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sabato 19 agosto 2017
martedì 1 agosto 2017
giovedì 3 agosto ore 20,30: iniziativa per impedire la cementificazione del parco di via Gorizia
Riceviamo e volentieri segnaliamo.
A fronte
dell'ormai inevitabile decisione della giunta padernese di rendere
edificabile il parco di Via Gorizia, il circolo PRC A. Casaletti esprime la
propria contrarietà in merito a tale provvedimento poiché il polmone verde
ubicato a ridosso delle varie corsie delle arterie Rho-Monza e Milano Meda
costituisce importante barriera contro un inquinamento sempre più elevato.
Inoltre si ribadisce l'importanza di una zona verde che anche se poco
frequentata risulta luogo importante da difendere dopo aver assistito a tagli
inutili di alberi secolari durante i mesi passati. Esistono numerose aree
dismesse che potrebbero essere bonificate anziché far ricadere tali scelte su
beni ad uso comune della cittadinanza che ne verrebbe penalizzata da qualsiasi
punto di vista.
SALVIAMO IL
PARCO NO ALLA CEMENTIFICAZIONE
Le compagne ed i
compagni del circolo PRC A.Casaletti
Prossimo incontro
"Porta una sedia al parco" No alla
cementificazione
giovedì 3 agosto ore 20,30 al parco di Via Gorizia
PRC - Circolo A. Casaletti Paderno Dugnano
A presto Cara Terra Mia
domenica 25 settembre 2016
REVNION di Dario Vergari: “la recente inaugurazione, lì dove da tempo immemore avrebbe dovuto essere costruito un ponte, di un tunnel”
Spesso la letteratura anticipa la
visione del futuro. Lo scrittore ha immaginato la costruzione di un tunnel
sottomarino bello, sicuro, adatto non solo ai veicoli, ma anche ai pedoni e ai
ciclisti, con un’aria pulita e la presenza di alberi e siepi.
Parlare di ciò a Paderno Dugnano,
la Città che “non è Capri”, secondo
un’illuminata espressione di Giovanni De Nicola, già assessore alla mobilità
della Provincia di Milano esplicitata proprio in una Commissione Mobilità e
Trasporti nel luglio del 2010 per avallare il progetto in superficie di 14
corsie, e depennando quindi ogni ipotesi di interramento.
Intanto le 14 corsie, lentamente (si
pensi che l’opera doveva essere finita prima
dell’apertura dell’EXPO 2015), ma inesorabilmente, avanzano.
Non solo l’assessore De Nicola,
ma probabilmente anche molti cittadini non hanno pensato che si potesse fare
nel nostro territorio qualcosa di così bello, come immaginato dallo scrittore. Nessuno
avrà pensato a trasparenze nel passaggio sotto il fiume Seveso, ma tanti però hanno
sperato nella costruzione di un normale tunnel interrato, al posto di un mare
di asfalto, ponti, sopraelevate e muri mastodontici, costruzioni anacronistiche
nel nostro tempo in un ambito urbano fortemente antropizzato.
Cap. XXIX
-Silenzi-
Prese un ritaglio
di giornale dallo zaino, l’articolo riguardava la recente inaugurazione, lì
dove da tempo immemore avrebbe dovuto essere costruito un ponte, di un tunnel
sottomarino. Il lungo budello era stato realizzato in massima parte
con materiali plastici trasparenti. Un sistema di ammortizzatori idraulici
avrebbe assorbito eventuali scosse telluriche in modo da rendere innocuo anche
un forte terremoto. Si scrollò di dosso quel pensiero. Seguì i cartelli
luminosi che indicavano l’ingresso pedonale, poco più di tre chilometri per
scarpinare attraverso quel lembo di mare. Dall’esterno non sembrava niente più
di un ingresso di una qualunque metropolitana, scale mobili e luci al neon.
All’interno coloratissimi murales dipinti da bambini delle scuole locali
abbellivano le pareti dei lunghi corridoi, era tutto un fiorire di pesci e
persone che nuotavano tra gli alberi. Quando la scala mobile terminò nella
cupola trasparente da dove iniziava il tunnel le cose cambiarono. La
costruzione era imponente, un arcata alta quanto una casa di sei piani,
illuminata a giorno da luci che scintillavano come diamanti incastonati nel blu
notturno. Uno schermo televisivo circolare correva tutto intorno alle pareti,
riproduceva immagini dell’intera lunghezza del tunnel, dall’ingresso fino
all’uscita della parte opposta. Un sentiero di led luminosi che si snodava nel
pavimento guidava i visitatori all’ingresso della galleria vera e propria,
larga a sufficienza per contenere una parata militare, se ancora fossero
esistite. Si incamminò guardandosi intorno affascinato. La lontana volta dello
scavo lasciava intravedere le cieche acque notturne, si ripromise di tornarci
di giorno per vedere che effetto faceva con il sole. La struttura del tunnel
che collegava il continente all’isola era costituita da sezioni lunghe una
cinquantina di passi unite tra loro da giunzioni fatte di un metallo dall’aspetto
poroso, gli faceva venire in mente un bruco addormentato. Sfiorò con le dita le
pareti trasparenti, erano scivolose al tatto e si increspavano lievi. La
superficie sembrava liquida,
quasi unta, ma non ne restava alcuna traccia sui polpastrelli. La pista pedonale affiancava quella ciclabile, accanto a queste, ma
separate da una barriera dello stesso materiale viscido e trasparente,
correvano le corsie per gli autoveicoli. C’erano filari di alberi e siepi e
l’aria odorava di verde. Stava camminando da almeno quindici minuti,
dietro di sé nient’altro che un bianco serpente translucido circondato dal blu.
Una coppietta lo superò a passo di jogging salutandolo, lui in risposta gli
sorrise lanciandogli un bacio. In vari punti lungo il percorso alcune lampade all’esterno
del tunnel rischiaravano le acque circostanti, poteva così scorgere numerosi
pesci curiosi che lo guardavano come se fosse lui, ora, quello nell’acquario. Una gioia sottile lo percorse, il futuro luminoso che fin da bambino si
era immaginato era finalmente giunto
Si consiglia la lettura.
Dario Vergari, poliedrico artista pesarese, è da anni radicato nel
territorio a nord di Milano.
Buona lettura!
A presto Cara Terra Mia
lunedì 25 luglio 2016
Rho-Monza: Ezio Casati: "Positivo l'incontro al Mit sulle opere di inserimento urbano"
Riceviamo e
volentieri pubblichiamo.
Comunicato stampa
Nuova Rho-Monza: on.le Ezio Casati:
"Positivo l'incontro al Mit sulle opere di
inserimento urbano"
Milano, 25 luglio 2016
"Guardiamo positivamente al
futuro della nuova Rho-Monza, con le opere d'inserimento urbano e mitigazione
ambientale". Questo il commento dell'on.le Ezio Casati al termine
dell'incontro tenutosi oggi presso la sede milanese del Mit - Ministero dei
Trasporti.
Al centro dell'incontro, al quale
hanno aderito i rappresentanti dell'amministrazione comunale di Paderno
Dugnano, i tecnici del Ministero e i rappresentanti del CCirm, le opere
d'inserimento urbano e più in generale la mitigazione dell'impatto ambientale
sul territorio interessato dalla nuova Rho-Monza.
"Si prospetta - spiega
l'onorevole Ezio Casati - un impegno comune per un rafforzamento delle opere di
inserimento urbano ed ambientale. Sarà fatto un progetto definitivo partendo
dalla base dello studio realizzato dai tecnici del Comitato Cirm".
"Tra fine settembre e la metà
di ottobre - conclude Casati - ci siamo dati appuntamento per fare il punto
della situazione".
on.le Ezio Casati
A presto Cara Terra Mia
venerdì 17 giugno 2016
RHO-MONZA: lunedì 20 giugno ASSEMBLEA PUBBLICA
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mercoledì 15 giugno 2016
CCIRM: Comunicato stampa del 14 giugno "E adesso parliamo di mitigazioni ambientali"
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mercoledì 3 febbraio 2016
Rho-Monza: le ultime dal CCIRM
SE QUALCUNO HA PENSATO DI AVERCI
PIEGATI
SI E’ SBAGLIATO!
Le sentenze
avverse di T.A.R e Consiglio di Stato hanno seppellito definitivamente
ogni speranza di ottenere l’interramento. E questo ha provocato,
comprensibilmente , un allentamento della tensione positiva che ha sempre
sostenuto i cittadini impegnati nella opposizione al progetto vergognoso
che abbiamo sotto gli occhi. Nonostante questo e come ribadito nell’ultima
assemblea pubblica del 27 Ottobre scorso, il CCIRM prosegue la sua
attività che , necessariamente, cambia il profilo di azione.
Come
dimostreranno i documenti che ci apprestiamo a pubblicare, non è venuta meno
nel modo più assoluto, la necessità di vigilare costantemente sull’attività
delle imprese chiamate a realizzare il capolavoro del secolo a Paderno. E
questo continueremo a fare , visto che gli enti incaricati di
vigilare sulla corretta esecuzione delle attività sembrano avere qualche
difficoltà a farlo e ad imporsi.
L’altro
versante di attività, anch’esso trattato nell’ultima assemblea pubblica,
sarà vigilare sulla qualità ed efficacia delle mitigazioni ambientali
previste e sui soggetti coinvolti. L’unico ed estremo baluardo che
è rimasto per proteggere dall’inquinamento le zone interessate è
rappresentato dagli alberi, tanti alberi e di qualità. Si sta progettando
questo? Lo verificheremo.
Commento della sentenza Consiglio
di Stato
Riprendiamo da
dove eravamo rimasti……..
La Giustizia
non premia i cittadini.
Utilizziamo un
temine improprio. In realtà non è la giustizia che boccia le legittime
aspirazioni dei cittadini di Paderno Dugnano che vorrebbero vedersi
riconosciuto il diritto costituzionale a vivere in un ambiente salubre, ma sono
semplicemente degli uomini. Uomini chiamati a fare i giudici. Giudici
che non hanno avuto il coraggio di decidere e hanno trovato la via
di uscita in una sentenza che non chiarisce, ancora una volta, quali
siano i reali motivi che hanno impedito ai cittadini di vedere riconosciute
le loro istanze.
Sarebbe facile
proseguire con questa litania sentita più e più volte nel corso degli ultimi
anni, ma qui si descrivono fatti, non si comunica per fare proselitismo e
soprattutto non si fomentano rabbie: le sentenze si possono commentare ma di
certo vanno rispettate.
Di fatto, nel
nostro caso, riteniamo che la pronuncia del Consiglio di Stato sia poco
approfondita: non sono state esaminate a fondo le doglianze del comitato, sono
state semplificate in modo tale da giustificare una risposta generica e imprecisa.
Nessuno dei documenti e nessuna delle circostanze che avevamo richiamato nel
ricorso ha ricevuto puntuale riscontro da parte del Collegio Lo sforzo, da
parte dei giudici, è stato davvero minimo.
Chiarito
questo, spendiamo due parole sul testo della sentenza di cui già si è parlato
molto nell’ultima assemblea pubblica.
Ripercorriamone
alcuni passaggi.
Nel ricorso si
propone “la censura sulla mancata considerazione, per ragioni di sostenibilità
prettamente economiche, della possibilità di interrare almeno un tratto
dell’autostrada, nella parte situata in prossimità delle abitazioni”; ed il
giudice così motiva il non accoglimento:
“va rilevato
come i documenti acquisiti al giudizio abbiano evidenziato come l’alternativa
progettuale emersa nel corso del procedimento fosse stata
effettivamente valutata dai soggetti pubblici procedenti, dando
così contezza di una correttezza procedimentale nella considerazione di
possibili soluzioni diverse. Essa è stata tuttavia scartata, sia per
ragioni di costo maggiore (e ciò in particolare riferimento al progetto
indicato come quello dei Comuni, che addirittura prevedeva più
gallerie), come pure per il maggior impatto ambientale che avrebbe
determinato, dato dal raddoppio dei livelli di concentrazioni di inquinanti nei
tratti esterni alle gallerie, rispetto a quelli prevedibili in assenza di
interramento (cfr. parere n. 1301 del 19 luglio 2013, pag. 9: all. 6 di Milano
Serravalle). Non vi sono quindi ragioni per contrastare la scelta operata.”
È chiaro che
chi scrive non ha contezza dei progetti di cui si parla. È lo stesso Ministero
dell’Ambiente che, essendo il soggetto titolare dello svolgimento delle
procedure connesse alla valutazione di impatto ambientale, smentisce
clamorosamente l’assunto proposto dal giudice.
Infatti , dal
verbale del tavolo tecnico del 21/01/2015, istituito con D.M. V.I.A. nr. 2 del
07/01/14 è possibile estrapolare questi eloquenti passaggi:
“Il Dott. Geol. Carlo Di Gianfrancesco, delegato del
Ministero dell’Ambiente [omissis]Dichiara
che l’esito del Tavolo Tecnico è subordinato al decreto VIA.
Rappresenta la necessità di non escludere subito l’ipotesi del
sottoattraversamento, il cui progetto non figurava tra le
alternative poste nella VIA svolta [omissis] Si riserva,
nel caso in cui i tempi del crono programma non venissero rispettati, di
rivedere il progetto” ed ancora “[omissis] Prende atto della dichiarazione
del rappresentante della Società Serravalle (ndr. Società
concessionaria) che il progetto in sottoattraversamento è
tecnicamente fattibile. Precisa altresì che non è possibile
ridurre solo all’aspetto economico e tempistico il progetto, ma occorre
valutarlo anche sotto l’aspetto tecnico. Dichiara che al Ministero
dell’Ambiente non è mai arrivato il progetto con l’interramento e la creazione
di galleria e che quindi non è stato possibile visionarlo.”
Sarebbe stato
sufficiente che il giudice estensore leggesse l’inciso sopra citato, peraltro
integralmente riportato nel ricorso proposto, per far sì che non prendesse un
abbaglio tanto eclatante quanto devastante nel percorso giuridico seguito dai
cittadini.
Ma questo non è
tutto. Il giudice si spinge oltre, sino a certificare una non meglio precisata
valutazione, non si capisce fatta da chi, che vorrebbe sia stato considerato un
progetto che presentava addirittura svariate gallerie: “particolare
riferimento al progetto indicato come quello dei Comuni, che
addirittura prevedeva più gallerie”. Quell’avverbio “addirittura”
ci fa nuovamente rabbrividire, perché è di nuovo lapalissiano che chi scrive non
sa di cosa parla. È chiaro a tutti gli addetti ai lavori, Serravalle e co.
inclusi, che le gallerie sono più di una ma ricadono sullo stesso tratto (con
anzi qualche centinaio di metri in meno. Per chiarirci, non sono addirittura di
più, ma è lo spezzettamento della stessa galleria che un progetto mai valutato
avrebbe voluto realizzare per la tutela della salute pubblica.
Una ulteriore
conferma indiretta dello scarso approfondimento dei rilievi sollevati nel
nostro ricorso è rintracciabile nel paragrafo della sentenza che tratta la
compensazione delle spese processuali quando si afferma “ Sussistono peraltro
motivi per compensare integralmente tra le parti le spese processuali,
determinati dalle oggettive difficoltà di accertamenti in fatto, idonee a incidere
sulla esatta conoscibilità a priori delle rispettive ragioni delle parti…”
Le cronache
recenti raccontano il superamento continuo dei valori di soglia del PM10. Ma
come fare per trattare l’aria e le emissioni inquinanti degli automezzi? Bè, la
risposta l’abbiamo data più volte, con gallerie provviste di filtri che possano
ripulire l’aria immessa nel tratto interrato. Chiaro, semplice, efficace.
Troppo per questi signori.
Purtroppo è andata così……..
A presto Cara Terra Mia
giovedì 14 gennaio 2016
Aria di Paderno Dugnano, parole al tavolo. A quando i fatti?
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sabato 2 gennaio 2016
Pm10: inizio anno col botto
Fonte:
Segnaliamo inoltre il
comunicato di ARPA Lombardia dove viene tracciata una qualità dell’aria sempre
negativa dal 2002 al 2015.
Riteniamo che occorra
pensare ad un diverso tipo di sviluppo, partendo dal territorio, dove non è
conciliabile con la salute dei cittadini la presenza a cielo aperto (spesso al
di sopra delle finestre delle nostre abitazioni) di arterie di grande mobilità,
quali la Milano-Meda e la Rho-Monza.
Intanto avanza il
cantiere del “mostro” della Rho-Monza e rimangono al palo le opere sostenibili
quali la metrotranvia Milano-Seregno, dove il vecchio tram, ormai da alcuni
anni, è sostituito da più inquinanti autobus.
A presto
Cara Terra Mia
domenica 20 dicembre 2015
PM10: la situazione a sabato 19 dicembre
domenica 6 dicembre 2015
I valori di PM10 degli ultimi 15 giorni nella Città Metropolitana di Milano
venerdì 4 dicembre 2015
Relazione Agenzia Europea dell’Ambiente “Qualità dell’aria in Europa”
La relazione
studia l'esposizione della popolazione europea agli inquinanti atmosferici e
fornisce un'istantanea sulla qualità dell'aria. Secondo lo studio, la maggior
parte degli abitanti delle città continua ad essere esposta a livelli di
inquinanti atmosferici che l'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) non
ritiene sicuri.
Tra i 28
Paesi dell’Unione europea l’Italia è quello con il più
alto numero di morti
premature rispetto alla normale aspettativa di vita a causa dell’inquinamento
dell’aria. Nel 2012 si sono registrati 84.400 decessi di questo
tipo, su un totale di 491mila a livello Ue. Tre gli agenti killer
responsabili del record negativo: le micro polveri sottili (Pm2.5),
il biossido di azoto (NO2) e l’ozono, quello presente nei bassi
strati dell’atmosfera (O3). A questi inquinanti lo studio attribuisce
rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia.
L’area più colpita in Italia dal problema delle
micro polveri si conferma quella della Pianura padana, in particolare Brescia, Monza e Milano ma anche Torino, che oltrepassano il
limite fissato a livello Ue di una concentrazione media annua di 25 microgrammi
per metro cubo d’aria.
Il bilancio più
grave se lo aggiudicano le micropolveri sottili, che provocano 403mila vittime nell’Ue a 28 e 432mila nel
complesso dei 40 Paesi europei considerati dallo studio. L’impatto stimato
dell’esposizione al biossido di azoto e all’ozono invece è rispettivamente di
circa 72mila e 16mila vittime precoci nei 28 Paesi Ue e di 75mila e 17mila per
40 Paesi europei.
"Nonostante
i miglioramenti continui degli ultimi decenni, l'inquinamento atmosferico
incide ancora sulla salute degli europei, riducendo la qualità e l'aspettativa
di vita" ha affermato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo dell'AEA.
"Inoltre, ha un impatto economico notevole, poiché aumenta i costi
sanitari e riduce la produttività con la perdita di giorni lavorativi in tutti
i settori dell'economia".
Oltre alla salute, gli inquinanti
atmosferici hanno un effetto nocivo sulla vita vegetale e sugli ecosistemi.
Tali problemi, unitamente all'eutrofizzazione provocata dall'ammoniaca (NH3) e
dall'ossido di azoto (NOx) e ai danni causati dall'O3 sulle piante, sono ancora
diffusi in Europa.
![]() |
| La situazione delle micro polveri sottili PM10 |
Il particolato può causare o
aggravare le patologie cardiovascolari e polmonari, gli infarti cardiaci e le
aritmie, e può provocare il cancro. Nel 2013, l'87 % della popolazione
urbana nell'UE era esposto a concentrazioni di PM2,5 superiori ai valori
definiti dall'OMS per proteggere la salute umana. Le norme dell'UE in materia
di qualità dell'aria sono meno rigide e solo il 9 % era esposto al PM2,5
oltre il valore obiettivo dell'UE. Migliorare la qualità dell'aria in Europa presenta
vantaggi evidenti: rispettare i valori limite dell'OMS in materia di qualità
dell'aria porterebbe a un calo di un terzo delle concentrazioni di PM2,5, ossia
144 000 morti premature in meno rispetto alla situazione attuale. PM2,5 si
riferisce a particelle di diametro pari o inferiore a 2,5 μm. Le
particelle di piccole dimensioni possono penetrare in profondità nei polmoni.
![]() |
| La situazione delle micro polveri sottili PM2,5 |
L'esposizione all'ozono nelle
città resta molto elevata: il 98 % della popolazione urbana nell'UE-28 è
stato esposto a concentrazioni di O3 superiori ai valori previsti dalle linee
guida dell'OMS nel 2013. Il 15 % è stato esposto a concentrazioni
superiori al valore obiettivo dell'UE (meno rigido) per l'O3. Le concentrazioni
di ozono danneggiano anche le colture agricole, le foreste e le piante
riducendone velocità di crescita e resa. L'obiettivo a lungo termine per la
protezione della vegetazione dall'O3 è stato superato in relazione
all'86 % dell'intera superficie agricola dell'UE-28.
![]() |
| La situazione dell'Ozono |
Il biossido di azoto colpisce
direttamente il sistema respiratorio, ma contribuisce anche alla formazione di
PM e O3. Nel 2013, il 9 % della popolazione urbana nell'UE-28 è stato
esposto a concentrazioni di NO2 superiori ai valori limite fissati dall'OMS, e
a valori analoghi dell'UE, con il 93 % dei superamenti avvenuti in
prossimità di strade.
Il benzo(a)pirene
è un inquinante organico cancerogeno che si forma solitamente dalla combustione
del legno; l'esposizione al BaP è diffusa, soprattutto in Europa centrale e
orientale. Nel 2013, un quarto della popolazione urbana nell'UE-28 è stato
esposto a concentrazioni di BaP superiori al valore obiettivo e il 91 % è
stato esposto a concentrazioni di BaP oltre il livello di riferimento stimato
sulla base dei parametri di rischio dell'OMS.
Le emissioni di anidride solforosa
(SO2) sono diminuite in modo significativo negli ultimi decenni grazie alla
legislazione dell'UE, che richiede l'uso di tecnologie di depurazione delle
emissioni e un ridotto contenuto di zolfo nei carburanti. Nel 2013 il valore
limite di SO2 nell'UE è stato superato solo in alcuni casi.
Nel 2013 le
concentrazioni di monossido di carbonio, benzene e metalli pesanti
(arsenico, cadmio, nichel e piombo) nell'aria esterna sono state generalmente
basse nell'UE, con pochi casi di superamento dei rispettivi limiti e valori
obiettivo fissati dalla normativa UE.
Fonti:
A Paderno Dugnano, strategicamente
collocato tra Monza e Milano, cioè dove il problema delle micro polveri è più
sentito a livello non solo italiano, ma europeo, con un’aspettativa di vita
minore a causa dell’inquinamento dell’aria, si pensano (e realizzano) strade ad
alto impatto ambientale a due passi dalle case e dai polmoni dei cittadini.
A presto Cara Terra
Mia
mercoledì 11 novembre 2015
Partito Democratico: Perché non sappiamo mai niente di 167 (e altro) ?
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