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giovedì 29 settembre 2016

1° ottobre 2016: Seveso 40 anni dalla bonifica


Riceviamo e volentieri segnaliamo l’iniziativa relativa alle questioni ambientali del nord-Milano di cui fattivamente si occupa il Coordinamento No Pedemontana impegnato sul tema della bonifica della zona contaminata dalla diossina (zona Seveso-Meda), perchè qualora dovessero proseguire i lavori di costruzione  del tratto B2 dell'autostrada Pedemontana Lombarda, si dovrà "ripulire" la zona interessata.

Si è ancora in attesa dei risultati della campagna di carotaggi avviata da Regione Lombardia nella scorsa primavera, ma già si parla di bonifica dei terreni lungo il tracciato autostradale (e non di tutte le aree della zona).

Il Coordinamento, inoltre, segnala l’iniziativa nell'ambito delle celebrazione ufficiali del 40esimo dell'ICMESA:

40 anni dalla Bonifica
1° ottobre 2016
ore 10.00-13.00

sala polifunzionale del Bosco delle Querce via Ada Negri,  Seveso.

La storia e le condizioni della bonifica operata a Seveso: un confronto tra l'esperienza e il modello locale con altre bonifiche operate in questi decenni in Regione. Seguirà una visita guidata alle vasche di raccolta del materiale contaminato.



Anche Paderno ha subito, e sta subendo, sul proprio territorio decisioni prese da istituzioni che non rispettano nè i cittadini nè l'ambiente in cui vivono, come la Rho-Monza, il nuovo impianto di smaltimento rifiuti e le vasche di laminazione.




A presto Cara Terra Mia

domenica 25 settembre 2016

REVNION di Dario Vergari: “la recente inaugurazione, lì dove da tempo immemore avrebbe dovuto essere costruito un ponte, di un tunnel”




Spesso la letteratura anticipa la visione del futuro. Lo scrittore ha immaginato la costruzione di un tunnel sottomarino bello, sicuro, adatto non solo ai veicoli, ma anche ai pedoni e ai ciclisti, con un’aria pulita e la presenza di alberi e siepi.

Parlare di ciò a Paderno Dugnano, la Città che “non è Capri”, secondo un’illuminata espressione di Giovanni De Nicola, già assessore alla mobilità della Provincia di Milano esplicitata proprio in una Commissione Mobilità e Trasporti nel luglio del 2010 per avallare il progetto in superficie di 14 corsie, e depennando quindi ogni ipotesi di interramento.


Intanto le 14 corsie, lentamente (si pensi che l’opera doveva essere finita prima dell’apertura dell’EXPO 2015), ma inesorabilmente, avanzano.

Non solo l’assessore De Nicola, ma probabilmente anche molti cittadini non hanno pensato che si potesse fare nel nostro territorio qualcosa di così bello, come immaginato dallo scrittore. Nessuno avrà pensato a trasparenze nel passaggio sotto il fiume Seveso, ma tanti però hanno sperato nella costruzione di un normale tunnel interrato, al posto di un mare di asfalto, ponti, sopraelevate e muri mastodontici, costruzioni anacronistiche nel nostro tempo in un ambito urbano fortemente antropizzato.


REUNION di Dario Vergari
Cap. XXIX
-Silenzi-


Prese un ritaglio di giornale dallo zaino, l’articolo riguardava la recente inaugurazione, lì dove da tempo immemore avrebbe dovuto essere costruito un ponte, di un tunnel sottomarino. Il lungo budello era stato realizzato in massima parte con materiali plastici trasparenti. Un sistema di ammortizzatori idraulici avrebbe assorbito eventuali scosse telluriche in modo da rendere innocuo anche un forte terremoto. Si scrollò di dosso quel pensiero. Seguì i cartelli luminosi che indicavano l’ingresso pedonale, poco più di tre chilometri per scarpinare attraverso quel lembo di mare. Dall’esterno non sembrava niente più di un ingresso di una qualunque metropolitana, scale mobili e luci al neon. All’interno coloratissimi murales dipinti da bambini delle scuole locali abbellivano le pareti dei lunghi corridoi, era tutto un fiorire di pesci e persone che nuotavano tra gli alberi. Quando la scala mobile terminò nella cupola trasparente da dove iniziava il tunnel le cose cambiarono. La costruzione era imponente, un arcata alta quanto una casa di sei piani, illuminata a giorno da luci che scintillavano come diamanti incastonati nel blu notturno. Uno schermo televisivo circolare correva tutto intorno alle pareti, riproduceva immagini dell’intera lunghezza del tunnel, dall’ingresso fino all’uscita della parte opposta. Un sentiero di led luminosi che si snodava nel pavimento guidava i visitatori all’ingresso della galleria vera e propria, larga a sufficienza per contenere una parata militare, se ancora fossero esistite. Si incamminò guardandosi intorno affascinato. La lontana volta dello scavo lasciava intravedere le cieche acque notturne, si ripromise di tornarci di giorno per vedere che effetto faceva con il sole. La struttura del tunnel che collegava il continente all’isola era costituita da sezioni lunghe una cinquantina di passi unite tra loro da giunzioni fatte di un metallo dall’aspetto poroso, gli faceva venire in mente un bruco addormentato. Sfiorò con le dita le pareti trasparenti, erano scivolose al tatto e si increspavano lievi. La superficie sembrava liquida, quasi unta, ma non ne restava alcuna traccia sui polpastrelli. La pista pedonale affiancava quella ciclabile, accanto a queste, ma separate da una barriera dello stesso materiale viscido e trasparente, correvano le corsie per gli autoveicoli. C’erano filari di alberi e siepi e l’aria odorava di verde. Stava camminando da almeno quindici minuti, dietro di sé nient’altro che un bianco serpente translucido circondato dal blu. Una coppietta lo superò a passo di jogging salutandolo, lui in risposta gli sorrise lanciandogli un bacio. In vari punti lungo il percorso alcune lampade all’esterno del tunnel rischiaravano le acque circostanti, poteva così scorgere numerosi pesci curiosi che lo guardavano come se fosse lui, ora, quello nell’acquario. Una gioia sottile lo percorse, il futuro luminoso che fin da bambino si era immaginato era finalmente giunto

Si consiglia la lettura.

Dario Vergari, poliedrico artista pesarese, è da anni radicato nel territorio a nord di Milano.




Buona lettura!


A presto Cara Terra Mia

lunedì 25 luglio 2016

Rho-Monza: Ezio Casati: "Positivo l'incontro al Mit sulle opere di inserimento urbano"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Comunicato stampa

Nuova Rho-Monza: on.le Ezio Casati:
"Positivo l'incontro al Mit sulle opere di inserimento urbano"

Milano, 25 luglio 2016

"Guardiamo positivamente al futuro della nuova Rho-Monza, con le opere d'inserimento urbano e mitigazione ambientale". Questo il commento dell'on.le Ezio Casati al termine dell'incontro tenutosi oggi presso la sede milanese del Mit - Ministero dei Trasporti.

Al centro dell'incontro, al quale hanno aderito i rappresentanti dell'amministrazione comunale di Paderno Dugnano, i tecnici del Ministero e i rappresentanti del CCirm, le opere d'inserimento urbano e più in generale la mitigazione dell'impatto ambientale sul territorio interessato dalla nuova Rho-Monza. 

"Si prospetta - spiega l'onorevole Ezio Casati - un impegno comune per un rafforzamento delle opere di inserimento urbano ed ambientale. Sarà fatto un progetto definitivo partendo dalla base dello studio realizzato dai tecnici del Comitato Cirm".

"Tra fine settembre e la metà di ottobre - conclude Casati - ci siamo dati appuntamento per fare il punto della situazione".

on.le Ezio Casati


A presto Cara Terra Mia

mercoledì 3 febbraio 2016

Rho-Monza: le ultime dal CCIRM




SE QUALCUNO HA PENSATO DI AVERCI PIEGATI
SI E’ SBAGLIATO!

Le sentenze avverse di T.A.R e Consiglio di  Stato hanno seppellito definitivamente ogni speranza di ottenere l’interramento.  E questo ha provocato, comprensibilmente , un allentamento  della tensione positiva che ha sempre sostenuto i cittadini impegnati nella opposizione al progetto  vergognoso che abbiamo sotto gli occhi. Nonostante questo e come ribadito nell’ultima assemblea pubblica del 27 Ottobre scorso, il CCIRM  prosegue la sua attività che , necessariamente,  cambia il profilo di azione.
Come dimostreranno i documenti che ci apprestiamo a pubblicare, non è venuta meno nel modo più assoluto, la necessità di vigilare costantemente sull’attività delle imprese chiamate a realizzare il capolavoro del secolo a Paderno. E questo continueremo a fare , visto  che gli enti incaricati  di vigilare sulla corretta esecuzione delle attività sembrano avere  qualche difficoltà a farlo e ad imporsi.
L’altro versante di attività, anch’esso trattato nell’ultima assemblea pubblica,  sarà vigilare sulla qualità ed efficacia delle  mitigazioni ambientali previste  e sui soggetti coinvolti. L’unico ed estremo baluardo che  è rimasto per proteggere  dall’inquinamento le zone interessate  è rappresentato dagli  alberi, tanti alberi e di qualità. Si sta progettando questo?  Lo verificheremo.



Commento della sentenza Consiglio di Stato

Riprendiamo da dove eravamo rimasti……..
La Giustizia non premia i cittadini.
Utilizziamo un temine improprio. In realtà non è la giustizia che boccia le legittime aspirazioni dei cittadini di Paderno Dugnano che vorrebbero vedersi riconosciuto il diritto costituzionale a vivere in un ambiente salubre, ma sono semplicemente degli  uomini. Uomini chiamati a fare i giudici. Giudici  che non hanno avuto il coraggio di decidere e hanno trovato la  via di uscita in una sentenza che non chiarisce, ancora una volta,  quali siano i reali motivi che hanno impedito  ai cittadini di vedere riconosciute le loro istanze.
Sarebbe facile proseguire con questa litania sentita più e più volte nel corso degli ultimi anni, ma qui si descrivono fatti, non si comunica per fare proselitismo e soprattutto non si fomentano rabbie: le sentenze si possono commentare ma di certo vanno rispettate.
Di fatto, nel nostro caso, riteniamo che la pronuncia del Consiglio di Stato sia poco approfondita: non sono state esaminate a fondo le doglianze del comitato, sono state semplificate in modo tale da giustificare una risposta generica e imprecisa. Nessuno dei documenti e nessuna delle circostanze che avevamo richiamato nel ricorso ha ricevuto puntuale riscontro da parte del Collegio Lo sforzo, da parte dei giudici, è stato davvero minimo.
Chiarito questo, spendiamo due parole sul testo della sentenza di cui già si è parlato molto nell’ultima assemblea pubblica.
Ripercorriamone alcuni passaggi.
Nel ricorso si propone “la censura sulla mancata considerazione, per ragioni di sostenibilità prettamente economiche, della possibilità di interrare almeno un tratto dell’autostrada, nella parte situata in prossimità delle abitazioni”; ed il giudice così motiva il non accoglimento:
va rilevato come i documenti acquisiti al giudizio abbiano evidenziato come l’alternativa progettuale emersa nel corso del procedimento fosse stata effettivamente valutata dai soggetti pubblici procedentidando così contezza di una correttezza procedimentale nella considerazione di possibili soluzioni diverse. Essa è stata tuttavia scartata, sia per ragioni di costo maggiore (e ciò in particolare riferimento al progetto indicato come quello dei Comuni, che addirittura prevedeva più gallerie), come pure per il maggior impatto ambientale che avrebbe determinato, dato dal raddoppio dei livelli di concentrazioni di inquinanti nei tratti esterni alle gallerie, rispetto a quelli prevedibili in assenza di interramento (cfr. parere n. 1301 del 19 luglio 2013, pag. 9: all. 6 di Milano Serravalle). Non vi sono quindi ragioni per contrastare la scelta operata.”
È chiaro che chi scrive non ha contezza dei progetti di cui si parla. È lo stesso Ministero dell’Ambiente che, essendo il soggetto titolare dello svolgimento delle procedure connesse alla valutazione di impatto ambientale, smentisce clamorosamente l’assunto proposto dal giudice.
Infatti , dal verbale del tavolo tecnico del 21/01/2015, istituito con D.M. V.I.A. nr. 2 del 07/01/14 è possibile estrapolare questi eloquenti passaggi:
Il Dott. Geol. Carlo Di Gianfrancesco, delegato del Ministero dell’Ambiente [omissis]Dichiara che l’esito del Tavolo Tecnico è subordinato al decreto VIA. Rappresenta la necessità di non escludere subito l’ipotesi del sottoattraversamentoil cui progetto non figurava tra le alternative poste nella VIA svolta [omissis] Si riserva, nel caso in cui i tempi del crono programma non venissero rispettati, di rivedere il progetto” ed ancora “[omissis] Prende atto della dichiarazione del rappresentante della Società Serravalle (ndr. Società concessionaria) che il progetto in sottoattraversamento è tecnicamente fattibile. Precisa altresì che non è possibile ridurre solo all’aspetto economico e tempistico il progetto, ma occorre valutarlo anche sotto l’aspetto tecnico. Dichiara che al Ministero dell’Ambiente non è mai arrivato il progetto con l’interramento e la creazione di galleria e che quindi non è stato possibile visionarlo.”
Sarebbe stato sufficiente che il giudice estensore leggesse l’inciso sopra citato, peraltro integralmente riportato nel ricorso proposto, per far sì che non prendesse un abbaglio tanto eclatante quanto devastante nel percorso giuridico seguito dai cittadini.
Ma questo non è tutto. Il giudice si spinge oltre, sino a certificare una non meglio precisata valutazione, non si capisce fatta da chi, che vorrebbe sia stato considerato un progetto che presentava addirittura svariate gallerie: “particolare riferimento al progetto indicato come quello dei Comuni, che addirittura prevedeva più gallerie”. Quell’avverbio “addirittura” ci fa nuovamente rabbrividire, perché è di nuovo lapalissiano che chi scrive non sa di cosa parla. È chiaro a tutti gli addetti ai lavori, Serravalle e co. inclusi, che le gallerie sono più di una ma ricadono sullo stesso tratto (con anzi qualche centinaio di metri in meno. Per chiarirci, non sono addirittura di più, ma è lo spezzettamento della stessa galleria che un progetto mai valutato  avrebbe voluto realizzare per la tutela della salute pubblica.
Una ulteriore conferma indiretta dello scarso approfondimento dei rilievi sollevati nel nostro ricorso è rintracciabile nel paragrafo della sentenza che tratta la compensazione delle spese processuali quando si afferma “ Sussistono peraltro motivi per compensare integralmente tra le parti le spese processuali, determinati dalle oggettive difficoltà di accertamenti in fatto, idonee a incidere sulla esatta conoscibilità a priori delle rispettive ragioni delle parti…”
Le cronache recenti raccontano il superamento continuo dei valori di soglia del PM10. Ma come fare per trattare l’aria e le emissioni inquinanti degli automezzi? Bè, la risposta l’abbiamo data più volte, con gallerie provviste di filtri che possano ripulire l’aria immessa nel tratto interrato. Chiaro, semplice, efficace. Troppo per questi signori.
Purtroppo è andata così……..





A presto Cara Terra Mia

martedì 2 febbraio 2016

VIA S. AMBROGIO PIÙ SICURA E PIÙ BELLA: La soluzione che premia una mobilità sostenibile, l’ambiente e la sicurezza dei cittadini, è possibile


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

La lista civica Insieme per Cambiare vi invita a partecipare ad un incontro pubblico che si terrà giovedì 4 febbraio 2016 alle ore 21,00 presso l’ex sede di Quartiere di Palazzolo Milanese in via Mazzini 73, durante il quale verrà proposto ed illustrato il progetto di riqualificazione della via S. Ambrogio – alternativo a quello dell’amministrazione comunale – che garantisce una mobilità sostenibile e confortevole, tutela la sicurezza di chi percorre la strada (che si tratti di auto, di ciclisti o di pedoni) e salvaguarda l’ambiente valorizzando una delle vie “storiche” della nostra città.

Lista civica Insieme per Cambiare






A presto Cara Terra Mia

venerdì 29 gennaio 2016

Taglio alberi e cementificazione di via S. Ambrogio: la posizione del Partito Democratico a favore di una mobilità sostenibile



Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Comunicato stampa - Pd Paderno Dugnano

Paola Cattin (segr. Pd): "VIA S. AMBROGIO E GESTIONE DEL TERRITORIO. LE PROPOSTE PD PER RISOLVERE LE CRITICITA'"

Il Partito Democratico di Paderno Dugnano si è fatto promotore dall’inizio dell’anno di un gruppo di lavoro permanente per analizzare e confrontarsi sulla gestione dell’ambiente e del territorio comunale.
A questo gruppo partecipano, oltre al segretario cittadino del PD Paola Cattin, anche diversi cittadini di Paderno Dugnano che possono vantare una consolidata competenza ed esperienza nel settore sia per motivi professionali sia per aver ricoperto, nelle precedenti amministrazioni, ruoli di responsabilità inerenti a questo tema.
Al primo incontro del 19 gennaio ’16 si sono subito evidenziate le criticità delle recenti scelte dell’attuale giunta comunale che, nonostante dichiari con forza di avere a cuore la tutela del territorio per la difesa degli spazi comuni e del verde, agisce in modo diametralmente opposto. Sono ad aggi all’esame di questo gruppo, le proposte di variazioni del Piano di Governo del Territorio che, ad un primo e veloce esame, potrebbero compromettere anche progetti di conservazione e ampliamento di aree verdi e parchi ormai consolidate negli anni come, per esempio, il progetto del Parco del Seveso.
Altra questione esaminata, già nel primo incontro, è la proposta di riqualificazione della via S. Ambrogio nel quartiere di Palazzolo. A tutti è nota l’attuale situazione di impraticabilità dei marciapiedi a causa delle radici dei tigli che escono dal manto stradale e rendono difficoltoso e pericoloso il passaggio pedonale ed impossibile il transito con passeggini e carrozzine, tanto che ormai molti preferiscono usare l’area stradale mettendo a rischio la propria incolumità. Le nostre riflessioni e la nostra proposta, completamente in antitesi a quella della giunta comunale che vorrebbe un taglio netto delle piante e una completa cementificazione della via, prevedono una soluzione che permetta sia ai cittadini di fruire dei marciapiedi, della strada e sia ai tigli di sopravvivere.
Per questo gruppo l’ipotesi è di realizzare in via S. Ambrogio il naturale proseguimento di via Italia del quartiere di Incirano, ovvero di ridurre ad una corsia la careggiata, proseguire la pista ciclabile che collegherebbe il centro storico di Palazzolo con il centro storico di Dugnano e mettere in sicurezza i marciapiedi allargandoli e bonificando l’apparato radicale dei tigli.
Ribadiamo che è un’ipotesi che si può realizzare solo con il coinvolgimento diretto dei cittadini del quartiere. La modalità operativa di questa giunta che riduce progressivamente la partecipazione delle persone, riducendo spazi e modi (che fine hanno fatto i consigli di quartiere?), non può essere la nostra scelta di progettazione e di sviluppo. Non ci può essere democrazia e libertà senza partecipazione, senza coinvolgimento di chi ogni giorni vive via S. Ambrogio o la pratica per i più svariati motivi.
Per questo l’impegno del Partito Democratico è quello di coinvolgere tutti dai singoli cittadini, alle altre forze politiche e/o di rappresentanza per riflettere insieme, confrontarsi, costruire. Certo che questo è possibile solo con la volontà reciproca di sedersi insieme intorno al tavolo, il rammarico è che talvolta alle parole di apertura e disponibilità seguano fatti di individualismo e chiusura. Ma noi che abbiamo la parola democrazia nel nostro nome continuiamo imperterriti nel traccia della nostra storia di condivisione, confronto e tutela del bene comune.

Paola Cattin
Segretario cittadino Partito Democratico



A presto Cara Terra Mia

martedì 19 gennaio 2016

Metrotranvia Milano-Limbiate. Il Governo approva un odg



Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

L'ordine del giorno approvato oggi impegna il Governo ad "individuare nuove forme e modalità di finanziamento della tranvia Milano-Limbiate".
Nel testo deliberato si prevede, "al momento in cui  ci saranno le condizioni di cofinanziamento e cantierabilità da parte degli enti locali", di trovare nuove "strade" per realizzare questa importante infrastruttura del territorio.

La speranza di vedere riammodernata la linea tranviaria del Nord Milano resta accesa, continueremo ad impegnarci in sede parlamentare affinché la linea Milano-Limbiate sia ultimata. Ringraziamo infine i cittadini e gli amministratori comunali della tratta, ed in particolare l'assessore ai trasporti del comune di Limbiate Sandro Archetti, per il loro impegno e il coordinamento sul territorio. 

Restiamo a disposizione dei cittadini e delle comunità locali per la realizzazione di infrastrutture veloci e una viabilità migliore. (Roma, 19 gennaio 2016)

on.le Ezio Primo Casati
on.le Eleonora Cimbro
on.le Roberto Rampi

on.le Matteo Mauri





A presto Cara Terra Mia

lunedì 11 gennaio 2016

On.li Casati, Cimbro e Rampi (Pd): Salviamo la Metrotranvia Milano-Limbiate




Comunicato stampa

"Abbiamo depositato in Commissione tre emendamenti al dl "Giubileo" al fine di salvare la metrotranvia Milano-Limbiate, opera fortemente sostenuta dalle amministrazioni di centrosinistra del territorio lombardo, in particolare dall'assessore limbiatese Sandro Archetti, dal presidente della Provincia di Monza e Brianza Luigi Ponti, e dalla consigliera alla viabilità e alla mobilità della Città metropolitana di Milano Arianna Censi. Il finanziamento di 60 milioni di euro destinato alla sua realizzazione, da noi già in precedenza assicurato attraverso la Legge di Stabilità 2014, è stato di nuovo messo in discussione dal decreto in queste ore in discussione alla Camera.

Non è la prima volta, purtroppo, che ci troviamo a dover difendere questa infrastruttura, fondamentale per la mobilità del territorio brianzolo, dall'ennesima distrazione di fondi; chi ha seguito la nostra attività in questi anni, e il tormentoso iter dell'opera, lo sa bene. Spiace constatare inoltre come, soprattutto a seguito dei terribili mesi di inquinamento che hanno soffocato la nostra regione in questi mesi, non si comprenda ancora la necessità di un'opera come questa.

Provvederemo poi, in un secondo passaggio, ad aiutare direttamente gli enti locali nel finanziamento della metrotranvia Milano-Limbiate, per quanto concerne la loro parte; enti le cui finanze sono già grandemente impegnate nella realizzazione della tratta Milano-Seregno".

on.le Eleonora Cimbro, on.le Ezio Casati, on.le Roberto Rampi



A presto Cara Terra Mia

sabato 2 gennaio 2016

Pm10: inizio anno col botto





Fonte:



Segnaliamo inoltre il comunicato di ARPA Lombardia dove viene tracciata una qualità dell’aria sempre negativa dal 2002 al 2015.




Riteniamo che occorra pensare ad un diverso tipo di sviluppo, partendo dal territorio, dove non è conciliabile con la salute dei cittadini la presenza a cielo aperto (spesso al di sopra delle finestre delle nostre abitazioni) di arterie di grande mobilità, quali la Milano-Meda e la Rho-Monza.

Intanto avanza il cantiere del “mostro” della Rho-Monza e rimangono al palo le opere sostenibili quali la metrotranvia Milano-Seregno, dove il vecchio tram, ormai da alcuni anni, è sostituito da più inquinanti autobus.


A presto Cara Terra Mia

venerdì 26 settembre 2014

La Lombardia verso EXPO: dinamica, sostenibile, accogliente


Il 28 luglio, alla presenza dell'Assessore alle Attività Produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini e del Sottosegretario all'EXPO Fabrizio Sala, è stato presentato il programma 'La Lombardia verso Expo: dinamica, sostenibile, accogliente grazie ai progetti del POR FESR'.
Si tratta di un tour attraverso le dodici province lombarde, che si preparano a Expo 2015, dove vengono presentati i progetti realizzati mediante il Programma Operativo Regionale (POR) finanziato attraverso il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR).
 
Il tour toccherà i vari luoghi, ad esempio il 4 e 5 ottobre sarà presente a Bovisio Masciago in occasione della manifestazione fieristica intercomunale Expo Brianza.


Viene, tra l’altro, distribuito un intrigante opuscolo che pone in evidenza le quattro aree di intervento prioritarie  su cui ripartire le risorse e fissare gli obiettivi:



Tra le componenti più interessanti, troviamo all’asse n. 2 ENERGIA, una preziosa indicazione in merito alla viabilità, non solo nei termini dell’efficienza e della sicurezza stradale, ma anche per ciò che riguarda l’ambiente in cui si muovono i pedoni, che dovrà risultare più accogliente.


Dopo l’intervento a cielo aperto sulla Rho-Monza l’ambiente più accogliente che accoglierà i cittadini padernesi che vorranno tranquillamente passeggiare dalle parti di via Generale Dalla Chiesa non sarà molto diverso da quello rappresentato dall’illustrazione. Non c’è che dire, l’ambiente ci guadagna molto con un muro alto diversi metri e mezzi pesanti sopra la testa. 



Altro aspetto fondamentale è rappresentato dall’asse 3 MOBILITA’ SOSTENIBILE.
 




Un concetto che si può riempire di tante belle argomentazioni. Nel caso di Paderno Dugnano e della “riqualificazione” della Rho-Monza un luogo che può ben coniugare la mobilità sostenibile e un ambiente accogliente dove poter passeggiare è la zona intorno all’incrocio tra via Generale Dalla Chiesa e via Antonio Gramsci.



Un’amministrazione che vuole il bene dei propri cittadini non può permettere una cosa del genere. Le immagini mostrano una situazione discutibilmente DINAMICA, non certo SOSTENIBILE, e tutto meno che ACCOGLIENTE.

L’opuscolo completo è scaricabile alla pagina:


Ricordiamo la prossima iniziativa del comitato per l'interramento della Rho-Monza:




A presto Cara Terra Mia