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sabato 19 agosto 2017
giovedì 29 settembre 2016
1° ottobre 2016: Seveso 40 anni dalla bonifica
Riceviamo e volentieri segnaliamo
l’iniziativa relativa alle questioni ambientali del nord-Milano di cui
fattivamente si occupa il Coordinamento No Pedemontana impegnato sul tema della
bonifica della zona contaminata dalla diossina (zona Seveso-Meda), perchè
qualora dovessero proseguire i lavori di costruzione del tratto B2
dell'autostrada Pedemontana Lombarda, si dovrà "ripulire" la zona
interessata.
Si è ancora in attesa dei risultati
della campagna di carotaggi avviata da Regione Lombardia nella scorsa
primavera, ma già si parla di bonifica dei terreni lungo il tracciato
autostradale (e non di tutte le aree della zona).
Il Coordinamento, inoltre, segnala l’iniziativa nell'ambito
delle celebrazione ufficiali del 40esimo dell'ICMESA:
40 anni dalla Bonifica
1° ottobre 2016
ore 10.00-13.00
sala polifunzionale del
Bosco delle Querce via Ada Negri, Seveso.
La storia e le condizioni della
bonifica operata a Seveso: un confronto tra l'esperienza e il modello locale
con altre bonifiche operate in questi decenni in Regione. Seguirà una
visita guidata alle vasche di raccolta del materiale contaminato.
Anche Paderno ha subito, e sta subendo,
sul proprio territorio decisioni prese da istituzioni che non rispettano nè i
cittadini nè l'ambiente in cui vivono, come la Rho-Monza, il nuovo impianto di
smaltimento rifiuti e le vasche di laminazione.
A presto
Cara Terra Mia
domenica 25 settembre 2016
REVNION di Dario Vergari: “la recente inaugurazione, lì dove da tempo immemore avrebbe dovuto essere costruito un ponte, di un tunnel”
Spesso la letteratura anticipa la
visione del futuro. Lo scrittore ha immaginato la costruzione di un tunnel
sottomarino bello, sicuro, adatto non solo ai veicoli, ma anche ai pedoni e ai
ciclisti, con un’aria pulita e la presenza di alberi e siepi.
Parlare di ciò a Paderno Dugnano,
la Città che “non è Capri”, secondo
un’illuminata espressione di Giovanni De Nicola, già assessore alla mobilità
della Provincia di Milano esplicitata proprio in una Commissione Mobilità e
Trasporti nel luglio del 2010 per avallare il progetto in superficie di 14
corsie, e depennando quindi ogni ipotesi di interramento.
Intanto le 14 corsie, lentamente (si
pensi che l’opera doveva essere finita prima
dell’apertura dell’EXPO 2015), ma inesorabilmente, avanzano.
Non solo l’assessore De Nicola,
ma probabilmente anche molti cittadini non hanno pensato che si potesse fare
nel nostro territorio qualcosa di così bello, come immaginato dallo scrittore. Nessuno
avrà pensato a trasparenze nel passaggio sotto il fiume Seveso, ma tanti però hanno
sperato nella costruzione di un normale tunnel interrato, al posto di un mare
di asfalto, ponti, sopraelevate e muri mastodontici, costruzioni anacronistiche
nel nostro tempo in un ambito urbano fortemente antropizzato.
Cap. XXIX
-Silenzi-
Prese un ritaglio
di giornale dallo zaino, l’articolo riguardava la recente inaugurazione, lì
dove da tempo immemore avrebbe dovuto essere costruito un ponte, di un tunnel
sottomarino. Il lungo budello era stato realizzato in massima parte
con materiali plastici trasparenti. Un sistema di ammortizzatori idraulici
avrebbe assorbito eventuali scosse telluriche in modo da rendere innocuo anche
un forte terremoto. Si scrollò di dosso quel pensiero. Seguì i cartelli
luminosi che indicavano l’ingresso pedonale, poco più di tre chilometri per
scarpinare attraverso quel lembo di mare. Dall’esterno non sembrava niente più
di un ingresso di una qualunque metropolitana, scale mobili e luci al neon.
All’interno coloratissimi murales dipinti da bambini delle scuole locali
abbellivano le pareti dei lunghi corridoi, era tutto un fiorire di pesci e
persone che nuotavano tra gli alberi. Quando la scala mobile terminò nella
cupola trasparente da dove iniziava il tunnel le cose cambiarono. La
costruzione era imponente, un arcata alta quanto una casa di sei piani,
illuminata a giorno da luci che scintillavano come diamanti incastonati nel blu
notturno. Uno schermo televisivo circolare correva tutto intorno alle pareti,
riproduceva immagini dell’intera lunghezza del tunnel, dall’ingresso fino
all’uscita della parte opposta. Un sentiero di led luminosi che si snodava nel
pavimento guidava i visitatori all’ingresso della galleria vera e propria,
larga a sufficienza per contenere una parata militare, se ancora fossero
esistite. Si incamminò guardandosi intorno affascinato. La lontana volta dello
scavo lasciava intravedere le cieche acque notturne, si ripromise di tornarci
di giorno per vedere che effetto faceva con il sole. La struttura del tunnel
che collegava il continente all’isola era costituita da sezioni lunghe una
cinquantina di passi unite tra loro da giunzioni fatte di un metallo dall’aspetto
poroso, gli faceva venire in mente un bruco addormentato. Sfiorò con le dita le
pareti trasparenti, erano scivolose al tatto e si increspavano lievi. La
superficie sembrava liquida,
quasi unta, ma non ne restava alcuna traccia sui polpastrelli. La pista pedonale affiancava quella ciclabile, accanto a queste, ma
separate da una barriera dello stesso materiale viscido e trasparente,
correvano le corsie per gli autoveicoli. C’erano filari di alberi e siepi e
l’aria odorava di verde. Stava camminando da almeno quindici minuti,
dietro di sé nient’altro che un bianco serpente translucido circondato dal blu.
Una coppietta lo superò a passo di jogging salutandolo, lui in risposta gli
sorrise lanciandogli un bacio. In vari punti lungo il percorso alcune lampade all’esterno
del tunnel rischiaravano le acque circostanti, poteva così scorgere numerosi
pesci curiosi che lo guardavano come se fosse lui, ora, quello nell’acquario. Una gioia sottile lo percorse, il futuro luminoso che fin da bambino si
era immaginato era finalmente giunto
Si consiglia la lettura.
Dario Vergari, poliedrico artista pesarese, è da anni radicato nel
territorio a nord di Milano.
Buona lettura!
A presto Cara Terra Mia
lunedì 25 luglio 2016
Rho-Monza: Ezio Casati: "Positivo l'incontro al Mit sulle opere di inserimento urbano"
Riceviamo e
volentieri pubblichiamo.
Comunicato stampa
Nuova Rho-Monza: on.le Ezio Casati:
"Positivo l'incontro al Mit sulle opere di
inserimento urbano"
Milano, 25 luglio 2016
"Guardiamo positivamente al
futuro della nuova Rho-Monza, con le opere d'inserimento urbano e mitigazione
ambientale". Questo il commento dell'on.le Ezio Casati al termine
dell'incontro tenutosi oggi presso la sede milanese del Mit - Ministero dei
Trasporti.
Al centro dell'incontro, al quale
hanno aderito i rappresentanti dell'amministrazione comunale di Paderno
Dugnano, i tecnici del Ministero e i rappresentanti del CCirm, le opere
d'inserimento urbano e più in generale la mitigazione dell'impatto ambientale
sul territorio interessato dalla nuova Rho-Monza.
"Si prospetta - spiega
l'onorevole Ezio Casati - un impegno comune per un rafforzamento delle opere di
inserimento urbano ed ambientale. Sarà fatto un progetto definitivo partendo
dalla base dello studio realizzato dai tecnici del Comitato Cirm".
"Tra fine settembre e la metà
di ottobre - conclude Casati - ci siamo dati appuntamento per fare il punto
della situazione".
on.le Ezio Casati
A presto Cara Terra Mia
mercoledì 15 giugno 2016
CCIRM: Comunicato stampa del 14 giugno "E adesso parliamo di mitigazioni ambientali"
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mercoledì 9 marzo 2016
mercoledì 3 febbraio 2016
Rho-Monza: le ultime dal CCIRM
SE QUALCUNO HA PENSATO DI AVERCI
PIEGATI
SI E’ SBAGLIATO!
Le sentenze
avverse di T.A.R e Consiglio di Stato hanno seppellito definitivamente
ogni speranza di ottenere l’interramento. E questo ha provocato,
comprensibilmente , un allentamento della tensione positiva che ha sempre
sostenuto i cittadini impegnati nella opposizione al progetto vergognoso
che abbiamo sotto gli occhi. Nonostante questo e come ribadito nell’ultima
assemblea pubblica del 27 Ottobre scorso, il CCIRM prosegue la sua
attività che , necessariamente, cambia il profilo di azione.
Come
dimostreranno i documenti che ci apprestiamo a pubblicare, non è venuta meno
nel modo più assoluto, la necessità di vigilare costantemente sull’attività
delle imprese chiamate a realizzare il capolavoro del secolo a Paderno. E
questo continueremo a fare , visto che gli enti incaricati di
vigilare sulla corretta esecuzione delle attività sembrano avere qualche
difficoltà a farlo e ad imporsi.
L’altro
versante di attività, anch’esso trattato nell’ultima assemblea pubblica,
sarà vigilare sulla qualità ed efficacia delle mitigazioni ambientali
previste e sui soggetti coinvolti. L’unico ed estremo baluardo che
è rimasto per proteggere dall’inquinamento le zone interessate è
rappresentato dagli alberi, tanti alberi e di qualità. Si sta progettando
questo? Lo verificheremo.
Commento della sentenza Consiglio
di Stato
Riprendiamo da
dove eravamo rimasti……..
La Giustizia
non premia i cittadini.
Utilizziamo un
temine improprio. In realtà non è la giustizia che boccia le legittime
aspirazioni dei cittadini di Paderno Dugnano che vorrebbero vedersi
riconosciuto il diritto costituzionale a vivere in un ambiente salubre, ma sono
semplicemente degli uomini. Uomini chiamati a fare i giudici. Giudici
che non hanno avuto il coraggio di decidere e hanno trovato la via
di uscita in una sentenza che non chiarisce, ancora una volta, quali
siano i reali motivi che hanno impedito ai cittadini di vedere riconosciute
le loro istanze.
Sarebbe facile
proseguire con questa litania sentita più e più volte nel corso degli ultimi
anni, ma qui si descrivono fatti, non si comunica per fare proselitismo e
soprattutto non si fomentano rabbie: le sentenze si possono commentare ma di
certo vanno rispettate.
Di fatto, nel
nostro caso, riteniamo che la pronuncia del Consiglio di Stato sia poco
approfondita: non sono state esaminate a fondo le doglianze del comitato, sono
state semplificate in modo tale da giustificare una risposta generica e imprecisa.
Nessuno dei documenti e nessuna delle circostanze che avevamo richiamato nel
ricorso ha ricevuto puntuale riscontro da parte del Collegio Lo sforzo, da
parte dei giudici, è stato davvero minimo.
Chiarito
questo, spendiamo due parole sul testo della sentenza di cui già si è parlato
molto nell’ultima assemblea pubblica.
Ripercorriamone
alcuni passaggi.
Nel ricorso si
propone “la censura sulla mancata considerazione, per ragioni di sostenibilità
prettamente economiche, della possibilità di interrare almeno un tratto
dell’autostrada, nella parte situata in prossimità delle abitazioni”; ed il
giudice così motiva il non accoglimento:
“va rilevato
come i documenti acquisiti al giudizio abbiano evidenziato come l’alternativa
progettuale emersa nel corso del procedimento fosse stata
effettivamente valutata dai soggetti pubblici procedenti, dando
così contezza di una correttezza procedimentale nella considerazione di
possibili soluzioni diverse. Essa è stata tuttavia scartata, sia per
ragioni di costo maggiore (e ciò in particolare riferimento al progetto
indicato come quello dei Comuni, che addirittura prevedeva più
gallerie), come pure per il maggior impatto ambientale che avrebbe
determinato, dato dal raddoppio dei livelli di concentrazioni di inquinanti nei
tratti esterni alle gallerie, rispetto a quelli prevedibili in assenza di
interramento (cfr. parere n. 1301 del 19 luglio 2013, pag. 9: all. 6 di Milano
Serravalle). Non vi sono quindi ragioni per contrastare la scelta operata.”
È chiaro che
chi scrive non ha contezza dei progetti di cui si parla. È lo stesso Ministero
dell’Ambiente che, essendo il soggetto titolare dello svolgimento delle
procedure connesse alla valutazione di impatto ambientale, smentisce
clamorosamente l’assunto proposto dal giudice.
Infatti , dal
verbale del tavolo tecnico del 21/01/2015, istituito con D.M. V.I.A. nr. 2 del
07/01/14 è possibile estrapolare questi eloquenti passaggi:
“Il Dott. Geol. Carlo Di Gianfrancesco, delegato del
Ministero dell’Ambiente [omissis]Dichiara
che l’esito del Tavolo Tecnico è subordinato al decreto VIA.
Rappresenta la necessità di non escludere subito l’ipotesi del
sottoattraversamento, il cui progetto non figurava tra le
alternative poste nella VIA svolta [omissis] Si riserva,
nel caso in cui i tempi del crono programma non venissero rispettati, di
rivedere il progetto” ed ancora “[omissis] Prende atto della dichiarazione
del rappresentante della Società Serravalle (ndr. Società
concessionaria) che il progetto in sottoattraversamento è
tecnicamente fattibile. Precisa altresì che non è possibile
ridurre solo all’aspetto economico e tempistico il progetto, ma occorre
valutarlo anche sotto l’aspetto tecnico. Dichiara che al Ministero
dell’Ambiente non è mai arrivato il progetto con l’interramento e la creazione
di galleria e che quindi non è stato possibile visionarlo.”
Sarebbe stato
sufficiente che il giudice estensore leggesse l’inciso sopra citato, peraltro
integralmente riportato nel ricorso proposto, per far sì che non prendesse un
abbaglio tanto eclatante quanto devastante nel percorso giuridico seguito dai
cittadini.
Ma questo non è
tutto. Il giudice si spinge oltre, sino a certificare una non meglio precisata
valutazione, non si capisce fatta da chi, che vorrebbe sia stato considerato un
progetto che presentava addirittura svariate gallerie: “particolare
riferimento al progetto indicato come quello dei Comuni, che
addirittura prevedeva più gallerie”. Quell’avverbio “addirittura”
ci fa nuovamente rabbrividire, perché è di nuovo lapalissiano che chi scrive non
sa di cosa parla. È chiaro a tutti gli addetti ai lavori, Serravalle e co.
inclusi, che le gallerie sono più di una ma ricadono sullo stesso tratto (con
anzi qualche centinaio di metri in meno. Per chiarirci, non sono addirittura di
più, ma è lo spezzettamento della stessa galleria che un progetto mai valutato
avrebbe voluto realizzare per la tutela della salute pubblica.
Una ulteriore
conferma indiretta dello scarso approfondimento dei rilievi sollevati nel
nostro ricorso è rintracciabile nel paragrafo della sentenza che tratta la
compensazione delle spese processuali quando si afferma “ Sussistono peraltro
motivi per compensare integralmente tra le parti le spese processuali,
determinati dalle oggettive difficoltà di accertamenti in fatto, idonee a incidere
sulla esatta conoscibilità a priori delle rispettive ragioni delle parti…”
Le cronache
recenti raccontano il superamento continuo dei valori di soglia del PM10. Ma
come fare per trattare l’aria e le emissioni inquinanti degli automezzi? Bè, la
risposta l’abbiamo data più volte, con gallerie provviste di filtri che possano
ripulire l’aria immessa nel tratto interrato. Chiaro, semplice, efficace.
Troppo per questi signori.
Purtroppo è andata così……..
A presto Cara Terra Mia
martedì 2 febbraio 2016
VIA S. AMBROGIO PIÙ SICURA E PIÙ BELLA: La soluzione che premia una mobilità sostenibile, l’ambiente e la sicurezza dei cittadini, è possibile
Riceviamo e volentieri
pubblichiamo.
La lista civica Insieme per
Cambiare vi invita a partecipare ad un incontro pubblico che si terrà giovedì 4 febbraio 2016 alle ore 21,00 presso l’ex sede
di Quartiere di Palazzolo Milanese in via Mazzini 73,
durante il quale verrà proposto ed illustrato il progetto di riqualificazione
della via S. Ambrogio – alternativo a quello dell’amministrazione comunale –
che garantisce una mobilità sostenibile e confortevole, tutela la sicurezza di
chi percorre la strada (che si tratti di auto, di ciclisti o di pedoni) e
salvaguarda l’ambiente valorizzando una delle vie “storiche” della nostra città.
Lista civica Insieme per Cambiare
A presto Cara Terra Mia
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venerdì 29 gennaio 2016
Taglio alberi e cementificazione di via S. Ambrogio: la posizione del Partito Democratico a favore di una mobilità sostenibile
Riceviamo e
volentieri pubblichiamo.
Comunicato stampa - Pd Paderno
Dugnano
Paola Cattin (segr. Pd): "VIA S. AMBROGIO E GESTIONE DEL
TERRITORIO. LE PROPOSTE PD PER RISOLVERE LE CRITICITA'"
Il Partito Democratico di Paderno Dugnano si è fatto promotore
dall’inizio dell’anno di un gruppo di lavoro permanente per analizzare e
confrontarsi sulla gestione dell’ambiente e del territorio comunale.
A questo gruppo partecipano, oltre al segretario cittadino del PD
Paola Cattin, anche diversi cittadini di Paderno Dugnano che possono vantare
una consolidata competenza ed esperienza nel settore sia per motivi
professionali sia per aver ricoperto, nelle precedenti amministrazioni, ruoli
di responsabilità inerenti a questo tema.
Al primo incontro del 19 gennaio ’16 si sono subito evidenziate le
criticità delle recenti scelte dell’attuale giunta comunale che, nonostante
dichiari con forza di avere a cuore la tutela del territorio per la difesa
degli spazi comuni e del verde, agisce in modo diametralmente opposto. Sono ad
aggi all’esame di questo gruppo, le proposte di variazioni del Piano di Governo
del Territorio che, ad un primo e veloce esame, potrebbero compromettere anche
progetti di conservazione e ampliamento di aree verdi e parchi ormai
consolidate negli anni come, per esempio, il progetto del Parco del Seveso.
Altra questione esaminata, già nel primo incontro, è la proposta di
riqualificazione della via S. Ambrogio nel quartiere di Palazzolo. A tutti è
nota l’attuale situazione di impraticabilità dei marciapiedi a causa delle
radici dei tigli che escono dal manto stradale e rendono difficoltoso e
pericoloso il passaggio pedonale ed impossibile il transito con passeggini e
carrozzine, tanto che ormai molti preferiscono usare l’area stradale mettendo a
rischio la propria incolumità. Le nostre riflessioni e la nostra proposta,
completamente in antitesi a quella della giunta comunale che vorrebbe un taglio
netto delle piante e una completa cementificazione della via, prevedono una
soluzione che permetta sia ai cittadini di fruire dei marciapiedi, della strada
e sia ai tigli di sopravvivere.
Per questo gruppo l’ipotesi è di realizzare in via S. Ambrogio il
naturale proseguimento di via Italia del quartiere di Incirano, ovvero di
ridurre ad una corsia la careggiata, proseguire la pista ciclabile che
collegherebbe il centro storico di Palazzolo con il centro storico di Dugnano e
mettere in sicurezza i marciapiedi allargandoli e bonificando l’apparato
radicale dei tigli.
Ribadiamo che è un’ipotesi che si può realizzare solo con il
coinvolgimento diretto dei cittadini del quartiere. La modalità operativa di
questa giunta che riduce progressivamente la partecipazione delle persone,
riducendo spazi e modi (che fine hanno fatto i consigli di quartiere?), non può
essere la nostra scelta di progettazione e di sviluppo. Non ci può essere
democrazia e libertà senza partecipazione, senza coinvolgimento di chi ogni
giorni vive via S. Ambrogio o la pratica per i più svariati motivi.
Per questo l’impegno del Partito Democratico è quello di
coinvolgere tutti dai singoli cittadini, alle altre forze politiche e/o di
rappresentanza per riflettere insieme, confrontarsi, costruire. Certo che
questo è possibile solo con la volontà reciproca di sedersi insieme intorno al
tavolo, il rammarico è che talvolta alle parole di apertura e disponibilità
seguano fatti di individualismo e chiusura. Ma noi che abbiamo la parola
democrazia nel nostro nome continuiamo imperterriti nel traccia della nostra
storia di condivisione, confronto e tutela del bene comune.
Paola Cattin
Segretario cittadino Partito Democratico
A presto Cara Terra Mia
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martedì 19 gennaio 2016
Metrotranvia Milano-Limbiate. Il Governo approva un odg
Riceviamo e volentieri
pubblichiamo.
L'ordine del giorno approvato oggi
impegna il Governo ad "individuare nuove forme e modalità di finanziamento
della tranvia Milano-Limbiate".
Nel testo deliberato si prevede,
"al momento in cui ci saranno le condizioni di cofinanziamento e
cantierabilità da parte degli enti locali", di trovare nuove
"strade" per realizzare questa importante infrastruttura del
territorio.
La speranza di vedere
riammodernata la linea tranviaria del Nord Milano resta accesa, continueremo ad
impegnarci in sede parlamentare affinché la linea Milano-Limbiate sia ultimata.
Ringraziamo infine i cittadini e gli amministratori comunali della tratta, ed
in particolare l'assessore ai trasporti del comune di Limbiate Sandro Archetti,
per il loro impegno e il coordinamento sul territorio.
Restiamo a disposizione dei
cittadini e delle comunità locali per la realizzazione di infrastrutture veloci
e una viabilità migliore. (Roma, 19 gennaio 2016)
on.le Ezio Primo Casati
on.le Eleonora Cimbro
on.le Roberto Rampi
on.le Matteo Mauri
A presto Cara Terra Mia
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giovedì 14 gennaio 2016
Aria di Paderno Dugnano, parole al tavolo. A quando i fatti?
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lunedì 11 gennaio 2016
On.li Casati, Cimbro e Rampi (Pd): Salviamo la Metrotranvia Milano-Limbiate
Comunicato stampa
"Abbiamo depositato in
Commissione tre emendamenti al dl "Giubileo" al fine di salvare la
metrotranvia Milano-Limbiate, opera fortemente sostenuta dalle amministrazioni
di centrosinistra del territorio lombardo, in particolare dall'assessore
limbiatese Sandro Archetti, dal presidente della Provincia di Monza e Brianza
Luigi Ponti, e dalla consigliera alla viabilità e alla mobilità della Città
metropolitana di Milano Arianna Censi. Il finanziamento di 60 milioni di euro
destinato alla sua realizzazione, da noi già in precedenza assicurato
attraverso la Legge di Stabilità 2014, è stato di nuovo messo in discussione
dal decreto in queste ore in discussione alla Camera.
Non è la prima volta, purtroppo,
che ci troviamo a dover difendere questa infrastruttura, fondamentale per
la mobilità del territorio brianzolo, dall'ennesima distrazione di fondi; chi
ha seguito la nostra attività in questi anni, e il tormentoso iter dell'opera,
lo sa bene. Spiace constatare inoltre come, soprattutto a seguito dei terribili
mesi di inquinamento che hanno soffocato la nostra regione in questi mesi, non
si comprenda ancora la necessità di un'opera come questa.
Provvederemo poi, in un secondo
passaggio, ad aiutare direttamente gli enti locali nel finanziamento della
metrotranvia Milano-Limbiate, per quanto concerne la loro parte; enti le cui
finanze sono già grandemente impegnate nella realizzazione della tratta
Milano-Seregno".
on.le Eleonora Cimbro,
on.le Ezio Casati, on.le Roberto Rampi
A presto Cara Terra Mia
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sabato 2 gennaio 2016
Pm10: inizio anno col botto
Fonte:
Segnaliamo inoltre il
comunicato di ARPA Lombardia dove viene tracciata una qualità dell’aria sempre
negativa dal 2002 al 2015.
Riteniamo che occorra
pensare ad un diverso tipo di sviluppo, partendo dal territorio, dove non è
conciliabile con la salute dei cittadini la presenza a cielo aperto (spesso al
di sopra delle finestre delle nostre abitazioni) di arterie di grande mobilità,
quali la Milano-Meda e la Rho-Monza.
Intanto avanza il
cantiere del “mostro” della Rho-Monza e rimangono al palo le opere sostenibili
quali la metrotranvia Milano-Seregno, dove il vecchio tram, ormai da alcuni
anni, è sostituito da più inquinanti autobus.
A presto
Cara Terra Mia
mercoledì 5 agosto 2015
CCIRM: comunicazione del 1° agosto 2015 alla Regione Lombardia
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venerdì 26 settembre 2014
La Lombardia verso EXPO: dinamica, sostenibile, accogliente
Il
28 luglio, alla presenza dell'Assessore alle Attività Produttive, Ricerca e
Innovazione Mario Melazzini e del Sottosegretario all'EXPO Fabrizio Sala, è
stato presentato il programma 'La Lombardia verso Expo: dinamica, sostenibile,
accogliente grazie ai progetti del POR FESR'.
Si
tratta di un tour attraverso le dodici province lombarde, che si preparano a Expo
2015, dove vengono presentati i progetti realizzati mediante il Programma
Operativo Regionale (POR) finanziato attraverso il Fondo Europeo per lo
Sviluppo Regionale (FESR).
Il tour toccherà i vari luoghi, ad esempio il
4 e 5 ottobre sarà presente a Bovisio Masciago in occasione della
manifestazione fieristica intercomunale Expo Brianza.
Viene,
tra l’altro, distribuito un intrigante opuscolo che pone in evidenza le quattro
aree di intervento prioritarie su
cui ripartire le risorse e fissare gli obiettivi:
Tra
le componenti più interessanti, troviamo all’asse n. 2 ENERGIA, una preziosa
indicazione in merito alla viabilità, non solo nei termini dell’efficienza e
della sicurezza stradale, ma anche per ciò che riguarda l’ambiente in cui si
muovono i pedoni, che dovrà risultare più accogliente.
Dopo
l’intervento a cielo aperto sulla Rho-Monza l’ambiente più accogliente che
accoglierà i cittadini padernesi che vorranno tranquillamente passeggiare dalle
parti di via Generale Dalla Chiesa non sarà molto diverso da quello
rappresentato dall’illustrazione. Non c’è che dire, l’ambiente ci guadagna
molto con un muro alto diversi metri e mezzi pesanti sopra la testa.
Altro aspetto fondamentale è rappresentato dall’asse 3 MOBILITA’ SOSTENIBILE.
Un
concetto che si può riempire di tante belle argomentazioni. Nel caso di Paderno
Dugnano e della “riqualificazione” della Rho-Monza un luogo che può ben
coniugare la mobilità sostenibile e un ambiente accogliente dove poter
passeggiare è la zona intorno all’incrocio tra via Generale Dalla Chiesa e via
Antonio Gramsci.
Un’amministrazione
che vuole il bene dei propri cittadini non può permettere una cosa del genere.
Le immagini mostrano una situazione discutibilmente
DINAMICA, non certo SOSTENIBILE,
e tutto meno che ACCOGLIENTE.
L’opuscolo completo è scaricabile alla pagina:
A presto Cara Terra Mia
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