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giovedì 29 settembre 2016

1° ottobre 2016: Seveso 40 anni dalla bonifica


Riceviamo e volentieri segnaliamo l’iniziativa relativa alle questioni ambientali del nord-Milano di cui fattivamente si occupa il Coordinamento No Pedemontana impegnato sul tema della bonifica della zona contaminata dalla diossina (zona Seveso-Meda), perchè qualora dovessero proseguire i lavori di costruzione  del tratto B2 dell'autostrada Pedemontana Lombarda, si dovrà "ripulire" la zona interessata.

Si è ancora in attesa dei risultati della campagna di carotaggi avviata da Regione Lombardia nella scorsa primavera, ma già si parla di bonifica dei terreni lungo il tracciato autostradale (e non di tutte le aree della zona).

Il Coordinamento, inoltre, segnala l’iniziativa nell'ambito delle celebrazione ufficiali del 40esimo dell'ICMESA:

40 anni dalla Bonifica
1° ottobre 2016
ore 10.00-13.00

sala polifunzionale del Bosco delle Querce via Ada Negri,  Seveso.

La storia e le condizioni della bonifica operata a Seveso: un confronto tra l'esperienza e il modello locale con altre bonifiche operate in questi decenni in Regione. Seguirà una visita guidata alle vasche di raccolta del materiale contaminato.



Anche Paderno ha subito, e sta subendo, sul proprio territorio decisioni prese da istituzioni che non rispettano nè i cittadini nè l'ambiente in cui vivono, come la Rho-Monza, il nuovo impianto di smaltimento rifiuti e le vasche di laminazione.




A presto Cara Terra Mia

domenica 31 luglio 2016

Amianto alla stazione di Paderno: AIEA chiede spiegazioni agli enti preposti (Comune compreso)


Riceviamo e volentieri diffondiamo.


Buongiorno

abbiamo ricevuto segnalazione in questi giorni da parte di molti cittadini, della presenza di decine di sacchi contenenti amianto in attesa di trasporto all'interno del cantiere per i lavori di ristrutturazione della stazione delle ferrovie nord di Paderno Dugnano.

Vi è stata una scarsa comunicazione pubblica in merito ai lavori di bonifica (tranne un trafiletto su un giornale locale), non c'è stata una comunicazione  ai consiglieri comunali e nemmeno un informazione sul sito comunale e notiziario La Calderina.

Per tale motivo vi chiediamo delucidazioni in merito ai lavori di bonifica:

la precisa provenienza e la quantità complessiva del materiale contenente amianto che deve essere rimosso dall'area cantiere della stazione;

i tempi previsti per la bonifica amianto; 

conoscere a quale Ente (Polizia Locale, ATS - ex ASL, Arpa o altro) competano i controlli per verificare l'effettiva messa in atto delle misure previste nel piano di lavoro volte a garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell’ambiente esterno e se sono stati eseguiti;

quale sia la percentuale di amianto contenuta nel pietrisco amiantifero;

la specifica destinazione e la modalità di smaltimento dei sacchi di amianto raccolti a Paderno.


Ringrazio anticipatamente e in attesa di un vostro gentile riscontro porgo i miei più cordiali saluti  


Lorena Tacco
ass. it.esposti amianto
sez di Paderno Dugnano


A presto Cara Terra Mia

venerdì 15 luglio 2016

Lista Civica Insieme per Cambiare: presidio sabato 16 luglio alle 15,30 davanti alla ex Eureco




Segnaliamo un’importante iniziativa della lista civica Insieme per Cambiare:

Città Metropolitana di Milano ha rilasciato l'autorizzazione integrata ambientale all'impresa Tecnologia & Ambiente per l'attivazione di un impianto per il trattamento di rifiuti speciali presso l'insediamento ex Eureco a Palazzolo Milanese, dove nel 2010 in un terribile rogo persero la vita quattro operai.

L’apparato burocratico non ha tenuto conto della decisione politica di contrarietà verso questo insediamento, espressa dal Consiglio Comunale di Paderno Dugnano e dal Consiglio Metropolitano stesso.  
La lista civica Insieme per Cambiare è profondamente contraria alla riapertura di questa nefasta attività produttiva nel nostro territorio ed appoggerà le azioni del Comitato a sostegno dei famigliari delle vittime e dei lavoratori Eureco e dell’Amministrazione Comunale, offrendo il proprio contributo nella ricerca di soluzioni tecnico-giuridiche che permettano di bloccare questo insediamento.

Invitiamo tutti voi, amici, sostenitori e cittadini, a partecipare al

presidio di protesta indetto per sabato 16 luglio alle 15,30 davanti alla ex Eureco in via Mazzini a Palazzolo Milanese

e ad essere presenti alla Riunione del Consiglio Metropolitano di lunedì 25 luglio in via Vivaio 1 a Milano.

Vi terremo aggiornati sulle prossime iniziative e sugli sviluppi della questione.

lista civica Insieme per Cambiare


A presto Cara Terra Mia

Comunicati Stampa a seguito dell’autorizzazione di un impianto presso l'insediamento ex Eureco





Gentili rappresentanti del Comitato a sostegno dei Familiari delle Vittime e dei lavoratori Eureco,

vi comunico che la Città Metropolitana di Milano ha rilasciato l'autorizzazione integrata ambientale alla società Tecnlogia & Ambiente per l'attivazione di un impianto presso l'insediamento ex Eureco. Un esito che purtroppo non ci sorprende visto che il Comune di Paderno Dugnano è rimasto l'unico Ente contrario in sede di Conferenza di Servizi. Come annunciato con una nota stampa (che vi allego), il Comune valuterà ogni azione possibile da intraprendere a seguito del provvedimento di Città Metropolitana.

Cordialmente,

Il Sindaco 
Marco Alparone



A presto Cara Terra Mia

venerdì 15 aprile 2016

CircoloEcoCulturale La Meridiana: appello al voto per domenica 17 aprile


Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Noi domenica 17 aprile andiamo a votare e votiamo Sì, per un nuovo modello di sviluppo, sostenibile per l'ambiente e la Società.
  
Il referendum del 17 aprile chiede di esprimersi su di un quesito chiaro e cioè, se si vuole che allo scadere delle concessioni, gli impianti che estraggono petrolio e gas, nelle acque territoriali italiane entro le 12 miglia, vengano fermate.

NOI VOTIAMO Sì

Se vogliamo pensare ad un nuovo modello di sviluppo, sostenibile per l'ambiente e la Società a livello globale, dobbiamo dare segnali forti.

Crediamo nella partecipazione popolare che dica a chi governa l'economia, che ci possono essere strade alternative a quelle che negli ultimi decenni hanno devastato il Pianeta.
Le scelte sull'energia fossile hanno esasperato le disparità sociali, provocato e alimentato le guerre e  una migrazioni di massa.
Si sono arricchiti una manciata di super ricchi, affamando una gran parte degli abitanti della Terra.

Noi siamo per l'energie rinnovabili, pulite.
Per questo il 17 aprile Vi invitiamo ad andare a votare  e VOTARE Sì.


Circolo Eco-Culturale LA MERIDIANA
gruppo Danze Folk
Circolo "Amicizia e Solidarietà" A.R.C.I.



A presto Cara Terra Mia

mercoledì 13 aprile 2016

Referendum trivellazioni: le ragioni per votare SI o NO?

Le ragioni dei cittadini

La Costituzione

Parte I
Diritti e doveri dei cittadini
Titolo IV
Rapporti politici

Articolo 48, comma 2:


Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.


Trivelle in Italia: cosa propone il referendum No Triv?
La normativa vigente riguardo l’estrazione di idrocarburi fossili al largo delle coste italiane prevede che le attività possano proseguire fino all’esaurimento del giacimento, senza alcuna scadenza.
Il referendum No-Triv propone:
l’abrogazione della norma che concede di protrarre le concessioni per estrarre idrocarburi entro 12 miglia dalla costa italiana fino alla vita utile del giacimento. Se il referendum approverà l’abrogazione (vittoria del Sì), le concessioni giungeranno alla scadenza prevista”.
Si vuole quindi limitare la durata delle concessioni alla loro scadenza naturale, evitare proroghe e obbligare le società petrolifere a smantellare le piattaforme che, con il passare del tempo, diventano vecchie e fragili, quindi meno resistenti alle tempeste.
Il referendum del 17 aprile non va, quindi, a modificare la possibilità di compiere nuove trivellazioni oltre le 12 miglia, e nemmeno la possibilità di cercare e sfruttare nuovi giacimenti sulla terraferma. La vittoria del SI andrà a impedire lo sfruttamento degli impianti esistenti una volta scadute le concessioni.


Le ragioni del SI

Il 17 aprile è importante votare sì al referendum per dire un secco no alle trivelle entro le 12 miglia. Il referendum ha un valore politico per mettere gli italiani in condizione di scegliere, dopo la Conferenza di Parigi, quale politica energetica adottare. Il referendum non metterà a rischio nessun posto di lavoro. Anche per questa ragione faccio un appello ai parlamentari per chiedere di promuovere il referendum e mandare i cittadini alle urne.
Piero Lacorazza
coordinatore del comitato 'No Triv'
presidente del consiglio regionale della Basilicata

Il comitato promotore è composto dai rappresentanti delle Assemblee legislative di Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto, con la partecipazione del comitato nazionale "Vota Sì per fermare le trivelle", delle realtà associative e culturali, delle imprese della green economy, del turismo, dell'agricoltura e del settore del mare.





Le ragioni del NO

Il referendum è su un argomento molto limitato. Tocca solo le piattaforme che sono già in funzione entro le 12 miglia (stiamo parlando di una piccolissima parte di quelle operanti in Italia) e tende a regolare la durata di queste. E' chiaro che si vuole fare una battaglia politica di un altro tipo. Noi abbiamo le norme più sicure sulle trivellazioni al mondo, non dobbiamo trasformare questo in un tema ideologico.


Gian Luca Galletti
ministro dell’Ambiente



Le ragioni dell’ASTENSIONE

Le piattaforme NON possono inquinare perché la loro attività (estrattiva e di smaltimento rifiuti) non entra mai in contatto con l’acqua: nulla viene scaricato a mare. Per questo sono diventate oasi di ripopolamento ittico (i pescatori ravennati vi raccolgono le cozze che sono le migliori e le più costose dell’Adriatico) e per questo la Comunità Europea ha assegnato alle coste romagnole ben 9 bandiere blu. Lo scorso anno li numero dei turisti ha superato i 25.milioni. Anche la sicurezza è più che garantita. Il controllo da parte delle autorità competenti (almeno 6) è quotidiano e assolutamente puntuale.

Gianfranco Borghini




Perché (qualsiasi sia l’opinione) È GIUSTO ANDARE A VOTARE?

Al referendum sulle trivelle si deve votare: ogni cittadino è libero di farlo nel modo in cui ritiene giusto. Ma credo si debba partecipare al voto: significa essere pienamente cittadini. Fa parte della carta d'identità del buon cittadino.

Paolo Grossi
presidente della Corte Costituzionale



A presto Cara Terra Mia

sabato 27 febbraio 2016

Una tranquilla passeggiata lungo il Seveso


Sta arrivando la primavera, le giornate si allungano, il tempo migliora, il sole torna a splendere.

Questa situazione ci spinge fuori di casa, magari a fare una gita in bicicletta.


opera d'arte "moderna"
Se per caso qualcuno decidesse di percorrere la pista ciclabile, lungo il parco del Seveso da Palazzolo (dietro il parco del Borghetto) a Varedo, non deve distrarsi guardando le anatre che sono tornate a sguazzare nelle acque del fiume, oppure dalle evoluzioni dei colombacci, e ancora da qualche scultura prodotta dalle acque in piena, rifinita dal tempo e da una buona dose di incuria.

una targa rende il giusto merito ad un'opera d'arte che qualifica il territorio







In questa zona del parco, una distrazione potrebbe costare molto cara al ciclista.

non si può distrarsi, tanta attenzione e velocità molto ridotta
Ci sono dei punti dove mettere le ruote fuori dalla pista soltanto alcuni centimetri, comporta il rischio ritrovarsi, dopo aver rotolato per alcuni metri lungo la scarpata, dentro le acque del fiume.



State molto attenti.  



A presto Cara Terra Mia




mercoledì 3 febbraio 2016

Rho-Monza: le ultime dal CCIRM




SE QUALCUNO HA PENSATO DI AVERCI PIEGATI
SI E’ SBAGLIATO!

Le sentenze avverse di T.A.R e Consiglio di  Stato hanno seppellito definitivamente ogni speranza di ottenere l’interramento.  E questo ha provocato, comprensibilmente , un allentamento  della tensione positiva che ha sempre sostenuto i cittadini impegnati nella opposizione al progetto  vergognoso che abbiamo sotto gli occhi. Nonostante questo e come ribadito nell’ultima assemblea pubblica del 27 Ottobre scorso, il CCIRM  prosegue la sua attività che , necessariamente,  cambia il profilo di azione.
Come dimostreranno i documenti che ci apprestiamo a pubblicare, non è venuta meno nel modo più assoluto, la necessità di vigilare costantemente sull’attività delle imprese chiamate a realizzare il capolavoro del secolo a Paderno. E questo continueremo a fare , visto  che gli enti incaricati  di vigilare sulla corretta esecuzione delle attività sembrano avere  qualche difficoltà a farlo e ad imporsi.
L’altro versante di attività, anch’esso trattato nell’ultima assemblea pubblica,  sarà vigilare sulla qualità ed efficacia delle  mitigazioni ambientali previste  e sui soggetti coinvolti. L’unico ed estremo baluardo che  è rimasto per proteggere  dall’inquinamento le zone interessate  è rappresentato dagli  alberi, tanti alberi e di qualità. Si sta progettando questo?  Lo verificheremo.



Commento della sentenza Consiglio di Stato

Riprendiamo da dove eravamo rimasti……..
La Giustizia non premia i cittadini.
Utilizziamo un temine improprio. In realtà non è la giustizia che boccia le legittime aspirazioni dei cittadini di Paderno Dugnano che vorrebbero vedersi riconosciuto il diritto costituzionale a vivere in un ambiente salubre, ma sono semplicemente degli  uomini. Uomini chiamati a fare i giudici. Giudici  che non hanno avuto il coraggio di decidere e hanno trovato la  via di uscita in una sentenza che non chiarisce, ancora una volta,  quali siano i reali motivi che hanno impedito  ai cittadini di vedere riconosciute le loro istanze.
Sarebbe facile proseguire con questa litania sentita più e più volte nel corso degli ultimi anni, ma qui si descrivono fatti, non si comunica per fare proselitismo e soprattutto non si fomentano rabbie: le sentenze si possono commentare ma di certo vanno rispettate.
Di fatto, nel nostro caso, riteniamo che la pronuncia del Consiglio di Stato sia poco approfondita: non sono state esaminate a fondo le doglianze del comitato, sono state semplificate in modo tale da giustificare una risposta generica e imprecisa. Nessuno dei documenti e nessuna delle circostanze che avevamo richiamato nel ricorso ha ricevuto puntuale riscontro da parte del Collegio Lo sforzo, da parte dei giudici, è stato davvero minimo.
Chiarito questo, spendiamo due parole sul testo della sentenza di cui già si è parlato molto nell’ultima assemblea pubblica.
Ripercorriamone alcuni passaggi.
Nel ricorso si propone “la censura sulla mancata considerazione, per ragioni di sostenibilità prettamente economiche, della possibilità di interrare almeno un tratto dell’autostrada, nella parte situata in prossimità delle abitazioni”; ed il giudice così motiva il non accoglimento:
va rilevato come i documenti acquisiti al giudizio abbiano evidenziato come l’alternativa progettuale emersa nel corso del procedimento fosse stata effettivamente valutata dai soggetti pubblici procedentidando così contezza di una correttezza procedimentale nella considerazione di possibili soluzioni diverse. Essa è stata tuttavia scartata, sia per ragioni di costo maggiore (e ciò in particolare riferimento al progetto indicato come quello dei Comuni, che addirittura prevedeva più gallerie), come pure per il maggior impatto ambientale che avrebbe determinato, dato dal raddoppio dei livelli di concentrazioni di inquinanti nei tratti esterni alle gallerie, rispetto a quelli prevedibili in assenza di interramento (cfr. parere n. 1301 del 19 luglio 2013, pag. 9: all. 6 di Milano Serravalle). Non vi sono quindi ragioni per contrastare la scelta operata.”
È chiaro che chi scrive non ha contezza dei progetti di cui si parla. È lo stesso Ministero dell’Ambiente che, essendo il soggetto titolare dello svolgimento delle procedure connesse alla valutazione di impatto ambientale, smentisce clamorosamente l’assunto proposto dal giudice.
Infatti , dal verbale del tavolo tecnico del 21/01/2015, istituito con D.M. V.I.A. nr. 2 del 07/01/14 è possibile estrapolare questi eloquenti passaggi:
Il Dott. Geol. Carlo Di Gianfrancesco, delegato del Ministero dell’Ambiente [omissis]Dichiara che l’esito del Tavolo Tecnico è subordinato al decreto VIA. Rappresenta la necessità di non escludere subito l’ipotesi del sottoattraversamentoil cui progetto non figurava tra le alternative poste nella VIA svolta [omissis] Si riserva, nel caso in cui i tempi del crono programma non venissero rispettati, di rivedere il progetto” ed ancora “[omissis] Prende atto della dichiarazione del rappresentante della Società Serravalle (ndr. Società concessionaria) che il progetto in sottoattraversamento è tecnicamente fattibile. Precisa altresì che non è possibile ridurre solo all’aspetto economico e tempistico il progetto, ma occorre valutarlo anche sotto l’aspetto tecnico. Dichiara che al Ministero dell’Ambiente non è mai arrivato il progetto con l’interramento e la creazione di galleria e che quindi non è stato possibile visionarlo.”
Sarebbe stato sufficiente che il giudice estensore leggesse l’inciso sopra citato, peraltro integralmente riportato nel ricorso proposto, per far sì che non prendesse un abbaglio tanto eclatante quanto devastante nel percorso giuridico seguito dai cittadini.
Ma questo non è tutto. Il giudice si spinge oltre, sino a certificare una non meglio precisata valutazione, non si capisce fatta da chi, che vorrebbe sia stato considerato un progetto che presentava addirittura svariate gallerie: “particolare riferimento al progetto indicato come quello dei Comuni, che addirittura prevedeva più gallerie”. Quell’avverbio “addirittura” ci fa nuovamente rabbrividire, perché è di nuovo lapalissiano che chi scrive non sa di cosa parla. È chiaro a tutti gli addetti ai lavori, Serravalle e co. inclusi, che le gallerie sono più di una ma ricadono sullo stesso tratto (con anzi qualche centinaio di metri in meno. Per chiarirci, non sono addirittura di più, ma è lo spezzettamento della stessa galleria che un progetto mai valutato  avrebbe voluto realizzare per la tutela della salute pubblica.
Una ulteriore conferma indiretta dello scarso approfondimento dei rilievi sollevati nel nostro ricorso è rintracciabile nel paragrafo della sentenza che tratta la compensazione delle spese processuali quando si afferma “ Sussistono peraltro motivi per compensare integralmente tra le parti le spese processuali, determinati dalle oggettive difficoltà di accertamenti in fatto, idonee a incidere sulla esatta conoscibilità a priori delle rispettive ragioni delle parti…”
Le cronache recenti raccontano il superamento continuo dei valori di soglia del PM10. Ma come fare per trattare l’aria e le emissioni inquinanti degli automezzi? Bè, la risposta l’abbiamo data più volte, con gallerie provviste di filtri che possano ripulire l’aria immessa nel tratto interrato. Chiaro, semplice, efficace. Troppo per questi signori.
Purtroppo è andata così……..





A presto Cara Terra Mia