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lunedì 16 febbraio 2015

La ricetta di Alparone per le tasse


Un articolo de “Il Notiziario” pone in evidenza che a Paderno Dugnano IMU e TASI, anche nell’anno 2015, come già nel 2014 non sono dovute.

perché l'Irpef resta ferma allo 0.8% ?

Posto che anche altre amministrazioni, come ad esempio il Comune di Cinisello Balsamo non hanno applicato la TASI nell’anno 20ì14, peraltro senza i voti favorevoli del centro destra, l’occhio cade su quella che all’apparenza sembra una notizia positiva:


l’Irpef resta ferma al ritocco dello scorso anno allo 0,8%”.

Il dubbio che già si paghi il massimo consentito è forte, ed in effetti i Comuni possono istituire un’addizionale all’I.R.P.E.F. (art. 1, del D. lgs. n. 360/1998), la cui misura non può eccedere complessivamente lo 0,8% (art. 1, comma 3, del D. lgs. 360/1998), salvo deroghe espressamente previste dalla legge (ad esempio: Roma Capitale a partire dall’anno 2011).

A Paderno Dugnano si paga
il massimo consentito dalla legge per l'addizionale comunale all'IRPEF


Ma vediamo come è cambiata l’aliquota a carico dei cittadini padernesi da quando l’attuale amministrazione Alparone – Bogani è alla guida della città.

Non si vorrebbe che, come nel caso della trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, ci si trovi di fronte ad aumenti, aumenti ed ancora aumenti.
dall'anno 2010 la tassazione è responsabilità delle giunte Alparone

La precedente amministrazione, per l’anno 2009, ha lasciato in eredità agli attuali amministratori l’aliquota della 0,4% (delibera n. 74 del 16 dicembre 2008), per poi aumentare progressivamente:


In soli due anni l’addizione comunale all’I.R.P.E.F. è raddoppiata, raggiungendo il massimo consentito dalla legge, e per fortuna che le norme non consentono ulteriori aumenti.
Nel caso della trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, vista la discrezionalità nel redigere le stime, si è potuto andare anche oltre.
La curiosità, allora, impone di vedere cosa succede nei comuni confinanti con Paderno Dugnano, o comunque vicini e, già che ci siamo nei comuni capoluogo di Milano e Monza.

Non sarà che per l’addizione comunale all’I.R.P.E.F. i cittadini padernesi siano i più tartassati?

Paderno Dugnano in testa alla classifica della tassazione Irpef

Amara scoperta, ebbene si. Su tredici comuni analizzati per l’anno 2014, Paderno è tristemente (per i cittadini) capofila nella tassazione.

Non solo la tassazione è la più alta (al massimo consentito), come peraltro previsto da altre amministrazioni, ma fatto quasi unico (unico per chi applica l’aliquota dello 0,8%) non è prevista alcuna soglia di esenzione, oltre a non prevedere alcuna progressività dell’imposta.

I Comuni di Novate Milanese, Limbiate e Monza prevedono aliquote inferiori. Ad esempio a Novate Milanese per lo scaglione di reddito fino a 15.000 euro l’aliquota prevista è dello 0,65% per poi crescere progressivamente fino allo 0,80% solo oltre i 75.000 euro. A Limbiate per lo scaglione di reddito fino a 15.000 euro l’aliquota prevista è dello 0,55% per poi, anche in questo caso, crescere progressivamente fino allo 0,80% solo oltre i 75.000 euro. Sulla stessa linea anche Monza per lo scaglione di reddito fino a 15.000 euro l’aliquota prevista è dello 0,60% per arrivare  all’aliquota dello 0,80%, ma solo oltre i 75.000 euro. Tutte queste amministrazioni, per i vari scaglioni di reddito, prevedono aliquote intermedie tra la minima e la massima.

La ricetta di Alparone per le tasse non è molto diversa della ricetta di Alparone per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà

Una ricetta molto salata






lunedì 9 febbraio 2015

Il Sole 24 Ore: ancora giù i prezzi delle case nel 2015



Il quotidiano economico “Il Sole 24 Ore” in edicola lo scorso 12 gennaio, con un articolo a firma di Michela Finizio dall’eloquente titolo “Prezzi della case ancora giù nel 2015”, si sbilancia in una previsione sul mercato immobiliare nell’anno in corso.

Nonostante segnali nel campo dell’erogazione dei mutui, i valori immobiliari non hanno ancora toccato il fondo e subiranno ulteriori contrazioni.

E c’era da scommetterlo, ancora una volta, gli immobili più penalizzati sono le abitazioni usate in zone periferiche. Sembra proprio che si parli delle abitazioni economiche e popolari “167”, vecchie anche se considerate sempre nuove e, naturalmente site in zone periferiche.

Le previsioni negative parlano di un’ulteriore contrazione dei valori del 2,5%.

Interessante il dato che nel 2014, che secondo le stime di Nomisma, registra 418mila transazioni residenziali, in crescita del 4% dopo il crollo del 2013, ma dimezzate rispetto agli anni del boom.


L’articolo (contenuto a pagamento) è disponibile alla pagina:



Non è possibile che il procedimento di trasformazione del diritto di superficie della prima casa di migliaia di cittadini non tenga conto della realtà che ci circonda.

Basterebbero le finalità agevolative previste dalle norme e ribadite dalla Corte dei Conti per “stimolare” procedure eque che vengano realmente incontro alle esigenze dei condomini 167.

Anche la compiuta applicazione della facoltà di abbattimento del corrispettivo del 50% (qualora ben applicato), prevista dall’art. 31, comma 48 della legge n. 448 del 1998, non è sufficiente a determinare il giusto corrispettivo se i dati di partenza, come il valore a metro quadrato dell’abitazione di 1.912 euro nel caso di Paderno Dugnano, è troppo alto e assolutamente non allineato con i valori espressi dall’OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle entrate).


I condomini 167 sono cittadini non polli da spennare.


mercoledì 13 agosto 2014

Rho–Monza al palo, ma non si possono dormire sonni tranquilli



Un ponte a Paderno Dugnano prima di Expo 2015 ?


Cogliendo l’occasione dell’odierna visita di Matteo Renzi ai cantieri di Expo 2015, un articolo de Il Sole 24 ORE fa il punto della situazione dell’accessibilità all’area espositiva, con un preciso riferimento alla situazione Rho-Monza.



L’articolo completo alla pagina:


A presto Cara Terra Mia

mercoledì 19 marzo 2014

CARA TERRA MIA solidarizza con il vice sindaco di Paderno Gianluca Bogani

Il notiziario del 14 marzo 2014: “Riscatti aree ex 167: accuse al veleno fra Comitato Cara Terra Mia e Bogani:



Cara Terra Mia, comitato formato solo da condomini 167 di Paderno Dugnano, avulso da qualsiasi collocazione politica, che dalla costituzione si batte contro ogni speculazione nel procedimento di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà della prima casa economica e popolare di migliaia di cittadini padernesi, esprime solidarietà al Vicesindaco Gianluca Bogani, che si è sentito vittima “di una campagna mediatica violenta ai limiti della diffamazione anche personale da parte di chi ha cercato di speculare politicamente sulle case della gente”.

A presto Cara Terra Mia

lunedì 10 febbraio 2014

NIMBY: per noi nessuna opera scellerata in nessun cortile



Il 5 febbraio 2014 il SOLE 24 ORE ha pubblicato l’articolo:

Un anno e mezzo senza se e senza ma” di Lello Naso

Se un marziano atterrasse oggi a Milano dalle parti di Rho-Pero, ma dopo aver sorvolato la città, si accorgerebbe a prima vista della doppia realtà dell'Expo.A Rho-Pero, nel quartiere espositivo, l'attività procede spedita. Il cantiere va. I giovanissimi professionisti della squadra del commissario unico Giuseppe Sala sono in timing, seppure con fatica, con il cronoprogramma per arrivare all'appuntamento del 2015 senza sbavature.
A fine febbraio saranno conclusi gli ultimi contratti di affidamento dei Padiglioni alle imprese - dopo il record di adesioni dei Paesi - e saranno stipulati gli accordi di partnership e fornitura. Inoltre saranno imbastite le gare d'appalto per 1,2 miliardi di euro per il sito espositivo.In città il marziano comincerebbe ad avere i primi dubbi. Il completamento delle strade di accesso al quartiere fieristico è ancora a rischio: la Rho-Monza, via strategica per chi arriva da Nord e Nord-Est, è appesa ancora ai comitati Nimby che la osteggiano. Il rischio è un cambio di progetto in corsa con l'allungamento dei tempi. Lo "stralcio-Gamma", il collegamento tra il parcheggio di Cascina Merlata, ottomila posti auto, e la A4, snodo fondamentale per convogliare i visitatori, ha ottenuto da poco lo sblocco del Consiglio di Stato dopo la sospensiva del Tar. Si attende con trepidazione il giudizio di merito e si spera che non ci siano sorprese. Sarebbe un grave danno.
Il marziano, per carità di patria, sorvolerebbe su tutte le opere promesse e non mantenute, ultima delle quali la linea 4 della metropolitana che non sarà neppure iniziata. Si consolerebbe con il fatto che non sono essenziali all'Expo ma sarebbe preoccupato da un eventuale contagio. Se il clima generale fosse quello del non fare sarebbe un problema. All'Expo serve un anno e mezzo di pensieri in grande, un avvicinamento all'evento che coinvolga la città e il Paese. Nessuno può permettersi il rischio di una manifestazione in tono minore, tantomeno di un fallimento.


Il giornalista banalizza l'indignazione dei cittadini per un'opera sbagliata per come concepita, con il termine NIMBY (acronimo per Not In My Back Yard, in italiano "Non nel mio cortile"), che vuole indicare un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite, come ad esempio grandi vie di comunicazione.

La risposta dei cittadini che non vogliono morire avvelenati per dall’inquinamento e dall’ottusità di certa classe dirigente è affidata a Carola Colnago, consigliere comunale di Paderno Dugnano del Partito Democratico.

Mi chiamo Carola Colnago. Sono un consigliere comunale nel Comune di Paderno Dugnano ma, prima di tutto, sono una cittadina dello stesso Comune.
Ho letto con rammarico il Suo articolo “Un anno e mezzo senza se e senza ma” pubblicato il 5 febbraio 2014 sul Sole 24 Ore.
Leggendolo si comprende benissimo che Lei non ha mai incontrato nessuno dei componenti il Comitato per l’interramento della Rho Monza, non ha mai parlato con loro, non ha mai partecipato a loro incontri o manifestazioni.
Il Comitato ma soprattutto tutti gli altri cittadini che lo sostengono è formato da mamme, papà, giovani, nonni, bambini che lottano per la loro salute e per quella delle generazioni future. Poi, è vero, a sostegno del Comitato ci sono anche persone che hanno una loro storia politica e varie forze politiche. E la richiesta di interrare la Rho-Monza è la volontà unanime dell’Amministrazione Comunale e delle forze di opposizione.
Non si chiede di non fare questa strada, ma di riqualificarla tenendo conto del grave impatto sul territorio. Si chiede di rivedere quel progetto scellerato che nel tratto di affiancamento tra Milano-Meda e Rho-Monza arriverebbe addirittura a prevedere 14 corsie a cielo aperto. Il Comitato chiede da più di cinque anni che questa strada venga interrata. Punto.
Nel Comitato poi ci sono anche ingegneri ed architetti che hanno più competenze in materia di me e, non si offenda, credo anche di Lei. Questi signori hanno studiato e lavorato intensamente e hanno elaborato in varie stesure un progetto alternativo in collaborazione con gli uffici tecnici di cinque comuni (Paderno Dugnano, Cormano, Bollate, Baranzate e Novate Milanese). Un progetto concreto che dimostra che l’interramento è possibile e fattibile. E non lo dicono da oggi. Stiamo lottando almeno dal 2009.
Questo non significa essere egoisti o, come dice lei, “NIMBY”, ma persone serie che amministrano il territorio con saggezza e chiedono alle Autorità competenti di fare le cose per bene.
Distinti saluti,
Carola Colnago


Questo è quanto vogliono fare Serravalle, Podesta, Maroni e Lupi nel centro di Paderno: un'asse autostradale di 25mt a fianco dell'attuale Milano-Meda e con questa galleria fonica ....

Passeranno 220.000 veicoli giorno !!!!!

>>> UN MOSTRO <<<


Non ci hanno ancora detto qual’è l'inquinamento attuale dell'aria e quello che avremo a opera finita nel tratto di Paderno abitato da 6.000 persone. Non abbiamo ancora perso... la battaglia.

Avanti a tutta birra con la raccolta fondi per fare il ricorso.


La nostra proposta di buonsenso prevarrà su questa malsana bruttura.

A presto Cara Terra Mia

martedì 4 febbraio 2014

Vicesindaco Bogani: l’obiettivo non è agevolare l’adesione alla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà

Perché sono state formalizzate proposte irricevibili?

Il settimanale “Il notiziario” del 24 gennaio, riprendendo l’analisi del Comitato Cara Terra Mia, evidenzia la debacle dell’Amministrazione del centro destra padernese, che su 93 (novantatre) proposte di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, ha ottenuto la miseria di sole due (due) adesioni.

Alparone - Bogani
Una debacle senza precedenti

Ecco cosa scrive il periodico, che ringraziamo per la costante attenzione:


Sembra impossibile concentrare in poche righe una continua serie di “imprecisioni”, ma il Vicesindaco Gianluca Bogani di riesce molto bene.

Continuiamo a credere alla buona fede, vogliamo continuare a credere che il Vicesindaco, dopo che ha affrontato la questione nel 2010, nel 2011, nel 2012, nel 2013, e adesso siamo nel 2014, non abbia ancora capito di cosa stia parlando.

Per prima cosa il massimo rappresentante in Giunta della Lega Nord per l’indipendenza della padania parla di “dare l’opportunità agli inquilini. Forse, dopo qualche anno di responsabilità amministrativa, non ha ancora capito che i condomini 167 a cui ha inviato la proposta di trasformazione del diritto di superficie non sono inquilini, ma cittadini che hanno acquistato, a fronte di sacrifici (non stiamo parlando di milionari), la loro agognata prima casa. Per la definizione consigliamo di consultare un dizionari, ne segnaliamo uno online:



Ritenendo che i condomini 167 di Paderno Dugnano non siano considerati animali dal Vicesindaco Bogani, segnaliamo che non pagano l’affitto, ma hanno un atto di compravendita che certifica la proprietà della loro abitazione economica-popolare.

Così come posta la questione sembrerebbe che ad inquilini di case popolari sia concessa la possibilità di acquistare l’abitazione in cui abitano, la cosa è molto diversa, si tratta solamente della trasformazione di un diritto sul solo terreno, già completamente pagato al momento della convenzione.
Sperando che dopo qualche anno questo semplice concetto sia stato recepito anche dal Vicesindaco Bogani, entriamo nel merito della sostanza così ben espressa dal nostro, ancora per poco, Vicesindaco.

L’obiettivo non era di fare cassa ?

Chi potrebbe rispondere a questa semplice domanda se non il Vicesindaco stesso.

Non c’è da crederci, ma  proprio Lui con l’introduzione di criteri iniqui e discriminatori, diversi dalle proposte da Lui formalizzate nell’anno 2010, ha dichiarato che “andiamo incontro alle esigenze di cassa che ha il Comune”.  Con il Verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale n. 61 del 27 settembre 2011 (Approvazione Verbali delle sedute del 28 giugno e ….. ), alla pagina 19, è tra l’altro riportato:


SI, l’obiettivo era di fare cassa!
parola di Vicesindaco Gianluca Bogani

Altro simpatico concetto è che il comitato “vuole le aree regalate”.

Potrebbe anche essere, se non fosse che i condomini 167 hanno già pagato le aree, completamente fino all’ultima lira (c’era ancora la lira) per l’area residenziale concessa, ma anche per le aree destinate ad opere di urbanizzazione primaria e secondaria.

I condomini 167 hanno estinto qualsiasi debito contratto.

Non si può speculare sulla trasformazione di un diritto sulla prima casa economica e popolare pagata dai cittadini con mutui e sacrifici.

Non si possono adottare criteri diversi tra cittadino e cittadino, appunto per tentare miseramente di  “fare cassa”. I condomini 167 padernesi hanno mostrato, respingendo proposte fuori da ogni logica, una maturità che dovrebbe insegnare qualcosa ai nostri amministratori.



martedì 7 gennaio 2014

Scompare la rassegna stampa di Paderno Dugnano




Il sito istituzionale del Comune di Paderno Dugnano prevede una specifica sezione dedicata alla rassegna stampa, alla pagina:


Lodevole iniziativa, che dovrebbe comunicare ai cittadini, con ragionevole ritardo rispetto all'uscita in edicola, le notizie pubblicate dai principali periodici locali.

Perplessità possono nascere dalla discrezionalità con cui vengono selezionati gli articoli, non ultima l’oscuramento degli articoli che trattano della trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà ponendo in rilievo le posizioni dei cittadini nei confronti del “palazzo” rappresentato dal Sindaco Alparone e dal Vicesindaco Bogani, tuttavia rappresenta sempre uno spazio di informazione a (seppur filtrata) disposizione dei cittadini.

Nell’ultimo periodo non solo è stata oscurata l’azione mediatica nei confronti dell’edilizia popolare, ma ogni pubblicazione è stata trascurata dal sito istituzione di Paderno Dugnano.


Che non si siano verificati episodi di cronaca legati alla sicurezza dei cittadini ?

Che l’interramento della Rho-Monza e delle Milano-Meda sia una argomento archiviato ?

Che le emissioni di ammoniaca al Villaggio Ambrosiano siano un problema definitivamente risolto ?

Che non ci sia traccia di inquinamento (inteso in tutti i sensi) nel nostro territorio ?

Che magicamente Paderno Dugnano sia quell’isola felice che ci vogliono raccontare ?

Sia come sia l’evidenza, il fatto, è che le ultime notizie inserite sul sito istituzionale del comune, quindi non del Sindaco, ma di tutti noi cittadini contribuenti, sono:













Siamo al 7 gennaio 2014, sono ormai passate tutte le festività, e dal 25 novembre 2013 la rassegna stampa è bloccata, le "ultime" notizie sono del 22 novembre 2013.

E’ passato un mese e mezzo, non ci sono giustificazioni.
Sul sito dell'amministrazione solo nebbia sull'informazione.



 A presto Cara Terra Mia

lunedì 16 dicembre 2013

Epidemiologia & Prevenzione: Il progetto EpiAir2




L’inquinamento atmosferico
causato dal traffico veicolare




Il numero 4-5 di Epidemiologia & Prevenzione presenta l’aggiornamento del Progetto EpiAir (Inquinamento atmosferico e salute: sorveglianza epidemiologica e interventi di prevenzione)
sui rischi per la salute dell’inquinamento atmosferico.

I primi dati di questo studio sugli effetti a breve termine degli inquinanti atmosferici (PM10, NO2 e ozono) sono stati pubblicati quattro anni fa, coprivano un periodo di studio di 5 anni, dal 2001 al 2005, e riguardavano 10 città italiane tra cui Milano, mentre con EpiAir2 (per la prima volta in Italia anche il PM2.5) le città monitorate sono diventate 25  e l’analisi temporale è stata estesa al 2010.
La conferma che l’inquinamento atmosferico urbano è originato in gran parte dal traffico veicolare, ed è un tema di assoluta rilevanza per la salute pubblica nelle città italiane.


Tra le debolezze più rilevanti nella gestione locale della mobilità urbana è da segnalare in primo luogo lo sviluppo ridotto di metropolitane e di sistemi tranviari e il ritardo nell’ammodernamento delle reti ferroviarie suburbane, che pongono le città italiane in una posizione evidentemente svantaggiata rispetto ad altre realtà urbane europee analoghe.

E’ ormai ampiamente riconosciuto che l’inquinamento atmosferico rappresenta un serio pericolo per la salute ed è causa di morti premature prevenibili. In Italia, in continuità con i numerosi studi multicentrici sull’effetto dell’inquinamento atmosferico sulla salute, il progetto EpiAir (Inquinamento atmosferico e salute: sorveglianza epidemiologica e interventi di prevenzione) ha analizzato il rapporto tra i principali inquinanti atmosferici, la mortalità e i ricoveri ospedalieri in 10 città italiane nel periodo 2001-2005. Il progetto EpiAir2, ne rappresenta il proseguimento, poiché considera gli anni 2006-2010.

I dati dell’Istituto superiore per la ricerca e la prevenzione ambientale (ISPRA) relativi agli inquinanti più rilevanti in termini di volumi di emissioni elaborati da Legambiente evidenziano che in Italia il trasporto su strada è responsabile di poco più del 20% delle emissioni di PM10, di poco più del 50% delle emissioni di ossidi di azoto e benzene, e di circa il 40% di quelle di ossido di carbonio. Il contributo dei trasporti è più importante nei grandi agglomerati urbani, eccetto quelli in cui sono presenti altre fonti di emissione, quali grandi insediamenti industriali, impianti per la produzione di energia e porti marittimi.

Per esempio, riguardo al primo aspetto, i dati dell’Inventario emissioni aria (INEMAR) di ARPA Lombardia mostrano che nella Provincia di Milano, area con circa 3 milioni di abitanti, i trasporti contribuiscono per il 58% alle emissioni di PM10 e per il 71% a quelli di ossidi di azoto.
Considerando le emissioni imputabili al macrosettore dei trasporti, il maggior contributo al PM10 è dato dalle autovetture e dall’usura di pneumatici, freni e manto stradale, quello agli ossidi di azoto da autovetture e veicoli pesanti, quello all’ossido di carbonio da autovetture e motocicli >50 cc, mentre quello alle emissioni di benzene da autovetture e motocicli <50 cc.

Tali dati dimostrano l’importanza delle politiche adottate in ambito urbano per ridurre l’inquinamento originato dal traffico veicolare e per lo sviluppo di una mobilità sostenibile.

I Piani regionali di risanamento della qualità dell’aria pur non rientrando tra le misure adottate a livello comunale, sembra opportuno introdurre un riferimento ai Piani regionali di risanamento della qualità dell’aria (PRQA) per l’importanza che questi dovrebbero rivestire nella riduzione dell’inquinamento atmosferico a livello locale e per il legame che dovrebbero avere con gli interventi adottati dai Comuni.
In base alla normativa vigente (Decreto Legislativo n.351 del 1999), per le aree in cui il livello di uno o più inquinanti supera i valori limite le Regioni devono predisporre un PRQA affinché queste rientrino entro i limiti di legge, individuando le situazioni e le aree di superamento dei limiti, le fonti emissive che ne sono causa e le misure per il miglioramento della qualità dell’aria.

La crisi economica ha prodotto grandi modifiche nei comportamenti degli italiani in tema di mobilità, con una riduzione rilevante dei consumi di carburante e, più in generale, della domanda di mobilità che sembra avere coinvolto tutti i mezzi individuali di trasporto/mobilità. Questo fa ipotizzare una diminuzione delle emissioni in atmosfera degli inquinanti da traffico. In effetti, i dati relativi ai primi mesi del 2013 hanno mostrato una minor concentrazione degli inquinanti atmosferici, in particolare a Torino e Milano, dove si sono avute le concentrazioni medie e il numero di “sforamenti” più bassi degli ultimi 5 anni (in parte influenzati dalle anomalie meteorologiche del febbraio 2013). Nonostante ciò, e anche se la concentrazione atmosferica degli inquinanti è largamente condizionata dagli andamenti meteorologici, il tetto di 35 superamenti annui del valore medio giornaliero della concentrazione di PM10 è stato superato nel mese di febbraio sia a Milano sia a Torino, solo qualche settimana in ritardo rispetto agli anni precedenti. Pertanto rimane da fare ancora molta strada per far rientrare l’inquinamento atmosferico delle città italiane almeno nei limiti di legge.

In sintesi, tali dati dimostrano l’importanza e la persistente attualità che hanno le politiche adottate in ambito urbano per limitare l’inquinamento originato dal traffico veicolare e per lo sviluppo di una mobilità sostenibile.

In sintesi, pur in presenza di molte iniziative settoriali, sembra essere mancata una strategia nazionale che, pur rispettosa delle peculiarità e del livello di autonomia locali, abbia fornito linee di indirizzo per affrontare in maniera adeguata e coordinata il tema della mobilità sostenibile e dell’inquinamento atmosferico da traffico veicolare. La mancanza di un piano nazionale per la qualità dell’aria, nonostante l’adozione di alcune misure a livello locale, è stata il motivo della bocciatura avvenuta nel 2009 da parte della la Commissione europea della richiesta di deroga al rispetto dei valori limite per il PM10 per la maggior parte delle regioni italiane.

 
Informazioni tratte da: E&P anno 37 (4-5) luglio-ottobre 2013 “Le politiche per la promozione della mobilità sostenibile e la riduzione dell’inquinamento atmosferico causato dal traffico veicolare nelle città partecipanti allo studio EpiAir2”, articolo di Alessandro Barchielli e altri, interamente pubblicato sul sito www.epiprev.it.

L’ostinata volontà di non interrare le grandi arterie che insistono in un ambito urbano fortemente antropizzato quale quello del nord Milano (che entrerà a far parte della città metropolitana), porterà non certo ad un miglioramento della già scarsa qualità dell’aria, ma invece ad un peggioramento della stessa.

Con la “riqualificazione” della Rho – Monza si prevede un incremento del traffico su quella tratta da 80.000 a 220.000 veicoli, e quindi crisi o non crisi, la presenza degli inquinati a Paderno Dugnano e nelle aree limitrofe è inevitabilmente destinata ad aumentare in modo significativo.

L’unica alternativa credibile che tenga conto in primo luogo della salute della persona è l’interramento della Rho - Monza e della Milano – Meda, con sistemi di filtraggio dell’aria all’interno del tunnel che consentano l’abbattimento degli inquinanti. E con lungimiranza pensare a forme di mobilità che vadano a limitare il traffico veicolare privato verso il trasporto pubblico su rotaia, non solo in direzione nord-sud ma anche est-ovest oggi totalmente assenti.


A presto Cara Terra Mia