e dalla banca dati dell’OMI, gestite anch’esse dall’Agenzia delle entrate.  


I dettagli della pubblicazione alla pagina:



Possiamo tranquillamente affermare che il valore della abitazioni esistenti ha subito una flessione rispetto all’anno 2010, valutata nell’ordine del 20%.

Per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà a Paderno Dugnano, il corrispettivo medio riscosso per unità abitativa per l’anno 2010 è stato di circa 3.200 euro.

Stranamente invece che diminuire si pensi che per il corrispettivo medio riscosso per le proposte formalizzate nel 2011 è stato di 7.800 euro, e poi ancora per le proposte formalizzate nel 2012, 8.300 euro.

Tali importi, gonfiati in modo abnorme, solo a partire dal 7 aprile 2014 sono stati parzialmente ed in modo insufficiente abbassati (- 35/40%), è di tutta evidenza che i conti non tornano.

È fin troppo semplice vedere che togliendo un 20% (diminuzione del valore delle abitazioni esistenti) dagli importi formalizzati nel 2010 di 3.200 euro si arriverebbe oggi ad una definizione con circa 2.550 euro.


sabato 30 maggio 2015

Amianto nelle “nuove” case 167







Dal sito:


tra l’altro rileviamo le informazioni che seguono.
Si stimano in 20-30 milioni di tonnellate i materiali ancora presenti sul territorio nazionale, e che le polveri di amianto, respirate, provocano l'asbestosi, nonché tumori delle pleure, ovvero il mesotelioma pleurico e dei bronchi, ed il carcinoma polmonare.
Una fibra di amianto è 1.300 volte più sottile di un capello umano. Non esiste una soglia di rischio al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell'aria non è pericolosa: l'inalazione di una sola fibra può causare il mesotelioma e altre patologie mortali, anche se un'esposizione prolungata nel tempo o ad elevate quantità aumenta le probabilità di contrarle.
L'amianto è stato utilizzato fino agli anni ottanta per produrre cemento-amianto (eternit), per la coibentazione di edifici, tetti, navi (ad esempio le portaerei classe Clemenceau), treni, come materiale per l'edilizia (tegole, pavimenti, tubazioni, vernici), nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto (vernici, parti meccaniche), ma anche per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni. Inoltre, la polvere di amianto è stata largamente utilizzata come coadiuvante nella filtrazione dei vini. È un materiale molto comune in natura.
Con la legge n. 257 del 1992 in Italia l'impiego dell'amianto è fuori legge.

Il primi spontanei interrogativi sono: quanto amianto è stato utilizzato a Paderno Dugnano, e quanto non è stato ancora smaltito?
Quello che sappiamo con certezza è che l’amianto è presente tra i materiali di costruzione di numerosi edifici di edilizia economica popolare in diritto di superficie costruiti prima dell’introduzione del disposto della legge 257/1992.
In alcuni casi questo elemento micidiale, per la salute di tutti i cittadini, è stato rimosso a spese dei condomini, mentre in altri casi è ancora presente.

Un esempio del primo caso è l’immobile del Consorzio Edinco di Via Chopin n. 18, che secondo le stime commissionate dalla Giunta del centro destra Alparone – Bogani al mese di giugno 2011:

“si ipotizza che la costruzione sia iniziata e costruita nei precedenti due anni”.

La stima nero su bianco specifica che:

“I costi di appalto ed i valori commerciali da assumere per la ricerca del valore venale dell’immobile sono riferiti a fabbricati realizzati a partire da gennaio 2009 e completati e venduti entro dicembre 2010”.

Peccato che invece la costruzione è data 1983.

Ecco quindi una copertura in eternit datata 1983, fuorilegge dal 1992, considerata “nuova” ai fini delle stime per la trasformazione del diritto di superfici in diritto di proprietà:


 



La “nuova” copertura in eternit è stata rimossa dopo ventinove anni nell’anno 2012, di questo abbiamo dato notizia con l’articolo:




Un secondo intervento che abbiamo segnalato è la recente rimozione della copertura in eternit dall’edificio 167 di Paderno Dugnano di Via Agostino Novella n. 4, datata 1986:



Tuttavia, persiste la presenza di amianto in città, anche nelle case economiche e popolari 167.

La copertura in eternit, considerata “nuova” di Via Agostino Novella n. 2, appena più recente del 1989, solo tre anni prima della messa fuori legge dell’amianto, verrà rimossa e smaltita nei prossimi mesi.
Questa la situazione di questi giorni:

















Case considerate nuove dall’amministrazione padernese, però solo a partire dalle stime del 2011, 
supervalutate 2.250 euro a metro allo scopo di chiedere ai cittadini importi più che raddoppiati.

I cittadini che si aspettavano eque valutazioni che tenessero conto delle effettive realtà, sono stati invece oltremodo vessati e hanno dovuto subire un trattamento di parzialità (discriminazioni tra cittadini) da parte dall’amministrazione padernese.


Chiediamo di considerare l’evidenza dei fatti.


Altri articoli recenti pubblicati sull'amianto:
link
AMIANTO IL CINEMA MANZONI A PALAZZOLO


lunedì 25 maggio 2015

“La casa, l’abitazione principale è per tutti frutto di sacrifici, del lavoro di una vita, spesso di una donazione ai figli: valori che per noi non devono essere soggetti ad una tassa”.




Una buona notizia.

Nel comune del nord Milano con la più pesante addizionale IRPEF non si pagherà la TASI.

Per le opportune verifiche rimandiamo ad un nostro precedente articolo:



Nell’evidenziare la bella frase del Sindaco Alparone, che condividiamo e facciamo nostra come condomini 167 di Paderno Dugnano, ci sorge anche qualche perplessità.

Ma allora ci domandiamo come, improvvisamente e senza nessuna effettiva ragione legislativa, i corrispettivi per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà possano aver subito un’esplosione rispetto ad analoghe richieste di pochi mesi prima.

Certo il corrispettivo per la trasformazione di un diritto non è una tassa, come è vero che il primo riguarda solo le vecchie case economiche e popolari “167” della periferia, mentre la seconda riguarda anche case “di lusso”.

Se lo spirito è quello di non tassare o tartassare dei valori, prima morali che economici, ci si deve impegnare a rivedere l’intera questione “case 167”.

Il valore delle abitazioni, oggi, è notevolmente inferiore rispetto alle quotazioni degli anni 2009 e 2010. Non è equo pagare oggi importi superiori rispetto a quelli offerti, solo ad alcuni, in tali periodi.


A presto Cara Terra Mia

martedì 17 marzo 2015

Rimozione amianto dalla “nuova” casa 167 di via Agostino Novella 4


Un altro “nuovo” stabile 167 di Paderno Dugnano, costruito nel 1986 ha eliminato l’amianto dalla copertura. Stiamo parlando del condominio di via Agostino Novella n. 4, dove, fino all’inizio di marzo del 2015 la fibra killer è stata presente.
La salute pubblica può ora contare su oltre 600 metri quadrati in meno di eternit, solo a spese dei condomini, senza alcun contributo, e senza che la caratteristica costruttiva, non certo di pregio, sia minimamente stata considerata nella redazione della stima per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà delle 30 (trenta) famiglie interessate.

Una mancanza che si potrebbe ancora oggi sanare, considerando che ben 27 (ventisette) famiglie non hanno aderito alla proposta dell’amministrazione comunale, che inizialmente ha imposto il valore di trasformazione dell’area residenziale di complessivi € 285.779, per un importo medio a famiglia di oltre 9.500 euro.
Tale richiesta è stata, in un secondo tempo, solo parzialmente rettificata con la determinazione n. 254 del settore Pianificazione del Territorio del 9 aprile 2014, a seguito della deliberazione di Consiglio Comunale n. 17 del 7 aprile 2014, che ha portato il valore di trasformazione in € 187.527, per un importo medio a famiglia di 6.250 euro.

Come vediamo c’è ancora molta strada che si può fare con contenere la richiesta, partendo dal valore attribuito alle abitazioni di 1.912 euro a metro quadrato (definito come valore minimo). Sfidiamo chiunque a vendere a tale valore “minimo”.


Ricordiamo che, anche, i condomini di via Novella 4 sono tra i cittadini coinvolti nella “strana” vicenda del rimborso del conguaglio definitivo della concessione del diritto di superficie all’impresa C.I.C. ( e non ai cittadini) di cui ci siamo già occupati in precedente articolo:




La storia, così come vissuta dai cittadini, è ben riassunta da un pensiero da un condomino, direttamente interessato dalla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà della propria prima casa, e dalla rimozione di un veleno che per una trentina d’anni ha albergato sopra la propria testa:


Vivevo felice e senza alcun pensiero dominante...l'amministrazione comunale mi aveva convinto che la mia casa era come nuova ed infatti il coefficiente e relativo valore del terreno su cui poggia lo stabile era stato parametrato al valore di una casa nuova.

Aimè qualcosa mi dice che mi hanno " ciulato "...

Al nostro stabile si sono dovuto rifare le canne fumarie esterne  - causa problemi di aspirazione gas di scarico.. - e  " dulcis in fundo " ci obbligano al rifacimento tetto causa amianto. 

Si dirà che la casa non è nuova e che pertanto necessita di una manutenzione nel tempo e bla bla bla bla...: ma accidenti il rifacimento del tetto causa la presenza di amianto ha un costo di circa 210 -220 mila euro ( duecento dieci-duecento venti mila euro !!!!! ) che vanno ripartiti in quota millesimale su 30 condomini.

Ora che ci penso sono quasi i soldi che il comune ci chiede per il terreno e poiché il medesimo afferma che la casa è nuova allora siamo pari e non dobbiamo più nulla ?????? 

Non è così.?????..... allora sono proprio scemo e continuo a non capire

Che tristezza !!!


Saverio Cilli



Una nuova copertura, non nociva per la saluta dell’intera collettività, prende il posto della vecchia copertura in eternit.





Non si creda però che adesso sia tutto a posto. Chiudiamo con due interrogativi: 


1)    C’è ancora amianto in città?
2)    Le case con amianto valgono meno?







lunedì 9 febbraio 2015

Il Sole 24 Ore: ancora giù i prezzi delle case nel 2015



Il quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” in edicola lo scorso 12 gennaio, con un articolo a firma di Michela Finizio dall’eloquente titolo “Prezzi della case ancora giù nel 2015”, si sbilancia in una previsione sul mercato immobiliare nell’anno in corso.

Nonostante segnali nel campo dell’erogazione dei mutui, i valori immobiliari non hanno ancora toccato il fondo e subiranno ulteriori contrazioni.

E c’era da scommetterlo, ancora una volta, gli immobili più penalizzati sono le abitazioni usate in zone periferiche. Sembra proprio che si parli delle abitazioni economiche e popolari “167”, vecchie anche se considerate sempre nuove e, naturalmente site in zone periferiche.

Le previsioni negative parlano di un’ulteriore contrazione dei valori del 2,5%.

Interessante il dato che nel 2014, che secondo le stime di Nomisma, registra 418mila transazioni residenziali, in crescita del 4% dopo il crollo del 2013, ma dimezzate rispetto agli anni del boom.


L’articolo (contenuto a pagamento) è disponibile alla pagina:



Non è possibile che il procedimento di trasformazione del diritto di superficie della prima casa di migliaia di cittadini non tenga conto della realtà che ci circonda.

Basterebbero le finalità agevolative previste dalle norme e ribadite dalla Corte dei Conti per “stimolare” procedure eque che vengano realmente incontro alle esigenze dei condomini 167.

Anche la compiuta applicazione della facoltà di abbattimento del corrispettivo del 50% (qualora ben applicato), prevista dall’art. 31, comma 48 della legge n. 448 del 1998, non è sufficiente a determinare il giusto corrispettivo se i dati di partenza, come il valore a metro quadrato dell’abitazione di 1.912 euro nel caso di Paderno Dugnano, è troppo alto e assolutamente non allineato con i valori espressi dall’OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle entrate).


I condomini 167 sono cittadini non polli da spennare.