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domenica 23 marzo 2014

La giunta non risponde ai cittadini

ed è responsabile del degrado del territorio.

OCCORRE DARE UNA RISPOSTA URGENTE E IMMEDIATA DA PARTE DI TUTTE LE FORZE POLITICHE CHE SI SONO DICHIARATE PER LA TUTELA DELLA SALUTE, DELL'AMBIENTE  E DELLA QUALITA' DELL'ARIA. 
Comune di Paderno Dugnano.




Riceviamo dal Comitato Leganti Naturali .. No Grazie
e pubblichiamo


Alla cortese attenzione di :   La Repubblica 
                                              Il Giorno 
                                              Corriere della Sera
                                              Nord Milano 24
                                              La Scommessa
                                              Paderno Forum 
                                              Paderno 7.0 On Air
                                              Cara Terra Mia
                                                              
Buongiorno,
desidero portare alla vostra attenzione la grossa difficoltà che noi cittadini, uniti in comitato, dei quartiere di Paderno Dugnano e del Villaggio Ambrosiano stiamo avendo nel conoscere cosa avviene all'interno della fabbrica Leganti Naturali srl e della qualità dell'aria che respiriamo. L'odore nelle ultime settimane è notevolmente diminuito ma non sappiamo se questo è dovuto allo scrubber, che dovrebbe essere stato installato, o se la fabbrica sta lavorando o meno. A riguardo non c'è nessuna informazione.Il 13 gennaio 2014 e poi il 17 Febbraio abbiamo posto delle domande all'amministrazione comunale. 

Sommarizzo la risposta che ci è stata fornita il 18 febbraio dall'Ufficio Ambiente del nostro Comune: 

·   I dati relativi ai processi produttivi in ingresso e uscita dell'azienda Leganti Naturali srl , nonché le caratteristiche chimico fisiche dei materiali utilizzati e del prodotto finale sono reperibili nell'Autorizzazione Integrata Ambientale. 
·  Il monitoraggio ARPA è relativo alla qualità dell'aria e misura le concentrazioni di ammoniaca media settimanale, pertanto tali monitoraggi vi verranno inviati  non appena in possesso dei dati relativi alla terza settimana dopo l'attivazione dello scrubber.
·  Si comunica che la ditta non prevede emissioni in atmosfera, se non la presenza di ammoniaca (NH3), la quale è monitorata costantemente dagli organi competenti.  

Abbiamo colto l'invito e ci siamo letti con molta attenzione, da profani del settore, l'allegato tecnico del d.d.s. n. 7943 del 3 settembre 2013 e abbiamo integrato le domande precedenti, inviando una lettera il 28 febbraio all'Ufficio Ambiente, che riassumo nei punti essenziali:   

·   Vogliamo conoscere i dati sulla qualità dell'aria registrati dalla centralina EcoBat installata all'interno del cortile della Scuola Primaria E. Curiel di Via Trieste distante 500 mt dalla fabbrica.
·   Vogliamo conoscere la qualità dell'aria in tutte le sue componenti  nelle adiacenze della fabbrica e in prossimità delle abitazioni limitrofe.
·   Richiediamo la pubblicazione del monitoraggio giornaliero dell'ammoniaca in atto presso la Leganti Naturali srl 
·   Vogliamo conoscere la composizione chimico fisica delle scorie da inceneritore sia pericolose che non pericolose   (CER 19 01 11 e 19 01 12) trattate all'interno della fabbrica. 
·  Vogliamo conoscere, all'interno della sezione di accettazione descritta nel documento sopracitato , il tipo di controlli e la frequenza degli stessi. 
·   La Leganti Naturali dichiara : " Nell'impianto di stoccaggio degli additivi e dei reattivi sono presenti modeste emissioni in aria". Vogliamo conoscere la composizione delle emissioni e la composizione dei reattivi e additivi.
·   La massima capacità di messa in riserva nel bunker (stoccaggio) dichiarata dalla Leganti Naturali srl è di 4700 ton. Come mai in dicembre 2013 si è arrivati ad avere 10000 ton in attesa di lavorazione. Abbiamo letto che è previsto nel caso di fermo impianti di utilizzare le vasche di pretrattamento. Ci chiediamo, visto che era la prima fornitura ed i fase di inizio attività, perché la Leganti non ha fermato il conferimento di nuovo materiale e ha raggiunto le 10000 ton, più del doppio di quanto previsto. 
·  La Leganti Naturali srl dichiara: "che verrà installato un sistema a portale che permetta di effettuare in tempo reale il controllo radiometrico del veicolo in transito, identificando così l'eventuale presenza di sostanze radioattive all'interno del carico trasportato ". Riteniamo che ad oggi questo sistema sia stato installato. Quindi ci chiediamo, visto che pensiamo che la radioattività non si manifesti durante il trasporto, perché questo controllo non viene eseguito all'uscita dell'azienda in cui è stato prelevato il materiale. In questo modo si eviterebbe di portare a spasso per il territorio materiale radioattivo.   

Il 14 marzo abbiamo sollecitato una riposta. Noi siamo fermamente convinti che per tranquillizzare i cittadini che abitano nei quartieri limitrofi alla fabbrica l'unico modo sia  far conoscere con la massima trasparenza i dati completi sulla qualità dell'aria e sul contenuto di tutti i materiali  trattati all'interno della fabbrica Leganti Naturali srl.  Ad oggi purtroppo registriamo una chiusura e un silenzio assordate su questi temi .  

Restiamo a vostra completa disposizione per ulteriori chiarimenti o dettagli. 
Cordiali Saluti
Renato Lunardi
Comitato Leganti Naturali .. No Grazie 



Cara TERRA Mia ricorda che sul territorio è presente un inceneritore situato il località Incirano, Via Valassina, quali e quanti controlli siano stati fatti non ci è permesso di sapere. Quante dichiarazioni e quante promesse sono state fatte negli ultimi anni e che cosa è cambiato ?
Vediamo di capirci un po di più.
A presto.



Vi invitiamo a inviarci informazioni e notizie sull'inceneritore di Incirano.
caraterramia@gmail.com

A presto CARA TERRA MIA

mercoledì 15 gennaio 2014

L’inquinamento atmosferico causa il cancro


Quello che occorre è un’azione collettiva
per la tutela della salute pubblica

Alla pagina:


segnaliamo un interessante articolo di Cinzia Tromba (redazione E&P) del 17 ottobre 2013 sui danni alla salute provocati dall’inquinamento atmosferico.

Monografia n. 109 «Ambient air pollution».
La IARC conferma: gli inquinanti atmosferici causano il cancro del polmone

L’inquinamento atmosferico causa il cancro. Il cancro del polmone. Di più: tra tutte le sostanze inquinanti disperse nell’aria che si respira ogni giorno, le famigerate polveri sottili, PM2.5 e PM10 – proprio quelle i cui sforamenti rispetto alle soglie stabilite rappresentano una triste consuetudine nelle città italiane – sono cancerogene. Di sicuro per i polmoni.
E’ il verdetto pronunciato dalla IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS cui spetta il compito di valutare il potenziale cancerogeno delle sostanze sospette analizzando gli studi prodotti sull’argomento e prendendo in considerazione solo quelli più solidi, in termini di metodi utilizzati, campione analizzato e robustezza dei risultati.
«Esistono prove sufficienti (sufficient evidence) che l’inquinamento atmosferico sia cancerogeno per gli esseri umani. L’inquinamento atmosferico causa il cancro del polmone». E inoltre: «Esistono prove sufficienti (sufficient evidence) che il particolato atmosferico sia cancerogeno per gli esseri umani. Il particolato atmosferico causa il cancro del polmone».
Con l’usuale linguaggio tecnico che contraddistingue i propri Rapporti, la IARC ha lanciato una vera bomba annunciando questa mattina, in conferenza stampa, le conclusioni contenute nella Monografia 109 dedicata all’inquinamento atmosferico (Ambient air pollution). Da oggi, le sostanze inquinanti sono dunque catalogate nel Gruppo 1 della classificazione IARC, quello relativo ai cancerogeni certi per l’uomo.
Certo, non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Si conferma infatti quanto anticipato sempre più spesso, nel corso degli anni, da un gran numero di ricerche condotte nei diversi continenti (ultimo, in ordine di tempo, lo studio europeo ESCAPE pubblicato lo scorso mese di luglio). Si tratta tuttavia di una conferma cruciale, perché frutto di un ampio e approfondito lavoro di analisi delle centinaia di studi pubblicati sull’argomento condotto dai maggiori esperti a livello mondiale. E perché certificata dall’istituzione più autorevole in materia a livello mondiale, quella che all’interno dell’OMS si occupa di studio e ricerca sul cancro.
Perché due valutazioni separate?
Il rapporto IARC riporta due valutazioni distinte: una per l’insieme degli inquinanti atmosferici e una, specifica, per il particolato. Perché? Spiega Dana Loomis, vicedirettore della Sezione Monografie della IARC: “L’inquinamento atmosferico è una miscela complessa di sostanze e gas e il particolato (PM), per la sua ubiquità viene di norma utilizzato come indicatore di inquinamento. Ma, siccome i PM, tra tutte le sostanze presenti in questa miscela, sono quelle per le quali è disponibile la maggior messe di dati, per loro abbiamo potuto fornire un valutazione indipendente. Ciò non significa comuque” chiarisce Loomis “che siano le più cancerogene, solo che sono le più studiate”.
Niente limiti di sicurezza, anche i non fumatori sono a rischio
Nel percorso di analisi che li ha portati a stabilire la cancerogenicità degli inquinanti atmosferici gli esperti hanno confermato anche altri aspetti. Per esempio, che il rischio di contrarre il cancro del polmone aumenta in maniera costante con l’incremento del livello di esposizione. Come peraltro affermato dallo studio ESCAPE, in cui si dimostra l’esistenza di una relazione lineare tra concentrazione del particolato e rischio di cancro e come tale rischio persista anche al di sotto delle soglie stabilite dalle normative vigenti in Europa. Ma non solo. Si documenta infatti che il rischio di cancro polmonare non risparmia certo i non fumatori: su di loro, infatti, l’inquinamento agisce come il fumo passivo. Come dire: per tutelare i propri polmoni non basta tenersi alla larga da sigarette e tabagisti se si vive, per esempio, in pianura padana. O a Pechino. O a Città del Messico.
E gli altri organi?
Nel processo di valutazione della letteratura gli esperti convenuti a Lione hanno analizzato la possibilità che gli inquinanti atmosferici possano essere cancerogeni anche per altri organi, oltre ai polmoni. E sono giunti alla conclusione che il rischio esiste per la vescica: benché le prove a sostegno in questo caso siano più deboli, “limitate”, si può correttamente parlare di associazione positiva tra inquinanti e cancro della vescica (“A positive association has been observed for cancer of the urinary bladder”). Non hanno invece reperito prove adeguate per sostenere l’esistenza di un coinvolgimento degli inquinanti ambientali nell’insorgenza del cancro della mammella, della leucemia e dei linfomi. Notano comunque «deboli associazioni con le leucemie infantili (soprattutto la leucemia linfoblastica acuta)» che, per quanto al momento non supportate da sufficienti prove, «non possono essere ignorate».
La palla ora passa alla sanità pubblica
La IARC ha lanciato una vera bomba. Una bomba che sta ora ai governi e alle istituzioni, nazionali e internazionali, che si occupano di tutelare la salute pubblica, disinnescare. Perché da ora in avanti sarà più difficile tollerare “sforamenti” delle soglie previste dalle normative. Anzi, occorre adeguare da subito queste normative se è vero, come è vero, che per quanto riguarda le polveri più sottili (PM2.5) la normativa europea, per esempio, prevede limiti (25 µg/m3) ben al di sopra di quanto raccomandato, da diversi anni ormai, dalla stessa OMS (10 µg/m3). E c’è da sperare che il tutto non passi nel dimenticatoio come è accaduto nel giugno 2012, quando la classificazione come cancerogene per gli esseri umani delle esalazioni dei motori diesel non ha sortito grandi reazioni, almeno in Italia.
Come afferma Cristopher Wild, direttore della IARC: «Lo scopo delle nostre monografie è produrre le più aggiornate valutazioni evidence-based affinché le autorità sanitarie pubbliche, a livello nazionale e internazionale, possano mettere in atto strategie adeguate per limitare le esposizioni agli agenti cancerogeni». E in questo senso l’OMS, per parte sua, sta procedendo alla revisione delle linee guida sulla qualità dell’aria.
Ma quando gli si chiede che cosa possono fare gli individui per tutelarsi, Wild risponde: «I singoli non possono fare molto per limitare l’esposizione agli agenti inquinanti. Quello che occorre è un’azione collettiva per la tutela della salute pubblica».

Abbiamo quindi saputo che i limiti fissati dalla normativa sul PM 2.5 (25 µg/m3) non garantisce la salute delle persone. Il PM2,5 è un particolato fine con diametro inferiore a 2,5 µm (un quarto di centesimo di millimetro), ed è una polvere toracica, in grado di penetrare profondamente nei polmoni, specie durante la respirazione dalla bocca.


Se i singoli non possono fare molto per tutelarsi, l’azione collettiva dovrebbe, o meglio deve, predisporre strumenti a tutela della salute del cittadino. Ovviamente la prima questione riguarda la normativa che deve rispettare i limiti raccomandati dalla OMS (10 µg/m3), ma poi fare in modo ch ei limiti siano rispettati.


Costruire autostrade a cielo aperto in territori fortemente antropizzati non va in questa direzione, non ci vuole molto a capirlo, sembra impossibile rendersi conto che all’interramento della Rho – Monza e della Milano – Meda a Paderno Dugnano non c’è alternativa. Non basta non peggiorare la situazione operando in modo corretto sulle nuove arterie che si vogliono realizzare, ma bisogna correggere le ferite ereditate dal passato, anche la  Milano – Meda così com’è è un costante attentato alla salute dei cittadini, una ferita che deve essere curata.


Interramento e filtraggio dell’aria
per la Rho-Monza
Eliminare ogni forma di inquinamento
come per l'impianto della Leganti Naturali srl
non è questione di costi è questione di salute



















A presto Cara Terra Mia