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mercoledì 6 agosto 2014

70° anniversario dell'eccidio di piazzale Loreto



Da viale Romagna si raggiunge Piazzale Loreto lungo un rettilineo fino in via Porpora e si svolta a sinistra. Dappertutto cordoni di repubblichini: militi dietro militi, sempre più fitti, sempre più lugubri. In Piazzale Loreto una folla sconvolta e sbigottita. Si respira ancora l’odore acre delle polvere da sparo. I corpi massacrati sono quasi irriconoscibili. I briganti neri, pallidi, nervosi, torturano il fucile mitragliatore ancora caldo, parlano ad alta voce, eccitatissimi per aver sparato l’intero caricatore.
Sbarbatelli feroci, vicino a delinquenti della vecchia guardia avvezzi al sangue e ai massacri, ostentano un atteggiamento di sfida, volgendo le spalle alle vittime, il ceffo alla folla. Ad un tratto irrompe un plotone di repubblichini, facendosi largo a spinte, a colpi di calcio di fucile e andando a schierarsi vicino ai caduti.
“Via via, circolate”, urlano. Spontaneamente il popolo è accorso verso i suoi morti. Ora la folla, ricacciata, viene premuta fra i cordoni dei tedeschi e dei fascisti. Urla di donne, fischi, imprecazioni.
          “La pagheranno!”
          I repubblichini, impauriti, puntano i mitra sulla folla.
Dall’angolo della piazza scorgo lo schieramento fascista accanto ai nostri morti. Potrei sparare agevolmente se i fascisti aprissero il fuoco. In quel momento, fendendo la calca, si fa largo una donna: avanza tranquilla, tenendo alto un mazzo di fiori; raggiunge le prime file, vicino al cordone dei repubblichini, come se non vedesse le facce livide e sbigottite degli assassini; percorre adagio gli ultimi passi. Scorgo da lontano quella scena incredibile, un volto mite incorniciato da capelli bianchi, un mazzo di fiori che sfila davanti alle canne agitate dei fucili mitragliatori. I fascisti rimangono annichiliti da quella sfida inerme, dall’improvviso silenzio della folla. La donna si china, depone i fiori, poi si lascia inghiottire dalla folla. Comincia così un corteo muto, nato come da un improvviso accordo senza parole.


Dal libro “SENZA TREGUA” di Giovanni Pesce


A presto Cara Terra Mia

domenica 12 gennaio 2014

ANPI: Petizione per la giustizia e la verità sulle stragi



Segnaliamo la petizione promossa dall'Anpi Nazionale sulla necessità di fare giustizia e verità sulle stragi nazifasciste.

CORRIERE DELLA SERA - 2 luglio 2013 pag. 36

Alla pagina: 


è possibile scaricare il testo della petizione popolare.

Sul lato destro è ben visibile la sezione: Firma la petizione online


Invitiamo, Partiti, Movimenti, Associazioni, Comitati, Circoli, a sottoscrivere e diffondere la Petizione. Una nuova resistenza sui temi dell’ambiente, della salute, della sicurezza, della democrazia ed in sintesi di tutto ciò che vuol dire vivere civile non può prescindere dagli insegnamenti e dal rigore morale che la vera Resistenza ci ha insegnato.

Per gli utenti che hanno minore dimestichezza con le procedure informatiche resta sempre possibile la sottoscrizione cartacea, invitiamo i Circoli, con particolare riferimento agli associati all’ARCI a farsi promotori dell’iniziativa.

A presto Cara Terra Mia

venerdì 27 dicembre 2013

70° anniversario del sacrificio dei Sette Fratelli Cervi



I sette fratelli Cervi, Gelindo, (nato nel 1901); Antenore (1906); Aldo (1909); Ferdinando (1911); Agostino (1916); Ovidio (1918); Ettore (1921) antifascisti, parteciparono alla Resistenza e, fatti prigionieri, furono barbaramente fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia.


Il padre Alcide potrà celebrare il funerale dei suoi figli soltanto nell’ottobre del 1945. Le sue parole condensano una vita, e non solo: “Mi hanno sempre detto… tu sei una quercia che ha cresciuto sette rami, e quelli sono stati falciati, e la quercia non è morta… la figura è bella e qualche volta piango… ma guardate il seme, perché la quercia morirà, e non sarà buona nemmeno per il fuoco. Se volete capire la mia famiglia, guardate il seme. Il nostro seme è l’ideale nella testa dell’uomo.” .

Alcide muore nel 1970, a 95 anni.

In un dibattito a Porta a Porta del 2000, Fausto Bertinotti nominò “Papà Cervi” a Silvio Berlusconi, che rispose: “Io sarò felicissimo di conoscere Papà Cervi a cui va tutta la mia ammirazione”. Al che Bertinotti lo informò: “Papà Cervi purtroppo è morto”.

Ricordiamo.


Invitamo alla consultazione del sito:


A presto Cara Terra Mia




domenica 18 agosto 2013

ANPI In memoria



VI INVITANO:

Alla giornata è dedicata alla memoria dei partigiani: Virginio Arzani “Chiccirichì”, Angelo
Aliotta “Diego”, Andrea Busi “Silurino” e Sansin Nieczislavaws “Cencio”, barbaramente
trucidati da una banda fascista il 29 agosto del 1944.

La manifestazione avrà luogo
dalle ore 10,30 di sabato 31 agosto 2013
a Cerreto di Zerba (PC).

Il programma della giornata:

Dalle ore 10,30: verrà celebrata la messa dedicata alla memoria dei partigiani trucidati;

Dalle ore 11,15: interverranno i rappresentanti delle istituzioni locali e di Viguzzolo ed i rappresentanti delle Sezioni ANPI e delle Associazioni presenti. Quest’anno ci sarà, in rappresentanza della delegazione ANPI di Milano, Ardemia Oriani e Libero Traversa nonchè Sergio Fogagnolo, figlio di Umberto Fogagnolo, un dei 15 martiri della strage di Piazzale Loreto di Milano del 10/8/1944

Dalle ore 12,00: Il coro della Sez. ANPI di Viguzzolo,  alcuni cantori del coro “Questo è il fiore del partigiano” di Paderno Dugnano e alcuni cantori e musicisti dell’Associazione la Conta, eseguiranno canti partigiani.

La manifestazione si concluderà con l’aperitivo offerto a tutti i presenti dalle Sezioni ANPI e dalle Associazioni sopra indicate e, a seguire, con il pranzo in uno dei migliori ristoranti della zona, con  prenotazione obbligatoria, da confermare entro il 26.8. p.v. scrivendo all’indirizzo mail: laconta@interfree.it.

L’ECCIDIO DI CERRETO DI ZERBA (PC) NEL RESOCONTO DI “OLGA” – NELLA LOMBARDI

“Accompagnai i quattro feriti nella battaglia del Pertuso, Chicchirichì, Cencio, Diego e Silurino nel trasferimento verso la Valtrebbia, ritenuta zona più sicura. Partimmo con Giulia come infermiera, Repubblica, Ivan e Raffica, di scorta; era l'alba del 27: i feriti erano coricati in slitte trainate da buoi, il tempo era bello.

Il 28 mattina, verso mezzogiorno, improvvisamente, sulle alture circostanti al paese di Artana, scorgiamo una colonna di nazi-fascisti rastrellatori che scende in direzione dell'abitato. Eravamo in trappola....Questa colonna di rastrellatori era composta da tedeschi e allievi ufficiali di artiglieria di Tortona. Questi ultimi furono con noi veramente buoni...non della stessa idea era il capitano, loro comandante.

Alla domanda:"Siete partigiani?", tutti si rispose affermativamente. Nonostante la mia resistenza, Chicchirichì aggiunse che era comandante di distaccamento...Fummo fatti proseguire verso il Monte Lesima e lo raggiungemmo verso le 23. Lungo questo tragitto i nostri feriti venivano tolti della ceste e portati a spalla dagli allievi ufficiali. Cercavano di guadagnare tempo, sapendo che se
incontravano le Brigate Nere dovevano consegnare loro i feriti. I Tedeschi sollecitavano la marcia, arrivando anche a minacciare gli allievi ufficiali. Giunti sulla sommità, passammo la notte nella casa rifugio.

Al mattino del 29, verso le ore 5, ci incamminammo verso Zerba e vi giungemmo prima di mezzogiorno. Qui ci raggiunse un gruppo di Brigate Nere appartenenti al gruppo di Genova Sampierdarena che ottennero dai Tedeschi la nostra consegna. Così, passammo nelle mani, feriti e prigioneri, di quegli assassini. Prima di lasciarci, gli allievi ufficiali raccomandarono alle Brigate Nere di risparmiare la vita dei feriti; poi insieme ai tedeschi proseguirono nel loro itinerario. A Zerba era anche giunto il ten.Pastorino, da noi curato e rispettato nell'ospedale di Rocchetta Ligure; questo figuro dimenticando quanto da noi aveva ricevuto, fu insensibile alle mie suppliche, affinchè
interferisse presso i comandi delle Brigate Nere per il rispetto dei feriti.
…Tutto si rese inutile, ci incamminammo ancora per poco. Arrivati sopra un piccolo spiazzo prativo ci ordinarono di deporvi i feriti. Era la fine. I feriti, consapevoli, erano sereni. Mi venne da piangere; solamente Cencio ad un certo momento invocò la mamma...Avrei voluto essere presso tutti; mi avvicinai a Chicchirichì; era fiero. Vedendo il mio pianto disse:"Adesso ci uccidono. Non me ne importa. Il tuo è l'ultimo viso amico che vedo. Cerca di farlo sapere alla mia mamma. Ma no, è tutto inutile, questi vili uccideranno anche voi". Gli ero ancora vicina quando le Brigate Nere iniziarono a sparare...Nella sparatoria una voce ferma gridò:"Fate presto, vigliacchi!". Erano le
ultime parole di Chicchirichì....Gridavo nella semi-incoscienza; gridai in faccia a quegli assassini tutto il mio disprezzo. Erano le dodicipassate del 29 agosto 1944.”

COME ARRIVARE IN AUTO A CERRETO DI ZERBA (PC) 

Da Milano si prende l’autostrada A1 proseguendo fino a Piacenza sud. Si esce a Piacenza Sud e si prende la tangenziale sud di detta città in direzione Bobbio. Alla rotonda si prende la strada statale SS45   e si prosegue sempre sulla SS45 oltrepassando Bobbio, Marsaglia ed altri piccoli paesi fino a Valsigiara. A Valsigiara si gira a destra seguendo l’indicazione per Cerreto di Zerba. Al’ingresso di Cerreto di Zerba c’è il cippo dove ci si incontra per la manifestazione.


Sez. ANPI Martiri di Viale Tibaldi  - Milano

A presto Cara Terra Mia

giovedì 8 agosto 2013

69° anniversario dell'eccidio di Piazzale Loreto


Milano, Piazzale Loreto, 10 agosto 1944,
15 martiri per comunicare ferocia




"Ho dipinto I martiri di Piazzale Loreto nell’agosto 1944, subito dopo aver visto il ludibrio che la canaglia repubblichina faceva dei corpi dei nostri fratelli”
Aligi Sassu (Milano, 17 luglio 1912 – Pollenca, 17 luglio 2000)


Perché 15 partigiani vennero uccisi a piazzale Loreto il 10 agosto 1944?

Per gli opportuni approfondimenti sulla Storia di una strage preparata e attuata per comunicare la ferocia nazifascista invitiamo la consultazione della pagina:



Il volantino con le iniziative cui invitiamo a partecipare:




A presto
Comitato CARA TERRA MIA
Condomini 167 Trasformazione del Diritto di Superficie