martedì 25 novembre 2014

venerdì 28 novembre: "LE TUE PAROLE AL VENTO" in ricordo di Augusto Daolio

Riceviamo da Umberto Zilioli la segnalazione della serata in musica e parole di venerdí 28 novembre. 

Una serata che nel ricordo di Augusto Daolio, è dedicata a Carlo Arcari. Due grandi figure che ci hanno prematuramente lasciati a causa di una malattia inesorabili.

Il ricavato della serata sarà devolto alla associazione Augusto per la vita che dal 1993 ha già finanziato per oltre 800 mila euro la lotta contro il cancro di giovani ricercatori. 

Notizie più approfondite sul blog del Circolo culturale Restare Umani:







A presto Cara Terra Mia

lunedì 24 novembre 2014

25 novembre: giornata mondiale contro la violenza sulle donne



A presto Cara Terra Mia

Nomisma: un ulteriore calo delle quotazioni immobiliari anche ne 2015





Nomisma è una società indipendente che realizza attività di ricerca e consulenza economica per imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni, a livello nazionale e internazionale.
Nomisma presidia oggi molti ambiti dell’economia - valutazione immobiliare, rigenerazione urbana, economia agroalimentare, economia territoriale, economia sociale, assistenza tecnica - offrendo i propri servizi al settore pubblico, alle imprese, ai gruppi bancari e alle associazioni di categoria.
La ricerca individua il divario tra prezzo richiesto ed effettivo passato in media dal 10% al 9% per le abitazioni nuove e dal 14 al 13,5% per quelle usate, con un'offerta di immobili estremamente abbondante, e con un allungamento dei tempi medi di vendita, saliti da 7,9 a 8,2 mesi per il nuovo e da 7,4 a 7,8 mesi per l'usato.
Soprattutto non viene reputata esaurita la flessione dei valori nominali degli immobili, seppure la flessione del 2014 risulti inferiore rispetto a quella del 2013.
Si è comunque di fronte a un arretramento significativo e comunque più consistente di quello del 2012.


Per gli approfondimenti rimandiamo alle pagine:





Le case economiche e popolari in diritto di superficie nel 2015 avranno un valore ancora inferiore. Con buon senso, per la trasformazione del diritto, un’amministrazione accorta dovrebbe formulare proposte in linea con le effettive quotazioni, e quindi con corrispettivi notevolmente inferiori rispetto a quelli sottoposti ai cittadini (solo ad alcuni) fino al 2010, e poi improvvisamente triplicati a partire dal 2011.





domenica 23 novembre 2014

Comunicato Stampa del 22 novembre di Medicina Democratica e Associazione Italiana Esposti Amianto: 3 processi sull'amianto "l'altroieri, ieri e oggi"


A presto Cara Terra Mia

Comunicato di Medicina Democratica e Associazione Italiana Esposti Amianto sul processo Eternit

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Lorena Tacco i comunicati di medicina Democratica e Ass. it. Esposti Amianto (AIEA) in merito alla sentenza di cassazione sul processo Eternit.





Riceviamo inoltre una bellissima lettera che ha letto Silvana Zambonini al Convegno Ban Asbestos tenutosi a Roma il giorno dopo vergognosa sentenza Eternit, che non ha tenuto conto delle migliaia di esseri umani che si sono ammalati e deceduti che si ammaleranno e moriranno per aver respirato le  fibre di amianto emesse nell’aria dalla famigerata fabbrica Eternit.

C’era una volta il Diritto,
figlio della Giustizia, la dea bendata che non voleva guardare chi aveva dinnanzi perché  per lei dovevano essere tutti uguali .
Questo figlio  nel corso della sua lunga vita era  stato descritto  da Hammurabi  nel 18° secolo a. C.  come un giusto capace di infliggere  una pena uguale al danno inflitto.
Pena   che  durante l’Esodo nel 1200 -1400 a.C. venne da Mosè resa legge  “Se segue una disgrazia allora pagherai vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita, livido per livido” . Allo stesso modo i romani si avvalsero della “lex talionis”  vestendo il Diritto con nuovi abiti sontuosi   che piacquero ai germani scesi  dalle terre del Nord tanto che anch’essi vollero emanare un Edictum Theodorici.
Poi del Diritto si persero le tracce durante i secoli bui  del Medioevo, dell’Inquisizione, fino a quando “dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno” non scoccò quel  fulmine  capace di rischiarare ancora una volta l’importanza dell’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge .  Il Code Napoleon del 1807  sfolgorante veste civile, venne rivisitato in Savoia da Carlo Alberto che nel 1836 aggiunse un primo ornamento civile e nel  1839 un altro orpello penale.
Il Diritto era di nuovo visibile e lo fu ancor di più nel  1930 quando si ammantò del “Codice Rocco” che  aveva lo scopo di  precisare la  sanzione punitiva per chi commetteva un reato  infliggendo non più l’Oculum pro oculo,; dentem pro dente”  ma  una pena che avrebbe impedito  al reo di delinquere in futuro.
Oggi il Diritto sta per essere definitivamente   denudato della  pena.
Una interpretazione artificiosa   della “Prescrizione”  su un reato che produrrà in  futuro altre migliaia di morti di  amianto  non può che favorire l’uso indiscriminato  di reati  contro la persona. 
Se la pena non è più necessaria  potremo dire che anche il Diritto sta morendo di mesotelioma pleurico.

Silvana Zambonini
19  novembre 2014 – Sentenza Eternit


A presto Cara Terra Mia 

sabato 22 novembre 2014

VILE AGRESSIONE A SALVINI



Indovinate di cosa si parla in Consiglio Comunale a Paderno Dugnano Giovedi 27 Novembre 2014  - ore 19.30

Al punto 3.
Ordine del giorno di condanna alla vile aggressione verificatasi a Bologna sabato 8 novembre presentato dal Capogruppo Fabrizio Riboldi, del gruppo Lega Nord – Lega Lombarda.

PUBBLICHEREMO L'ESITO DELL'ASSURDA VICENDA, FAVOREVOLI E CONTRARI

SMENTITA DALLA POLIZIA LA GOFFA MONTATURA DI SALVINI IN MERIto ALL’AGGRESSIONE DEI CENTRI SOCIALI: SE L’È CERCATA APPOSTA

 

Che l’aggressione compiuta ai danni di Salvini fosse un fatto annunciato era già stato sottolineato un paio di giorni fa, ma adesso arriva la conferma della poliziaSalvini, insieme al suo entourage, ha scientemente depistato gli 80 uomini messi a disposizione dalla questura di Bologna che avrebbero dovuto tutelare la sua incolumità e quella del suo staff.

Secondo l’ufficio scorte di Milano non appena appresa la notizia che il segretario del Carroccio intendeva recarsi a Bologna per fare visita al campo rom di via Erbosa si mise immediatamente in contatto con i colleghi del capoluogo emiliano al fine di attivare le normali procedure a tutela dell’ordine pubblico come prevede il protocollo per le “personalità” oggetto di interesse pubblico che devono comunicare alla Digos i propri spostamenti, i mezzi utilizzati allo scopo, i luoghi di sosta e quelli di soggiorno, cosa che del resto Salvini si era impegnato a fare.

Il tramite fra la Digos e lo staff di Salvini era la Lucia Bergonzoni, protagonista dello “schiaffeggiamento”avvenuto qualche giorno prima nello stesso campo rom di via Erbosa.

Ma così non è andata: attraverso una serie di scuse e pretesti per eludere le forze dell’ordine, Salvini ha fatto fermare la propria auto a circa un chilometro dal luogo di destinazione per improvvisare una conferenza stampa con i giornalisti, ma evidentemente il cambio di programma era a conoscenza degli attivisti bolognesi e da qui l’aggressione.

Tralasciando l’aspetto cronistico della vicenda (i giornali di oggi ne parlano abbondantemente e con dovizia di particolari) quello che sembra interessante è l’aspetto prettamente politico che Salvini voleva ottenere col suo gesto evidentemente provocatorio, ovvero aumentare il livello di tensione sociale in modo di ergersi paladino a difesa di una parte, ma bisogna anche tenere a mente la frase con la quale Salvini annunciò la propria visita al campo rom: “A questa gente che aggredisce e insulta i leghisti la sinistra emiliana (a spese di tutti gli italiani) offre gratis acqua, luce e gas! Altro che integrazione! Un voto alla Lega è un voto per chiudere e sgomberare tutti i campi”.

Già, “a spese di tutti gli italiani”e qui non si capisce bene come mai questo rigurgito di nazionalismo da parte di uno che da anni si batte per l’indipendenza della Padania da Roma ladrona, ma sorvolando su questo che bonariamente potremmo definire un “lapsus politico” (Salvini sta cercando di consolidare la sua autorevolezza a livello nazionale) più terra terra ci si domanda come mai questo interesse per le nostre tasche non si sia concretizzato anche in altro modo: 


gli 80 agenti operativi che lo attendevano invano, i vari funzionari della Digos, la scorta depistata in autostrada, i mezzi di supporto per tutta l’operazione  mica li ha pagati di tasca sua o con i soldi del partito, no, li abbiamo pagati noi e nonostante ciò il nostro tribuno leghista ha consapevolmente messo a rischi l’incolumità sua e di altre persone (ricordiamo che, seppure senza gravi conseguenze, la sua auto ha travolto alcuni manifestanti, ben altra cosa rispetto un vetro rotto).

In buona sostanza Salvini ha compiuto una maldestra manovra politica non solo prendendo in giro la Digos e le forze dell’ordine, ma soprattutto tutti gli italiani che inizialmente avevano pensato che il segretario del Carroccio fosse una vittima.



A PRESTO cara terra mia