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sabato 28 gennaio 2017

Venerdì 27 gennaio 2017: le immagini del Giorno della Memoria a Paderno Dugnano



Lo sguardo di Cara Terra Mia, sulla manifestazione al Parco della Memoria nel quartiere di Calderara, la mattina di venerdì 27 gennaio. Il Parco della Memoria sorge al centro di una delle aree economiche e  popolari "167" di Paderno Dugnano.







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A presto Cara Terra Mia

domenica 15 gennaio 2017

mercoledì 27 aprile 2016

sabato 30 gennaio 2016

La commemorazione del giorno della Memoria di sabato 23 gennaio al Parco Nord Milano






Nella giornata di sabato 23-01-2016 dalle ore 14,15 alle ore 15,45 presso il monumento ai Deportati del Parco Nord Milano, si è svolta la Cerimonia dedicata al Giorno Della Memoria, folta la partecipazione (con oltre 1200 presenze) di associazioni di deportati e partigiani, rappresentanti comunali e istituzionali, e di alcune classi di Sesto San Giovanni e Milano, che hanno portato il proprio contributo al ricordo dall’alto valore storico e simbolico.
Quattro corone di alloro sono state deposte ai piedi del monumento, in rappresentanza del Parco Nord e dei vari comuni di Milano.
Vari interventi si sono succeduti, ”il Presidente del Parco Nord Milano Giuseppe Manni” ha citato l’avvocato Gianfranco Maris presidente Nazionale  dell’associazione ex deportati che ci ha lasciato il 14 agosto 2015, ricordando il suo grande impegno per mantenere viva la memoria specie tra i giovani, contro il totalitarismo nazifascista, perché solo la consapevolezza di quel tragico passato può evitare che si possa ripetere.
Alcune ragazze hanno letto toccanti lettere di lavoratori e familiari arrestati e con la forza mandati nei vari campi di concentramento, altri giovani studenti hanno ricordato che simboli e colori diversi permettevano il riconoscimento dello stato e l’appartenenza dei prigionieri.
Giuseppe Valota Presidente ANED di Sesto San Giovanni e M.B. ha parlato ricordando che pur con molte differenze, le guerre, le migrazioni, l’indifferenza dei ricchi paesi occidentali di oggi, possano portare a tetri paragoni o ritorni con il passato.


Renato Cenati presidente A.N.P.I. provincia di Milano nel suo discorso ha detto tra le tante cose, che le manifestazioni nazifasciste, in programma a Milano, sono un’offesa a una città medaglia d’oro della Resistenza, e il ricordo dei morti per la libertà non va mai dimenticato.


Hanno preso quindi la parola il Sindaco di Bresso Ugo Vecchiarelli e in rappresentanza della città metropolitana, il sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chittò, l’assessore del comune di Milano Daniela Benelli, ognuno portando il proprio contributo alla solennità della giornata.

Per ultimo ha preso la parola un esponente RSU della Alstom di Sesto San Giovanni, ultima delle grandi fabbriche ancora esistenti nel Territorio di Sesto San Giovanni comprate recentemente da General Electric, (USA) che ha dichiarato un notevole numero di esuberi. Egli ha richiesto con grande forza, che come i lavoratori nel passato si opposero fino alla morte alla tirannia, oggi la cittadinanza e le istituzioni del territorio si debbano opporre al tentativo di una possibile chiusura della fabbrica che occupa oggi 400 persone.





A presto Cara Terra Mia


martedì 26 gennaio 2016

27 gennaio, il Giorno della Memoria: Auschwitz "FRA UNA STRAGE E L'ALTRA"


da sinistra: Josef Mengele,  Rudolf Hoss (ex comandante di Aushwitz), Josef Kramer e un militare non identificato

Una foto scattata il 22 luglio 1944 a Birkenau. In quello stesso giorno 150 nuovi deportati arrivarono al campo: 21 uomini e 12 donne furono scelti per lavorare, tutti gli altri finirono immediatamente nelle camere a gas.

Si canta e ci si diverte al suono della fisarmonica a Solahutte. In prima fila Harl Hocker, Otto Moll, Rudolf Hoss, Richard Bar, Josef Kramer, Franz Hossler e Josef Mengele.


Ridono, si divertono, scherzano fra di loro, sono reduci da un lauto pranzo. Sono satolli di cibo e di birra. Si esibiscono di fronte al fotografo con gesti da avanspettacolo. Sono contenti. Così li ha colti l’obiettivo in un giorno imprecisato ad Auschwitz. Così erano in quel momento. Ma un’ ora prima? Un’ora dopo? La camera a gas è vicina, a pochi passi, e così il crematorio.
Ridevano allo stesso modo anche quando assistevano all’agonia delle loro vittime? Nella porta blindata che si chiudeva alle spalle delle vittime, uomini donne vecchi bambini, c’era uno spioncino. Qualcuno di loro si divertiva a guardare quello spettacolo di morte?
In una delle foto si vede Rudolf Höss, alto ufficiale delle SS, primo comandante ad Auschwitz fra il 1940 e il 1943.
Höss era uno che era permanentemente tormentato dai problemi tecnologici relativi alla soppressione delle vittime. Mica facile raggiungere gli obiettivi che gli venivano posti dal comando delle SS di Himmler. Anche lui, comunque, una pausa di riposo ogni tanto se la concedeva. Il dovere prima di tutto, ma poi anche un po’ di piacere non guasta. Il giorno di quelle foto l’Armata Rossa è ancora lontana e Rudolf Höss, magari, spera ancora nella vittoria del Terzo Reich. Ma Ivan (così i tedeschi chiamavano i russi) e già in cammino e arriverà, eccome se arriverà, e arriverà anche un giorno dell’aprile del 1947, quando Rufold Höss, dopo un regolare processo, fu impiccato proprio di fronte a quella camera a gas, che lui considerava come una sua creatura.


Fonte: “TRIANGOLO ROSSO” anno XXIV n. 4-5 ottobre-dicembre 2007


Cara Terra Mia, il Comitato dei condomini 167 di Paderno Dugnano invita a partecipare, mercoledì 27 gennaio alle iniziative di commemorazione per la Giornata della Memoria 2016 di Paderno Dugnano 
al Parco della Memoria di via Sibelius nel quartiere di Calderara (area di edilizia economica e popolare “167”).

Alle ore 9.00
 Presidio della Sezione ANPI “A. Cazzaniga” di Paderno Dugnano,
Alle
 ore 9.30
 Corteo da via Italia con i ragazzi dell'I.C. Allende accompagnati dalla Banda Musicale S. Cecilia.
Alle
 ore 10.00
 Deposizione delle corone alla presenza delle autorità e degli studenti del comprensorio scolastico Allende e Croci

A seguire
 Centro ARCI di Calderara – via Cardinal Riboldi, 119 
Proiezione del video "Un viaggio per non dimenticare...", a cura dei proff. Lombardo e Buraschi.
 Interventi commemorativi delle Autorità e conclusioni da parte di un rappresentante A.N.P.I. o A.N.E.D.

A presto Cara Terra Mia

sabato 15 agosto 2015

La scomparsa del Presidente dell’ANED (ASSOCIAZIONE NAZIONALE EX DEPORTATI NEI CAMPI NAZISTI): Gianfranco Maris


 Il comunicato:

Il compagno Gianfranco Maris, presidente dell'ANED e della Fondazione Memoria della Deportazione, ex deportato nei campi di Fossoli, Bolzano, Mauthausen e Gusen, si è spento questa mattina alle 9,51 nella sua casa di Milano, all'età di 94 anni.
Con la sua scomparsa l'ANED perde la sua bandiera, il suo insostituibile punto di riferimento degli ultimi cinquant'anni.
Nel momento del cordoglio e del lutto ci stringiamo alla moglie Rosella, ai figli Floriana e Gianluca e ai familiari tutti in un grande abbraccio. Comunicheremo appena sarà possibile data e modalità dei funerali.
La presidenza dell'ANED
Milano, 14 agosto 2015


Invitiamo all’approfondimento alla pagina:




Dal libro “PER OGNO PIDOCCHIO CINQUE BASTONATE – I miei giorni a Mautthausen “ di Gianfranco Maris, Mondadori Editore, 2011:

NATO TRE VOLTE

Mi chiamo Gianfranco Maris e sono nato tre volte. La prima quando mi partorì mia madre, nella nostra casa di corso Buenos Aires 65 a Milano. Era il 19 gennaio 1921. La seconda nascita è quella ufficiale: 24 gennaio 1921, il giorno in cui mio padre andò in Comune per “registrarmi”. Ancora oggi sulla carta d’identità c’è scritto: nato a Milano il 24 gennaio 1921. Il mio compleanno lo festeggiamo sempre quel giorno lì.
Ma mi considera nato una terza volta il 5 maggio 1945, quando, arrampicato in cima a una scale di una torretta del campo di concentramento di Mauthausen-Gusen, vidi arrivare una camionetta di soldati americani,. Ero giunto in quel campo, dopo un lungo viaggio su un carro bestiame, il 5 agosto dell’anno prima e pensavo che non sarei più tornato a casa. Pesavo 38 chili. Quando vidi quella camionetta, capii che era nato un’altra volta. In effetti, dal 5 agosto al 5 maggio interrono nove mesi esatti: il tempo di un’altra gestazione. Di questa mia terza nascita ricordo tutto, ogni dettaglio.
  


Un triste giorno.


A presto Cara Terra Mia

domenica 16 marzo 2014

" Arriveremo a primavera " - memorie di una deportata.

Segnaliamo dal sito dell’Associazione Nazionale Ex Deportati:

Debora Tresanini, studentessa del Liceo scientifico Parentucelli di Sarzana, ha vinto quest'anno il concorso "Franco Cetrelli", edizione 2013-14, intitolato al più giovane deportato politico italiano, ucciso a Mauthausen.
Debora ha partecipato al concorso con una canzone da lei stessa scritta e interpretata, con l'aiuto della sua insegnante di canto Enrica Bassano. La canzone, "Arriveremo a primavera. Memorie di una deportata", arrangiata dal Maestro Federico Gerini, è anche diventata un videoclip con la regia di Melania Franciosi. L'accompagnamento musicale è stato eseguito al pianoforte dal maestro Gerini, e al violino da Anastassia Ossipova. Nel video compare, accanto a Debora Tresanini, anche Federica Marchini.
Un lavoro corale di altissima qualità che ha convinto la giuria del premio, che ha assegnato a Debora la vittoria, cosa che le consentirà di partecipare quest'anno a un viaggio di approfondimento in un ex Lager nazista.





A presto Cara Terra Mia




sabato 1 febbraio 2014

Celebrazione del Giorno della Memoria al Parco Nord del 25 gennaio: la Città di Paderno Dugnano era presente

Viene segnata la presenza istituzionale della Città di Paderno Dugnano alle celebrazioni del Giorno della Memoria al Parco Nord. Ad integrazione delle notizie già pubblicate evidenziamo l'immagine ricevuta.


Constatiamo che la Città è rappresentata dal Consigliere di opposizione Anelli.

Sembra che non risulti la partecipazione di nessun esponente della maggioranza di centrodestra.
Non segnalato il Sindaco Alparone, non segnalato il Vicesindaco Bogani, non segnalato nessun Assessore, allo stesso modo non segnalato nessun Consigliere di maggioranza.

Forse nel Giorno della Memoria il centrodestra padernese si è dimenticato di partecipare.

A presto Cara Terra Mia

giovedì 30 gennaio 2014

Diamo un futuro alla memoria: Le immagini delle celebrazioni

25 gennaio al Parco Nord


Dall'1 all'8 marzo 1944 i Comitati segreti di agitazione del triangolo industriale organizzarono lo sciopero generale. Il sostegno di tutti i partiti del CLN fu unanime e il Partito Comunista clandestino vi profuse uno straordinario impegno organizzativo. Le fabbriche furono bloccate, tecnici e impiegati scesero in sciopero al fianco degli operai. Le rivendicazioni erano di natura politica e la svolta nella conduzione delle lotte fu evidente.
La repressione nazifascista fu durissima e fu attuata sulla base di precisi elenchi fatti compilare dalle direzioni aziendali, dove figuravano, accanto a noti "sovversivi" già confinati o passati per il Tribunale Speciale, lavoratori antifascisti e operai specializzati. 215 lavoratori vennero catturati in fabbrica e a casa, 211 vennero deportati nei lager nazisti, 163 vi morirono, 2 vennero fucilati al Poligono di Cibeno, 5 morirono dopo il loro rientro per le conseguenze della deportazione.
(da "STREIKERTRANSPORT - La deportazione politica nell'area industriale di Sesto San Giovanni 1943-1945" di Giuseppe Valota)



 


27 gennaio al Parco della Memoria di Paderno Dugnano

Anche Paderno Dugnano ha pagato il suo contributo di sangue alla Seconda Guerra Mondiale. Oltre 50 sono i militari morti in zona di guerra e ricordati nel Monumento ai Caduti, cui si aggiungono i nostri concittadini civili morti a causa dei bombardamenti alleati su Milano, della deportazione o per cause di guerra non meglio definite né definibili attraverso successive ricerche.
(da "LA PAURA E IL CORAGGIO - La Resistenza a Paderno Dugnano - Cap. IV I nostri caduti nella guerra partigiana")





A presto Cara Terra Mia

domenica 26 gennaio 2014

27 gennaio: il Giorno della Memoria




La legge del 20 luglio 2000, n. 211 ha oggetto "Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti":
Art. 1.
1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2.
1. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.


Testo scritto da Primo Levi in occasione dell'inaugurazione 
del Memorial italiano ad Auschwitz.
Aprile 1980

La storia della Deportazione e dei campi di sterminio, la storia di questo luogo, non può essere separata dalla storia delle tirannidi fasciste in Europa: dai primi incendi delle Camere di Lavoro nell’Italia del 1921, ai roghi di libri sulle piazze della Germania del 1933, alla fiamma nefanda dei crematori di Birkenau, corre un nesso non interrotto.
È vecchia sapienza, e già così aveva ammonito Enrico Heine, ebreo e tedesco: chi brucia libri finisce col bruciare uomini, la violenza è un seme che non si estingue.
È triste ma doveroso rammentarlo, agli altri ed a noi stessi: il primo esperimento europeo di soffocazione del movimento operaio e di sabotaggio della democrazia è nato in Italia.
È il fascismo, scatenato dalla crisi del primo dopoguerra, dal mito della «vittoria mutilata», ed alimentato da antiche miserie e colpe; e dal fascismo nasce un delirio che si estenderà, il culto dell’uomo provvidenziale, l’entusiasmo organizzato ed imposto, ogni decisione affidata all’arbitrio di un solo.
Ma non tutti gli italiani sono stati fascisti: lo testimoniamo noi, gli italiani che siamo morti qui. Accanto al fascismo, altro filo mai interrotto, è nato in Italia, prima che altrove, l’antifascismo.
Insieme con noi testimoniano tutti coloro che contro il fascismo hanno  combattuto e che a causa del fascismo hanno sofferto, i martiri operai di Torino del 1923, i carcerati, i confinati, gli esuli, ed i nostri fratelli di tutte le fedi politiche che sono morti per resistere al fascismo restaurato dall’invasore nazionalsocialista. E testimoniano insieme a noi altri italiani ancora, quelli che sono caduti su tutti i fronti della II Guerra Mondiale, combattendo malvolentieri e disperatamente contro un nemico che non era il loro nemico, ed accorgendosi troppo tardi dell’inganno. Sono anche loro vittime del fascismo: vittime inconsapevoli. Noi non siamo stati inconsapevoli.
Alcuni fra noi erano partigiani; combattenti politici; sono stati catturati e deportati negli ultimi mesi di guerra, e sono morti qui, mentre il Terzo Reich crollava, straziati dal pensiero della liberazione così vicina. La maggior parte fra noi erano ebrei: ebrei provenienti da tutte le città italiane, ed anche ebrei stranieri, polacchi, ungheresi, jugoslavi, cechi, tedeschi, che nell’Italia fascista, costretta all’antisemitismo dalle leggi di Mussolini, avevano incontrato la benevolenza e la civile ospitalità del popolo italiano. Erano ricchi e poveri, uomini e donne, sani e malati.
C’erano bambini fra noi, molti, e c’erano vecchi alle soglie della morte, ma tutti siamo stati caricati come merci sui vagoni, e la nostra sorte, la sorte di chi varcava i cancelli di Auschwitz, è stata la stessa per tutti.
Non era mai successo, neppure nei secoli più oscuri, che si sterminassero esseri umani a milioni, come insetti dannosi: che si mandassero a morte i bambini e i moribondi. Noi, figli cristiani ed ebrei (ma non amiamo queste distinzioni) di un paese che è stato civile, e che civile è ritornato dopo la notte del fascismo, qui lo testimoniamo. In questo luogo, dove noi innocenti siamo stati uccisi, si è toccato il fondo delle barbarie.
Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo.
Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai.
Primo Levi

Diverse le “categorie” da sterminare per i nazisti:


Ma i campi di concentramento non hanno visto la conclusione della loro triste storia il 27 gennaio.
Il 5 maggio 1945, solo tre giorni prima della capitolazione, senza condizioni, delle forze armate tedesche, la Terza armata americana raggiunse il campo di concentramento di Mauthausen, il solo classificato di "classe 3" (come campo di punizione e di annientamento attraverso il lavoro), già liberato dal comitato clandestino internazionale.


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari 


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
 e fui contento,

perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
 e stetti zitto,
perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato,
perché mi erano fastidiosi.
Ma poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente,
perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.


Bertolt Brecht

il Comitato CaraTerra Mia, per non dimenticare