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venerdì 4 marzo 2016

Una riqualificazione è possibile in Via Sant'Ambrogio


Domenica 6 MARZO 2016 (mattino) si raccolgono le firme al banchetto di Piazza Addolorata di Palazzolo su:

Una riqualificazione è possibile
in Via Sant Ambrogio

con l’occasione verrà distribuito un volantino che invita i cittadini all’assemblea di presentazione dell’idea di riqualificazione di Via Sant Ambrogio che si terrà:

giovedi 10 marzo
all'Oratorio di Palazzolo



A presto Cara Terra Mia

venerdì 26 settembre 2014

La Lombardia verso EXPO: dinamica, sostenibile, accogliente


Il 28 luglio, alla presenza dell'Assessore alle Attività Produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini e del Sottosegretario all'EXPO Fabrizio Sala, è stato presentato il programma 'La Lombardia verso Expo: dinamica, sostenibile, accogliente grazie ai progetti del POR FESR'.
Si tratta di un tour attraverso le dodici province lombarde, che si preparano a Expo 2015, dove vengono presentati i progetti realizzati mediante il Programma Operativo Regionale (POR) finanziato attraverso il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR).
 
Il tour toccherà i vari luoghi, ad esempio il 4 e 5 ottobre sarà presente a Bovisio Masciago in occasione della manifestazione fieristica intercomunale Expo Brianza.


Viene, tra l’altro, distribuito un intrigante opuscolo che pone in evidenza le quattro aree di intervento prioritarie  su cui ripartire le risorse e fissare gli obiettivi:



Tra le componenti più interessanti, troviamo all’asse n. 2 ENERGIA, una preziosa indicazione in merito alla viabilità, non solo nei termini dell’efficienza e della sicurezza stradale, ma anche per ciò che riguarda l’ambiente in cui si muovono i pedoni, che dovrà risultare più accogliente.


Dopo l’intervento a cielo aperto sulla Rho-Monza l’ambiente più accogliente che accoglierà i cittadini padernesi che vorranno tranquillamente passeggiare dalle parti di via Generale Dalla Chiesa non sarà molto diverso da quello rappresentato dall’illustrazione. Non c’è che dire, l’ambiente ci guadagna molto con un muro alto diversi metri e mezzi pesanti sopra la testa. 



Altro aspetto fondamentale è rappresentato dall’asse 3 MOBILITA’ SOSTENIBILE.
 




Un concetto che si può riempire di tante belle argomentazioni. Nel caso di Paderno Dugnano e della “riqualificazione” della Rho-Monza un luogo che può ben coniugare la mobilità sostenibile e un ambiente accogliente dove poter passeggiare è la zona intorno all’incrocio tra via Generale Dalla Chiesa e via Antonio Gramsci.



Un’amministrazione che vuole il bene dei propri cittadini non può permettere una cosa del genere. Le immagini mostrano una situazione discutibilmente DINAMICA, non certo SOSTENIBILE, e tutto meno che ACCOGLIENTE.

L’opuscolo completo è scaricabile alla pagina:


Ricordiamo la prossima iniziativa del comitato per l'interramento della Rho-Monza:




A presto Cara Terra Mia

domenica 31 agosto 2014

Sblocca Italia: I finanziamenti della Rho-Monza per "Il sole 24 ORE"



 Questo il commento de “Il sole 24 ore”:



La Corte dei Conti ha revocato ad aprile i finanziamenti concessi con il decreto legge del Fare (giugno 2013) perché non sono stati rispettati i termini del Dm Lupi. Vanno riassegnati i fondi scavalcando la delibera della Corte.


Sembra il gioco dell'oca.


I dettagli alle pagine:






A presto Cara Terra Mia

lunedì 25 agosto 2014

Sblocca Italia: un provvedimento che impatta su Paderno Dugnano


Lo Sblocca Italia è un provvedimento in 10 capitoli per rendere disponibili 43 miliardi di risorse economiche, concetto ribadito sabato 23 agosto dal premier Matteo Renzi.

I dieci capitoli sono relativi a: 1) Sblocca Cantieri; 2) Sblocca Comuni; 3) Sblocca Reti; 4) Sblocca Porti; 5) Sblocca Dissesto; 6) Sblocca Burocrazia; 7) Sblocca Edilizia; 8) Sblocca Export; 9) Sblocca Bagnoli; 10) Sblocca Energia.
In particolare per il primo capitolo, che interessa direttamente il territorio padernese, la somma delle opere cantierabili equivale a 30 miliardi di euro, al momento bloccati per procedure ritenute troppo lunghe, su cui si vuole intervenire a livello normativo.
Secondo l’opinione del ministro dei trasporti e infrastrutture, Maurizio Lupi si tratta di opere "essenziali" per le quali le risorse non vengono spese per problemi di "autorizzazioni e ritardi".
Ed ecco che tra le quattordici opere che risultano avere una copertura economica compare la “riqualificazione” della Rho-Monza, finanziata per 55 milioni di euro.


Appare un’ulteriore spinta a realizzare, a tutti i costi, un’opera pubblica dannosa per il territorio, per la salute dei cittadini, e senza l’alibi della necessita in vista di expo 2015, visto che per tale manifestazione ormai non potrà essere realizzata secondo il progetto originario.
Invece di sbloccare risorse per un’opera non realizzabile in tempo utile per soddisfare le iniziali necessità, sarebbe oculato pensare all’interramento delle 14 corsie della Rho-Monza e della Milano-Meda che si vorrebbero far gravare, a cielo aperto, sul territorio di Paderno Dugnano.

A presto Cara Terra Mia

domenica 22 giugno 2014

Rho-Monza la diffida del CCIRM ad effettuare interventi irreversibili sul territorio


Il CCIRM, Comitato Cittadini Interramento Rho-Monza, rivolge una diffida alle imprese e agli enti che in questi giorni stanno effettuando opere di cantierizzazione e bonifica ordigni bellici, sul territorio di Paderno Dugnano, per l'intervento di "Riqualifica con caratteristiche autostradali della SP 46 Rho – Monza, dal termine della Tangenziale Nord di Milano al ponte sulla linea ferroviaria Milano – Varese, corrispondenti alle tratte 1 e 2 del “Progetto preliminare della viabilità di adduzione al sistema autostradale esistente A8/A52 – Rho - Monza"
.


Il documento inviato:






A presto Cara Terra Mia

lunedì 6 gennaio 2014

2. Epidemiologia & Prevenzione: Il progetto EpiAir2



L’impatto sulla salute dell’inquinamento dell’aria


Poniamo in risalto un altro interessante (e preoccupante) articolo apparso sul numero 4-5 di Epidemiologia & Prevenzione relativo all’aggiornamento del Progetto EpiAir (Inquinamento atmosferico e salute: sorveglianza epidemiologica e interventi di prevenzione) sui rischi per la salute dell’inquinamento atmosferico, di cui abbiamo già parlato, e di cui pubblichiamo le conclusioni.



In questo progetto sono state effettuate per la prima volta nell’ambito del sistema di sorveglianza EpiAir stime quantitative dell’impatto a breve termine di PM10 e PM2.5 sulla salute.
L’impatto è stato basato su stime di effetto ottenute sulla popolazione residente nelle città coinvolte, e non tratte dalla letteratura scientifica, ed è stato presentato in termini di eventi che si sarebbero potuti evitare se il livello medio annuale degli inquinanti fosse stato pari a una soglia di concentrazione prefissata.
I livelli di inquinamento osservati nel periodo in studio sono stati responsabili di un numero importante di decessi nelle 23 città analizzate. Considerando la popolazione con
più di 35 anni di età, è stato stimato un numero complessivo di 839 decessi attribuibili ogni anno a livelli medi annuali di PM10 superiori a 20 μg/m3 (lo 0,9% della mortalità per cause naturali, assumendo indipendenza tra città l’intervallo di credibilità all’80% è 0,4-1,4%).
Poche tra le città analizzate superavano nel periodo considerato il limite di 40 μg/m3 per la concentrazione media annuale di PM10 (Milano, Padova, Torino, Modena e Venezia-Mestre). In totale, si sarebbero potuti evitare 98 decessi se tale limite fosse stato rispettato.
L’impatto é stato più evidente nelle città della Pianura Padana, nella Piana fiorentina e nelle grandi realtà metropolitane di Roma, Napoli e Palermo, dove la percentuale di decessi attribuibili è stata mediamente dell’1%, contro lo 0,4% nelle altre città analizzate. Questi stessi centri sono quelli dove è stato superato il limite dei 35 giorni all’anno con livello di PM10 maggiore di 50 μg/m3.
L’analisi sul PM2.5 ha confermato questi risultati (i decessi attribuibili assommano allo 0,8% della mortalità naturale; ICr80% 0,2-1,3) e indica coerentemente che le città della Pianura
Padana sono quelle interessate da un impatto più forte.

E’ interessante osservare che riducendo le concentrazioni del 20%, fino ad arrivare a 20 μg/m3 per il PM10 e a 18 μg/m3 per il PM2.5, si sarebbe ottenuto un risparmio rispettivamente del 42% e del 51% dei decessi attribuibili. Questo indica che politiche di contenimento volte alla diminuzione percentuale delle concentrazioni annuali di polveri possono ridurre in modo importante l’impatto dell’inquinamento sulla salute.


Informazioni tratte da: E&P anno 37 (4-5) luglio-ottobre 2013 “Impatto a breve termine dell’inquinamento dell’aria nelle città coperte dalla sorveglianza epidemiologica EpiAir2”, articolo di Michela Baccini e Annibale Biggeri, interamente pubblicato sul sito www.epiprev.it.

Di inquinamento si muore, e di fronte a questi dati non si dovrebbero avere dubbi su come realizzare un’opera dalle pesanti conseguenze sul territorio, come la Rho - Monza “riqualificata”, e su come ridurre l’impatto già esistente della Milano – Meda.


L'unica soluzione possibile
























Interramento e filtraggio dell’aria, non è questione di costi,
è questione di salute



















A presto Cara Terra Mia

lunedì 16 dicembre 2013

Epidemiologia & Prevenzione: Il progetto EpiAir2




L’inquinamento atmosferico
causato dal traffico veicolare




Il numero 4-5 di Epidemiologia & Prevenzione presenta l’aggiornamento del Progetto EpiAir (Inquinamento atmosferico e salute: sorveglianza epidemiologica e interventi di prevenzione)
sui rischi per la salute dell’inquinamento atmosferico.

I primi dati di questo studio sugli effetti a breve termine degli inquinanti atmosferici (PM10, NO2 e ozono) sono stati pubblicati quattro anni fa, coprivano un periodo di studio di 5 anni, dal 2001 al 2005, e riguardavano 10 città italiane tra cui Milano, mentre con EpiAir2 (per la prima volta in Italia anche il PM2.5) le città monitorate sono diventate 25  e l’analisi temporale è stata estesa al 2010.
La conferma che l’inquinamento atmosferico urbano è originato in gran parte dal traffico veicolare, ed è un tema di assoluta rilevanza per la salute pubblica nelle città italiane.


Tra le debolezze più rilevanti nella gestione locale della mobilità urbana è da segnalare in primo luogo lo sviluppo ridotto di metropolitane e di sistemi tranviari e il ritardo nell’ammodernamento delle reti ferroviarie suburbane, che pongono le città italiane in una posizione evidentemente svantaggiata rispetto ad altre realtà urbane europee analoghe.

E’ ormai ampiamente riconosciuto che l’inquinamento atmosferico rappresenta un serio pericolo per la salute ed è causa di morti premature prevenibili. In Italia, in continuità con i numerosi studi multicentrici sull’effetto dell’inquinamento atmosferico sulla salute, il progetto EpiAir (Inquinamento atmosferico e salute: sorveglianza epidemiologica e interventi di prevenzione) ha analizzato il rapporto tra i principali inquinanti atmosferici, la mortalità e i ricoveri ospedalieri in 10 città italiane nel periodo 2001-2005. Il progetto EpiAir2, ne rappresenta il proseguimento, poiché considera gli anni 2006-2010.

I dati dell’Istituto superiore per la ricerca e la prevenzione ambientale (ISPRA) relativi agli inquinanti più rilevanti in termini di volumi di emissioni elaborati da Legambiente evidenziano che in Italia il trasporto su strada è responsabile di poco più del 20% delle emissioni di PM10, di poco più del 50% delle emissioni di ossidi di azoto e benzene, e di circa il 40% di quelle di ossido di carbonio. Il contributo dei trasporti è più importante nei grandi agglomerati urbani, eccetto quelli in cui sono presenti altre fonti di emissione, quali grandi insediamenti industriali, impianti per la produzione di energia e porti marittimi.

Per esempio, riguardo al primo aspetto, i dati dell’Inventario emissioni aria (INEMAR) di ARPA Lombardia mostrano che nella Provincia di Milano, area con circa 3 milioni di abitanti, i trasporti contribuiscono per il 58% alle emissioni di PM10 e per il 71% a quelli di ossidi di azoto.
Considerando le emissioni imputabili al macrosettore dei trasporti, il maggior contributo al PM10 è dato dalle autovetture e dall’usura di pneumatici, freni e manto stradale, quello agli ossidi di azoto da autovetture e veicoli pesanti, quello all’ossido di carbonio da autovetture e motocicli >50 cc, mentre quello alle emissioni di benzene da autovetture e motocicli <50 cc.

Tali dati dimostrano l’importanza delle politiche adottate in ambito urbano per ridurre l’inquinamento originato dal traffico veicolare e per lo sviluppo di una mobilità sostenibile.

I Piani regionali di risanamento della qualità dell’aria pur non rientrando tra le misure adottate a livello comunale, sembra opportuno introdurre un riferimento ai Piani regionali di risanamento della qualità dell’aria (PRQA) per l’importanza che questi dovrebbero rivestire nella riduzione dell’inquinamento atmosferico a livello locale e per il legame che dovrebbero avere con gli interventi adottati dai Comuni.
In base alla normativa vigente (Decreto Legislativo n.351 del 1999), per le aree in cui il livello di uno o più inquinanti supera i valori limite le Regioni devono predisporre un PRQA affinché queste rientrino entro i limiti di legge, individuando le situazioni e le aree di superamento dei limiti, le fonti emissive che ne sono causa e le misure per il miglioramento della qualità dell’aria.

La crisi economica ha prodotto grandi modifiche nei comportamenti degli italiani in tema di mobilità, con una riduzione rilevante dei consumi di carburante e, più in generale, della domanda di mobilità che sembra avere coinvolto tutti i mezzi individuali di trasporto/mobilità. Questo fa ipotizzare una diminuzione delle emissioni in atmosfera degli inquinanti da traffico. In effetti, i dati relativi ai primi mesi del 2013 hanno mostrato una minor concentrazione degli inquinanti atmosferici, in particolare a Torino e Milano, dove si sono avute le concentrazioni medie e il numero di “sforamenti” più bassi degli ultimi 5 anni (in parte influenzati dalle anomalie meteorologiche del febbraio 2013). Nonostante ciò, e anche se la concentrazione atmosferica degli inquinanti è largamente condizionata dagli andamenti meteorologici, il tetto di 35 superamenti annui del valore medio giornaliero della concentrazione di PM10 è stato superato nel mese di febbraio sia a Milano sia a Torino, solo qualche settimana in ritardo rispetto agli anni precedenti. Pertanto rimane da fare ancora molta strada per far rientrare l’inquinamento atmosferico delle città italiane almeno nei limiti di legge.

In sintesi, tali dati dimostrano l’importanza e la persistente attualità che hanno le politiche adottate in ambito urbano per limitare l’inquinamento originato dal traffico veicolare e per lo sviluppo di una mobilità sostenibile.

In sintesi, pur in presenza di molte iniziative settoriali, sembra essere mancata una strategia nazionale che, pur rispettosa delle peculiarità e del livello di autonomia locali, abbia fornito linee di indirizzo per affrontare in maniera adeguata e coordinata il tema della mobilità sostenibile e dell’inquinamento atmosferico da traffico veicolare. La mancanza di un piano nazionale per la qualità dell’aria, nonostante l’adozione di alcune misure a livello locale, è stata il motivo della bocciatura avvenuta nel 2009 da parte della la Commissione europea della richiesta di deroga al rispetto dei valori limite per il PM10 per la maggior parte delle regioni italiane.

 
Informazioni tratte da: E&P anno 37 (4-5) luglio-ottobre 2013 “Le politiche per la promozione della mobilità sostenibile e la riduzione dell’inquinamento atmosferico causato dal traffico veicolare nelle città partecipanti allo studio EpiAir2”, articolo di Alessandro Barchielli e altri, interamente pubblicato sul sito www.epiprev.it.

L’ostinata volontà di non interrare le grandi arterie che insistono in un ambito urbano fortemente antropizzato quale quello del nord Milano (che entrerà a far parte della città metropolitana), porterà non certo ad un miglioramento della già scarsa qualità dell’aria, ma invece ad un peggioramento della stessa.

Con la “riqualificazione” della Rho – Monza si prevede un incremento del traffico su quella tratta da 80.000 a 220.000 veicoli, e quindi crisi o non crisi, la presenza degli inquinati a Paderno Dugnano e nelle aree limitrofe è inevitabilmente destinata ad aumentare in modo significativo.

L’unica alternativa credibile che tenga conto in primo luogo della salute della persona è l’interramento della Rho - Monza e della Milano – Meda, con sistemi di filtraggio dell’aria all’interno del tunnel che consentano l’abbattimento degli inquinanti. E con lungimiranza pensare a forme di mobilità che vadano a limitare il traffico veicolare privato verso il trasporto pubblico su rotaia, non solo in direzione nord-sud ma anche est-ovest oggi totalmente assenti.


A presto Cara Terra Mia

giovedì 12 dicembre 2013

Inquinamento: le polveri sottili che siamo costretti a respirare




La sigla PM10 (Particulate Matter) identifica materiale presente nell'atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico è uguale o inferiore a 10 millesimi di millimetro.

È costituito da particelle di polvere, fumo e microgocce di sostanze liquide (es. nebbia), si intende per PM10 tutte le particelle con diametro inferiore a 10 µm, e quindi il PM2.5 è un sottoinsieme del PM10, che a sua volta è un sottoinsieme del particolato grossolano, così via.




Aldilà delle cause naturali di produzione del “Particular Matter”, quali ad esempio l’erosione del suolo o gli incendi, una parte rilevante del PM10 che respiriamo, con particolare riferimento ad un’area urbana dove risiediamo, ricordiamo tra le più inquinate d’Europa, è causato da fattori antropici quali:



               emissioni della combustione dei motori a combustione interna (autocarri, automobili, aerei);
              residui dell'usura del manto stradale, dei freni e delle gomme delle vetture;
              emissioni di lavorazioni meccaniche, dei cementifici, dei cantieri.

La realizzazione del “mostro” della Rho-Monza con le previste 14 (quattordici) corsie a cielo aperto avrebbe un primo ed immediato effetto negativo sulla già scarsa qualità dell’aria che respiriamo, costituito da:
                emissioni dovute alla cantierizzazione dell’opera;
               emissioni dovute al traffico veicolare che per sfuggire agli ingorghi del cantiere si riverserebbe nelle strade cittadine;

ed un effetto negativo a regime, senza speranza di soluzione, costituito da:
             emissioni della combustione dei motori di auto
e autocarri;
             residui dell'usura del manto stradale, dei freni e delle gomme delle vetture.

Nelle aree urbane il traffico veicolare è la principale fonte di PM10.

La nocività delle polveri sottili dipende dalle loro dimensioni e dalla loro capacità di raggiungere le diverse parti dell'apparato respiratorio:
                oltre i 7 µm: cavità orale e nasale;
                fino a 7 µm: laringe;
                fino a 4,7 µm: trachea e bronchi primari;
                fino a 3,3 µm: bronchi secondari;
                fino a 2,1 µm: bronchi terminali;
                fino a 1,1 µm: alveoli polmonari;
(µm = micron, micròmetro o milionesimo di metro)

Infatti le particelle di maggiori dimensioni non rappresentano un grave problema per la salute per due motivi: il primo è che data la velocità con cui sedimentano il tempo di esposizione è assai ridotto, e il secondo è che le particelle più grosse vengono efficacemente filtrate dal naso mentre quelle più piccole (come nel caso del PM1) possono persino raggiungere gli alveoli polmonari.

Le patologie legate all'inquinamento da polveri sottili riconosciute sono l'asma, le affezioni cardio-polmonari e la diminuzione delle funzionalità polmonari.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che le polveri sottili siano responsabili dello 0,5% dei decessi registrati nell'anno.
Il particolato è l'inquinante che oggi è considerato di maggiore impatto nelle aree urbane, ed è composto da tutte quelle particelle solide e liquide disperse nell'atmosfera, con un diametro che va da pochi nanometri fino ai 500 micron e oltre (cioè da miliardesimi di metro a mezzo millimetro).

Lo SCENIHR (Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks) comitato scientifico UE che si occupa dei nuovi/futuri rischi per la salute, considera i motori a gasolio e le auto con catalizzatori freddi o danneggiati i massimi responsabili della produzione di nanoparticelle.

Si deve pensare di migliorare la qualità dell’aria, già adesso non è concepibile pensare di vivere fianco a fianco ad una fonte di inquinamento a cielo aperto quale la Milano - Meda. Ed invece di risolvere un problema così importante, si considera concepibile raddoppiare gli effetti negativi affiancando un’altra arteria stradale, quattordici corsie a cielo aperto, quattordici file di veicoli che attentano alla salute dei cittadini.


I’interramento è l’unica soluzione